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La Cop26 arruola lo sport come alleato per una responsabilità ambientale

Attualità & Cronaca

Il Cio e molti atleti sono presenti alla conferenza di Glasgow, alla Sport for Climate Action, lanciata dall’Onu nel 2018, hanno già aderito 300 federazioni e società sportive in tutto il mondo con l’impegno di promuovere una responsabilità ambientale

La neve artificiale utilizzata alle Olimpiadi invernali di Sochi, nel 2014, per le temperature sopra la norma; il tifone Hagibis che nel 2019 impose il rinvio di molte partite dei mondiali di rugby in Giappone; i malori per il caldo patiti dagli atleti alle Olimpiadi di Tokyo della scorsa estate dove la maratona e le gare più faticose furono spostate a Sapporo: i cambiamenti climatici investono anche lo sport e un mondo da sempre attento all’ambiente e agli stili di vita sani.

Non a caso il Cio e molti atleti sono presenti alla conferenza Cop26 di Glasgow dove mercoledì pomeriggio saranno presentate iniziative per potenziare l’azione di lobbying attraverso l’iniziativa Sport for Climate Action, lanciata

dall’Onu nel 2018. 

È in programma anche l’illustrazione del manifesto ‘Cop26 sport’ già firmato da centinaia di atleti e federazioni sportive e l’università inglese di Loughborough presenterà il primo corso di ‘sport e sostenibilità’ che partirà nel settembre 2022. 

Gli ambientalisti hanno da tempo individuato nello sport un alleato importante per comunicare l’emergenza climatica al mondo e per sensibilizzare le industrie collegate, dall’abbigliamento alla biglietteria, dal turismo sportivo alle attrezzature, che hanno un giro d’affari stimato in oltre mille miliardi di euro.

Alla Sport for Climate Action hanno già aderito 300 federazioni e società

sportive in tutto il mondo (in Italia Juventus, Udinese calcio, HERO Südtirol Dolomites e Asd Città di Taormina) che si impegnano a promuovere una maggiore responsabilità ambientale, a ridurre l’impatto globale sul clima, a educare all’azione per salvaguardare il clima, a promuovere un consumo sostenibile e responsabile e a promuovere l’azione per il clima attraverso la comunicazione.

La Formula E, la federazione delle gare di automobilismo con monoposto elettriche, è l’unico partner ufficiale sportivo della conferenza di Glasgow, ma nella città scozzese sono presenti atleti olimpionici come l’ex maratoneta Paula Radcliffe e la velista Hannah Mills, la scuderia Williams e il pilota Nico Rosberg per la Formula 1 e l”ambasciatore’ del Tottenham, Ledley King, per la Premier league di calcio.

Lo sport, come tante altre attività umane, è toccato direttamente dai cambiamenti climatici: si prevede che per il 2050 quasi un campo di calcio della Premier League su quattro potrà subire allagamenti ogni anno.

L’erosione costiera e l’innalzamento del livello dei mari mettono in pericolo le strutture sportive costruite vicino al mare ed eventi estremi.

Inoltre nubifragi e allagamenti danneggiano gli impianti sportivi e sconvolgono i calendari sportivi mentre inverni più caldi e la mancanza di neve provocano danni (economici e non) alle strutture montane situate a basse altitudini


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