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La chiesa della Trinità a Troitse-Lykovo: la bellezza del regno di Pietro il Grande

Arte, Cultura & Società

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alle ore: 12:10

Lo storico dell’architettura e fotografo William Brumfield analizza lo splendore di una delle chiese preferite dallo zar fondatore dell’Impero

 

All’inizio del XX secolo, il chimico e fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij (1863-1944) sviluppò un complesso processo tecnologico per ottenere dettagliate fotografie dai colori vividi. La sua visione della fotografia come forma di educazione e di divulgazione emerge con particolare chiarezza nei suoi scatti dei monumenti architettonici nei principali siti del cuore storico della Russia.

Queste fotografie facilitano il confronto tra le strutture documentate da Prokudin-Gorskij e altri monumenti, come la chiesa a torre della Trinità, di sublime bellezza, risalente alla fine del XVII secolo, che si trova nel villaggio di Lykovo, vicino a Mosca. Questo capolavoro assomiglia a una chiesa in legno che Prokudin-Gorskij fotografò a Petrozavodsk durante un viaggio nel Nord della Russia nell’estate del 1916, la sua ultima spedizione prima di lasciare la Russia nel 1918.

Origini zariste

Petrozavodsk, chiesa dei Santi Pietro e Paolo (vista sud-ovest) distrutta da un fulmine nel 1924. Estate 1916

All’epoca della sua visita, Petrozavodsk (oggi capitale della Repubblica di Carelia, all’interno della Federazione Russa) aveva due grandi chiese in legno, una delle quali era dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Definito cattedrale in alcune fonti, l’edificio sacro fu costruito all’inizio del XVIII secolo, durante il regno di Pietro il Grande (1672-1725).

Le leggende locali sostengono che sia stato lo stesso zar Pietro a progettarlo, e che la dedica ai Santi Pietro e Paolo sia un riferimento ai patroni celesti di Pietro. È probabile che Pietro abbia sostenuto l’edificazione della chiesa come dichiarazione di presenza della Russia in una zona di confine strategica contesa dalla Svezia. Petrozavodsk (il nome della città significa “Fabbrica di Pietro”) fu fondata nel 1703 per produrre ferro per la nuova Marina russa, durante la Grande Guerra del Nord (1700-21).

Il design verticale della chiesa di Pietro-Paolo si basa su una forma tradizionale dell’architettura in legno, nota come chiesa “a gradoni”, costituita da livelli ottagonali ascendenti. Allo stesso tempo, la chiesa di Pietro-Paolo presenta elementi peculiari dell’architettura petrina, come l’alta guglia al posto della cupola a cipolla e la presenza di balconi per l’osservazione del Lago Onega.

Nel 1784, la chiesa di Pietro e Paolo fu ristrutturata con l’aggiunta di dettagli neoclassici e di un rivestimento di tavole dipinte di bianco, come si vede nelle foto di Prokudin-Gorskij. Nell’ottobre del 1924, questo monumento fu distrutto da un fulmine e la brillante fotografia di Prokudin-Gorskij rimane oggi la migliore veduta della straordinaria struttura.

Analoghi architettonici

Istra (vicino a Mosca). Monastero della Nuova Gerusalemme della Resurrezione. 14 agosto 2018

Fortunatamente, nel Nord della Russia sono sopravvissute anche altre chiese in legno a gradoni, come la Chiesa del Profeta Elia presso il Monastero di Ferapontov, nella regione di Vologda. Lo studio di queste strutture ha portato alcuni a suggerire che la forma lignea a gradoni sia migrata alla fine del XVII secolo verso la progettazione di chiese a torre in muratura, in particolare quelle costruite nelle ricche tenute di campagna dell’area di Mosca.

La somiglianza è evidente, confrontando la chiesa di Petrozavodsk con la chiesa dell’Ingresso a Gerusalemme sopra la Porta Santa del Monastero della Resurrezione della Nuova Gerusalemme, situato a ovest di Mosca. Completata nel 1694 da un architetto servo della gleba straordinariamente talentuoso di nome Jakov Bukhvostov, la chiesa della Porta della Nuova Gerusalemme è stata in gran parte distrutta durante la Battaglia di Mosca nell’autunno del 1941, ma è stata ricostruita. Come la chiesa di Petrozavodsk, la chiesa della porta della Nuova Gerusalemme è composta da quattro ordini ottagonali che salgono da una struttura quadrata.

Lotte tra dinastie

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità, vista sud-est. 21 luglio 1996

Jakov Bukhvostov è uno dei pochissimi primi architetti russi il cui nome è stato tramandato. Nacque intorno al 1650 da una famiglia di servi della gleba in una tenuta appartenente a un importante boiardo di nome Mikhail Tatishchev, vicino alla città di Dmitrov. Sebbene non si conoscano i dettagli, sembra che Tatishchev abbia notato il suo talento nei lavori edili e gli abbia permesso di stabilirsi come lavoratore a contratto a Mosca all’inizio degli anni Ottanta del Seicento.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Piani superiori, vista nord-ovest. 29 settembre 1979

Mentre terminava la chiesa della porta della Nuova Gerusalemme, Bukhvostov ricevette una commissione per la costruzione di una chiesa a torre a Ubory, una proprietà nella zona di Mosca di Pjotr Vasilevich Sheremetev “Il Giovane” (1650-97). Anche se Sheremetev non visse abbastanza per vedere il completamento della chiesa, che fu consacrata solo nel 1701, la chiesa del Salvatore a Ubory rimase un maestoso monumento al ruolo che il potente casato degli Sheremetev ebbe durante il regno di Pietro il Grande.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità, vista ovest. 29 settembre 1979

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Ma la splendida chiesa di Ubory non era un caso solato di monumento in cui si realizzava la fusione tra funzione sacra e politica. Le chiese a torre di altre tenute nell’area di Mosca includono la rinomata Chiesa dell’Intercessione della Vergine, costruita nel 1690-1693 nel villaggio di Fili. Alla fine del XVII secolo, Fili apparteneva all’influente boiardo Lev Kirillovich Naryshkin (1664-1705), zio di Pietro il Grande.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Portale ovest (ingresso principale). 29 settembre 1979

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Lo stile di queste chiese a torre della fine del XVII secolo è stato definito “barocco Naryshkin”, proprio dal cognome della famiglia di boiardi che costruì questi edifici nelle sue proprietà. Natalja Kirillovna Naryshkina (1651-94) fu la seconda moglie dello zar Alessio Mikhailovich (1629-76) e la madre di Pietro.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità, vista sud-ovest. 19 febbraio 1980

Con la morte dello zar Alessio nel 1676, la corte russa entrò in un periodo di pericolosa incertezza, che comportò una lotta di potere tra le famiglie delle due consorti di Alessio, i Miloslavskij e i Naryshkin. In linea di massima, i Naryshkin erano considerati più ricettivi nei confronti dei modi e degli ideali occidentali, e questa percezione suscitò una furiosa reazione tra i segmenti conservatori della popolazione, compresi gli strelizzi (la forza militare russa dell’epoca).

Lo “stile Naryshkin”

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Facciata sud con ornamenti scolpiti sopra il portale. 21 luglio 1996

Durante questa lotta, due dei fratelli Naryshkin, Ivan e Afanasij, furono trucidati dalla folla nel 1682, ma la zarina Natalja e suo fratello minore Lev sopravvissero e alla fine ebbero la meglio. Con l’emergere, nel 1689, del giovane figlio di Natalja, Pietro, come sovrano della Russia, la famiglia Naryshkin aveva trionfato e, per un certo periodo, godette di un immenso potere che si rifletté nelle sue chiese.

Lo “stile Naryshkin”, come venne poi chiamato, fu applicato alle chiese a torre ornamentali erette nelle tenute di un piccolo gruppo di nobili come i Naryshkin e gli Sheremetev, orientati verso la cultura occidentale e strettamente legati allo zar Pietro. Queste caratteristiche chiese di proprietà apparvero all’inizio degli anni Ottanta del Seicento ed erano composte da gradinate ottagonali sopra un cubo centrale, come le chiese a torre del Nord russo.

Delle numerose tenute, come Fili e Ubory, che circondavano Mosca nel XVII secolo, la maggior parte è stata poi assorbita dallo sviluppo della città, con il solo nome a segnarne l’esistenza. Rimangono, tuttavia, oasi boscose che sembrano poco toccate dal XX secolo, o almeno così sembrava negli anni Ottanta del Novecento, quando le ho fotografate per la prima volta.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Facciata sud, dettaglio di una finestra ornamentale. 19 febbraio 1980

Uno di questi villaggi è Troitse-Lykovo, situato sulla riva del fiume Moscova, nella parte nord-occidentale della capitale. Originariamente conosciuto come Troitskoe (“Trinità”, dal nome della chiesa della Trinità, in legno), il villaggio fu concesso nel 1610 al boiardo Boris Lykov-Obolenskij (1576-1646).

Dopo la morte di Lykov, la proprietà entrò nel patrimonio dello zar per mancanza di eredi maschi, ma sembra che sia poi finita nei possedimenti dei Naryshkin, forse grazie al matrimonio di Ivan Naryshkin (1658-82) con Praskovja Lykova nel 1674.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Piani superiori, vista ovest. 29 settembre 1979

Dopo l’assassinio di Ivan nel 1682, la tenuta di Troitse-Lykovo divenne proprietà di suo fratello Martemjan (1665-97) in virtù di una concessione del 1690 da parte di suo nipote, lo zar Pietro. Martemjan presumibilmente ordinò la sostituzione della chiesa della Trinità con la splendida struttura che si erge qui ancora oggi. Dopo la sua morte, nel 1697, la tenuta divenne proprietà del fratello Lev, che possedeva anche Fili.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Facciata nord. 21 luglio 1996

Come la chiesa del Salvatore a Ubory, anche la chiesa della Trinità a Troitse-Lykovo è stata attribuita a Jakov Bukhvostov, ma c’è una estrema povertà di prove documentali a sostegno di questa teoria. È comprensibile l’impulso ad attribuire il capolavoro all’unico architetto noto capace di un lavoro di questo livello. Tuttavia, Bukvostov era già in grave pericolo per non aver portato a termine altri progetti documentati (come Ubory), e nei documenti del tribunale non c’è alcun riferimento a Troitse-Lykovo. Ci piacerebbe poterla attribuire a Bukhvostov, ma l’identità degli architetti di questo e di altri capolavori tardo-medievali, come Fili, rimane incerta.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. A sinistra: facciata sud, colonne in calcare scolpite con motivi a vite. 29 settembre 1979. A destra: interni. Raro frammento di ornamento originale in legno intagliato con motivo a vite che simboleggia l'Eucaristia. 2 maggio 1980

Ci sono infatti diverse date proposte sia per la sua costruzione (1691-95 o 1694-97 o addirittura 1698-1703) che per la sua consacrazione (1704 o 1708). Qualunque sia la data di consacrazione, è provato che lo zar Pietro il Grande fosse presente alla cerimonia e abbia visitato la chiesa anche in seguito, come ha fatto anche a Fili. Del resto, entrambe le tenute erano di proprietà dei suoi zii.

Piccola, ma maestosa

La chiesa della Trinità a Troitse-Lykovo non è grande: nessuna delle chiese delle tenute lo era, a parte quelle appartenenti allo zar. Colpisce soprattutto per le proporzioni della torre centrale, che da una struttura rettangolare diventa un ottagono, quindi un altro ottagono (che funge da campanile), un tamburo ottagonale, e culmina nella cupola dorata e nella croce.

A differenza delle chiese di Fili e di Ubory, che presentano sporgenze curvilinee su tutti e quattro i lati del cubo di base, la torre di Troitse-Lykovo presenta sporgenze solo sui lati est e ovest, rispettivamente per l’abside e il vestibolo. Ciascuna di queste sporgenze è coronata da due ordini ottagonali e da una grande cupola a cipolla dorata.

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità, interni. Frammento di un nuovo elemento in legno intagliato per il restauro dell'iconostasi originale. 2 maggio 1980

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Sebbene la pianta sia simmetrica, la chiesa presenta due facciate molto diverse a seconda del punto di osservazione. Da nord e da sud è una piramide formata da sporgenze affiancate, mentre da est e da ovest ha un profilo verticale rettilineo.

Le facciate in mattoni, con portali e lucernari decorativi, sono impreziosite da colonne e cornici in pietra calcarea finemente scolpite. Questo impianto, con due facciate libere che si innalzano da una terrazza, aumenta il senso di verticalità della struttura.

L’interno era molto teatrale, con pareti rosse e dettagli neri a fare da sfondo a una iconostasi in legno dorato che sale fino a un grande crocifisso a tutto tondo: una caratteristica insolita che suggerisce un’influenza occidentale (a differenza della chiesa cattolica, l’ortodossia russa disapprova le statue di figure divine completamente modellate).

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità, interni. Decorazione in legno intagliato per l'iconostasi originale (nuovi elementi attaccati ai vecchi). 2 maggio 1980

Per assistere alla funzione religiosa, i Naryshkin avevano delle logge, con decorazioni intagliate, che sporgevano dall’ordine superiore, a cui si accedeva tramite una stretta scala all’interno delle mura di mattoni. In ossequio all’iconostasi, le pareti interne erano solo intonacate e dipinte con un effetto marmorizzato.

La qualità celebrativa e secolare dello stile Naryshkin qui rappresentato ha creato in sostanza una fusione tra esterno e interno. I motivi della cornice intagliata dell’iconostasi furono trasferiti alle facciate, dove servivano a incorniciare la struttura come espressione di ricchezza e gusto innovativo.

La rinascita contemporanea

Troitse-Lykovo. Chiesa della Trinità. Facciata nord. 2 maggio 1980

A metà del XVIII secolo, la proprietà della tenuta passò per matrimonio ai Razumovskij e, all’inizio del XIX secolo, ai Buturlin. Durante l’invasione napoleonica, Troitse-Lykovo e la chiesa della Trinità furono saccheggiate, così come Fili, durante due mesi di occupazione. Come riflesso del cambiamento del potere economico, la tenuta fu acquistata nel 1876 da una famiglia di mercanti devoti, i Karzinkin, che vi stabilirono una comune religiosa nel 1914.

In seguito al consolidamento del potere sovietico, la chiesa fu chiusa nel 1933 e danneggiata. L’edificio, tuttavia, ottenne un riconoscimento internazionale nel 1935 con la sua classificazione come monumento architettonico di spicco da parte della Società delle Nazioni.

Un incendio del dopoguerra distrusse la maggior parte delle sculture in legno rimaste all’interno. I lavori di restauro sono iniziati solo negli anni Settanta del Novecento, quando i maestri artigiani hanno iniziato a ripristinare gli elementi intagliati dell’iconostasi. Ho fotografato alcuni dei loro superbi lavori, ma gli inizi promettenti si sono poi interrotti per mancanza di risorse finanziarie.

Nel 1990, la struttura è stata restituita alla Chiesa Ortodossa e, un decennio dopo, i lavori di restauro hanno creato una nuova iconostasi e pitture murali che differiscono dall’interno originale.

Per mancanza di una grande comunità parrocchiale, nel 2013 la chiesa della Trinità è stata “adottata” dal Convento dell’Intercessione di Mosca.

***

Prokudin-Gorskij, il suo metodo e la sua eredità

Nei primi anni del XX secolo il fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere fotografie a colori. Tra il 1903 e il 1916 viaggiò per l’Impero Russo e scattò oltre 2.000 foto con il nuovo metodo, che comprendeva tre esposizioni su una lastra di vetro. Nell’agosto del 1918 lasciò la Russia con gran parte della sua collezione di negativi su vetro e si stabilì in Francia. Dopo la sua morte, a Parigi, nel 1944, i suoi eredi vendettero la collezione alla Biblioteca del Congresso Usa. All’inizio del XXI secolo, la Biblioteca del Congresso ha digitalizzato le immagini di Prokudin-Gorskij, rendendo le foto pubblicamente e gratuitamente disponibili al pubblico mondiale. Un gran numero di siti russi ora ha una copia della collezione. Nel 1986 lo storico dell’architettura e fotografo William Brumfield (1944-) organizzò la prima mostra delle foto di Prokudin-Gorskij alla Biblioteca del Congresso. In un lungo periodo di lavoro, cominciato agli inizi degli anni Settanta del Novecento, Brumfield ha rifotografato la gran parte dei luoghi visitati da Prokudin-Gorskij. Questa serie di articoli mette a confronto questi complessi architettonici a circa un secolo di distanza.

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