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Intesa sui corridoi umanitari in Ucraina ma Putin non si ferma

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Incendio nella centrale nucleare a Energodar, la più grande d’Europa. Il leader russo: “Distruggeremo l’anti-russia creata dall’occidente”. Zelensky si dice “pronto al dialogo diretto”. Incontro in Bielorussia tra le delegazioni: per Mosca “fatti progressi”. Delusa Kiev: “Non abbiamo avuto i risultati attesi”-

Vladimir Putin

AGI – I prossimi colloqui tra Ucraina e Russia per cercare una soluzione alla crisi si terranno in Bielorussia, già all’inizio della prossima settimana. Le delegazioni, che si sono incontrate nell’area di Brest, al confine polacco, hanno infatti deciso di continuare i negoziati, con un terzo round, il prima possibile pur trovando un’intesa sui corridoi umanitari. Le opinioni tra le parti sull’esito restano discordanti. Per Mosca sono stati “fatti progressi”. Delusa Kiev: “Non abbiamo avuto i risultati attesi”.

Nel frattempo, però, Putin non si ferma: “Distruggeremo l’anti-russia creata dall’occidente”, ha minacciato. Poi, parlando ai membri del Consiglio di Sicurezza a Mosca ha aggiunto: “Siamo in guerra con neonazisti. Le forze ucraine usano civili come scudi umani. L’operazione procede secondo i piani”.

Nella notte, Facebook e diversi siti web sono risultati parzialmente inaccessibili in Russia poiché le autorità reprimono le voci critiche mentre i combattimenti si intensificano in Ucraina. I russi sfondano a Sud e controllano i mari. Bombe su Chernihiv: colpite scuole e case. Mariupol rimane sotto attacco

Nella notte un incendio è scoppiato alla centrale nucleare di Energodar nella regione di Zaporiyia, nel sud-est dell’Ucraina dopo che le forze russe hanno sparato sull’impianto, è quanto sostiene il sindaco della città, Dmitry Orlov, sul suo account Telegram. “Come risultato del continuo bombardamento nemico di edifici della più grande centrale nucleare d’Europa, la centrale nucleare di Zaporija è in fiamme”, ha scritto.

Notizia poi confermata, con toni allarmistici, dal ministro degli esteri dell’ucraina, Dmytro Kuleba

L’Onu prevede 10 milioni di profughi

Per supportare le persone in fuga è stato siglato un accordo storico in Europa per la protezione temporanea. L’intesa rischiava di slittare a causa delle resistenze di alcuni Paesi, in particolare la Polonia. E intanto Georgia e Moldavia hanno presentato la candidatura per entrare nella Ue.

“L’invasione della Russia sta avendo un profondo impatto umanitario. Vediamo potenziali crimini di guerra e crimini contro l’umanità”, scrive Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri. “Accogliamo con favore il fatto che 45 Stati dell’Osce, inclusi 27 Stati membri dell’Ue, con il sostegno dell’Ucraina, abbiano invocato il Meccanismo di Mosca per avviare urgentemente una missione conoscitiva indipendente”.

 

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