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La crudeltà dell’abbandono degli animali

Attualità & Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore,

la crudeltà sconfinata di chi abbandona un animale sul ciglio di un’autostrada è qualcosa che non solo mi ferisce mortalmente, ma resta anche del tutto incomprensibile razionalmente.

Perché se proprio hai deciso di disfarti di un animale, che di per sé è già un fatto doloroso, ma che può avere qualche motivazione giustificabile (la morte del padrone, difficoltà di varia natura, etc.), ci sono associazioni, rifugi, canili, a cui rivolgersi e mettere al sicuro l’animale.

Ma non è accettabile l’atrocità di disfarsi del proprio animale domestico legandolo al primo palo di una strada a scorrimento veloce, sotto al sole rovente, nello smarrimento e nella disperazione più cupa.

Questo è aberrante.

Lo sguardo del mio cagnolino Ulisse, la sua riconoscenza senza limiti, la gratitudine, l’amore, la tenerezza, mi fanno commuovere ogni volta che i nostri occhi si incrociano, e mi rendono ipersensibile al dolore di tanti cani a cui gli umani riservano un destino tragico, immorale, perfido.

Provo disprezzo profondo per chiunque sia in grado di compiere un tale abominio. I volontari lo sanno bene, lo sanno ogni giorno, lo sanno ogni volta che soccorrono e salvano queste vite innocenti. Gli stessi Vigili del Fuoco, che fanno salvataggi estremi con un tale amore e con il coraggio che li contraddistingue, vedono con i propri occhi fin dove può arrivare la spietatezza degli umani.

Chi abbandona, tradisce, maltratta, tortura un animale è capace di qualsiasi altra nefandezza.

Il male che si commette non è una freccia, è un boomerang. Pensateci.

Giovanna Galasso


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