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La crisi del Movimento 5 stelle complica la corsa della Raggi

Politica

La sindaca spera che la frattura all’interno del Movimento si ricomponga, intanto in Campidoglio altri 4 consiglieri hanno abbandonato la maggioranza

© Tiziana FABI / AFP 
– Virginia Raggi 

Lo scontro interno tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte sulla leadership e la nuova organizzazione dei 5 stelle rischia d’indebolire la corsa di Virginia Raggi per tentare il bis in Campidoglio.

Così la sindaca, che da tempo si teneva ai margini del dibattito interno al Movimento, sta cercando di ritrovare un nuovo protagonismo nella discussione tra i pentastellati. 

Ieri sera, dopo una giornata di silenzio tra i leader M5s, la Raggi ha lasciato trapelare di aver avuto una lunga telefonata con l’ex premier, confidando che “tutto si ricomponga”, perché Giuseppe e Beppe sono due persone ragionevoli”.

Un auspicio espresso anche in chiave elettorale. Anche se la sindaca ha basato la sua campagna sulla richiesta di dare continuità al fatto, un Movimento diviso tra la fedeltà al fondatore e la prospettiva di un nuovo leader potrebbe causare una perdita di consensi alle urne.

Così, in un’intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, la sindaca ha ribadito: “Sono entrata in questo partito perché da cittadina avevo la sensazione che i politici non ci ascoltassero. Da sindaca intendo ristabilire questo dialogo. La democrazia partecipativa dei 5 stelle è uno strumento di amministrazione”

L’uscita di 4 consiglieri dalla maggioranza

Una nuova tegola sulla tenuta della maggioranza in Campidoglio è arrivata con l’uscita dei 4 consiglieri della ‘fronda’ dal M5s.

Non un addio inatteso, da tempo il gruppo chiede un passo indietro della sindaca in favore di una candidatura unitaria del centrosinistra, ma a scatenarlo è stato anche l’ultimo conflitto interno tra Grillo e Conte.

In 5 anni l’M5s ha perso un terzo dei suoi eletti in Assemblea Capitolina, ora si ritrova con 19 consiglieri, più la sindaca, in un’Aula di 49 eletti.

Ora di fatto la maggioranza in Campidoglio è solo relativa. Lega e Fdi sono tornate ad ipotizzare una mozione di sfiducia, meno convinto il Pd, mentre non tutti gli ex consiglieri 5 stelle sarebbero disposti a sostenerla.  

L’ultimo sondaggio, pubblicato oggi da Repubblica, parla di Enrico Michetti del centrodestra in testa con quasi 30 punti, in linea con altre rilevazioni precedenti, mentre la sindaca segue al 23,5% tallonata da Roberto Gualtieri, per il centrosinistra, al 23,1%.

Più staccato Carlo Calenda con 19 punti. La sindaca si trova a rincorrere lo sfidante di centrodestra, giocandosi l’accesso al ballottaggio con Gualtieri e Calenda.

L’ex ministro dell’Economia predica ottimismo e si dice convinto sarà lui ad approdare al secondo turno, per poi rivolgere un invito al voto a tutti coloro che al primo turno sceglieranno altri candidati.

Niente apparentamenti, dunque, una scelta chiarita già prima che si approfondissero le divisioni interne ai 5 stelle. agi


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