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Israele prepara piano contro Teheran

Mondo

Il Mossad e lo Shin bet con gli alti ufficiali dell’IDF pianificano un piano di attacco contro Teheran, accusato di andare avanti spedito con il suo programma nucleare.

Le centrifughe francesi lavorano a pieno regime

Non a caso il ministero della Difesa ha approvato un finanziamento corposo per la Difesa.

Strano anche il viaggio organizzato velocemente dalla diplomazia israeliana per il premier Naftali Bennet a Washington. Israele sicuramente ha voluto mettere al corrente il primo alleato dei prossimi passi.

Non c’è questa volta Trump, ma il molliccio Biden più facile ad essere influenzato per costringerlo ad assumere una posizione più rigida nei confronti dell’Iran affinché abbandoni gli sforzi per rilanciare il Piano d’azione congiunto globale 2015 – JCPOA – (piano d’accordo sul nucleare con Teheran).

Ma tutto è in fase embrionale in quanto in Iran il presidente è cambiato e le cose sembrano molto meno certe.

Questo mi fa avere sicurezza che indietro nell’accordo non si torna.

E ahimè quello che penso sarà tragico, se Teheran non fermerà il programma nucleare, Israele è pronta a ricorrere ad un attacco aereo

Il problema ad uscire dal Golfo per la Squadra Aerea non si pone più, i buoni rapporti con i sauditi faranno si che i caccia potranno rientrare sorvolando lo spazio aereo Saudita.

Questo spiega l’enorme finanziamento nella Difesa stanziato dal governo che ammonta a (58 miliardi di NIS pari a 15 miliardi di Euro).

Un enorme budget

Che consentirà nel 2022 all’IDF di preparare piani di intervento contro il programma nucleare iraniano.

Israele lo ha inserito nelle priorità, tutto questo accade mentre in Occidente si cerca di riprendere i colloqui per rilanciare l’accordo e frenare il programma nucleare di Teheran.

Ma Israele sembra non sentire e va avanti con i suoi piani di attacco contro Teheran al fine di annientare il programma nucleare, visto da Israele come una minaccia per i propri confini.

Una pentola che ribolle

Tra IDF, Shin Bet e alti funzionari americani, tra cui il segretario alla Difesa Lloyd Austin, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, il presidente dei capi di stato maggiore congiunti, il generale Mark Milley, il capo del comando centrale degli Stati Uniti, il generale Kenneth McKenzie, e il capo del comando delle operazioni speciali degli Stati Uniti, il generale Richard Clark, è in corso una stretta collaborazione che al momento non coinvolge il Pentagono direttamente.

Washington preferirebbe la via diplomatica per costringere Teheran a firmare un nuovo accordo, ma non disdegna quella militare del suo amico alleato, nel caso in cui lo ritenesse opportuno.

Il programma nucleare è in fase avanzata tanto che presto Teheran potrà dotarsi di armi nucleari e ICBM a testata nucleare. Non solo il trattato JCPOA impone a Teheran di cedere armi a paesi terzi.

E secondo le Agenzie israeliane, Teheran continua a contrabbandare armi verso organizzazioni terroristiche come Hamas nella Striscia di Gaza e Hezbollah in Libano oltre allo Yemen.

Teheran dispone di un migliaio di ICBM, tra questi quelli in grado di coprire il range di spazio che li separa da Israele. Tra gli ICBM con gittata fino a 2000 km Teheran dispone del Khorramshahr-2 e lo Shahab-3.

Una minaccia ritenuta fondata dall’IDF. Israele teme che nonostante le sue difese aeree multistrato, potrebbe non essere in grado di far fronte agli intensi bombardamenti missilistici lanciati dall’Iran e da gruppi che agirebbero su sua procura, come Hezbollah in Libano, Hamas dalla Striscia di Gaza o le milizie sciite in Iraq.

Le Agenzie israeliane nel frattempo stanno cercando, dietro compenso economico, di ridurre l’influenza dell’Iran in Medio Oriente.

Denaro proveniente dalla cassaforte reale Saudita

Nell’anno in corso Israele ha effettuato numerosi raid aerei in Siria dove ha distrutto numerosi obiettivi del Quds iraniano (potente unità speciale dell’intelligence).

Gli attacchi anche contro navi iraniane, hanno impedito l’invio di armi diretti a gruppi terroristici in Medio Oriente.

Oltre a questi attacchi, ci sono state numerose operazioni coperte all’interno del territorio iraniano, come l’assassinio del suo massimo scienziato nucleare, Mohsen Fakhrizadeh, del novembre scorso.

Decine di attacchi informatici contro i server delle centrali nucleari e in particolare contro quella di arricchimento dell’uranio di Natanz. Israele sa che non può contare su un appoggio della comunità internazionale presa da altri interessi emergenziali (Sanità, Afghanistan, Migrazione e Terrorismo).

In caso di intervento militare in Iran, la comunità internazionale dovrà prendere posizione.

Non vi nascondo che sono estremamente preoccupato conoscendo il popolo israeliano

In ogni azione Israele mette avanti la sua sicurezza, mai che si ponesse il problema delle violazioni continue di altri stati sovrani, primo tra tutti il Libano e Siria.

Se su questo mondo Israele fosse l’unico stato, sono sicuro che troverebbe il modo di prendersela con gli animali, accusati di minacciare la vita dello stato israeliano. Un paradosso ma con un fondo di verità.

Maurizio Compagnone

Analista

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania


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