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La farsa della VIA sul progetto Battipaglia/Romagnano. La Regione non esprime il parere.

Economia & Finanza

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alle ore: 04:37

Impatto discende dal latino impingere, “spingere dentro” e impatto ambientale, l’azione di una causa fisica sull’ambiente naturale “. Quindi un’accezione assolutamente neutra. 

La valutazione di impatto ambientale è la valutazione preliminare dei potenziali effetti, che un’opera pubblica può avere sull’ambiente naturale nel quale dovrebbe inserirsi.

Procedura di VIA che non ha senso se non viene redatta sulla base di scenari, che comprendono anche l’opzione zero cioè il non far nulla.

Non ha senso se non prevede la partecipazione attiva della popolazione interessata alla decisione finale

Negli ultimi due decenni e con peggioramento progressivo, sulle opere del PNRR assistiamo impotenti alla manipolazione della VIA da parte di ministeri, regioni, imprese statali e multinazionali.

Una VIA trasformata in un documento di giustificazione per qualsiasi nefandezza

Valutazione idonea, a rinviare alle calende greche ogni decisione oppure per decidere subito, senza verifica sostanziale ma sulla base di relazioni frettolose o da copia e incolla, redatte da studi professionali, falsi ambientalisti di mercato e da accademici.

La VIA è una procedura, con i suoi passaggi obbligati, le sue regole, i suoi scenari

Come commentare questo rilievo di sette anni fa della Commissione europea allegato alla nota della presidenza del Consiglio dei Ministri? “Studi molto carenti non dovrebbero essere “riscritti” dall’Ente Valutatore o essere approvati con un eccessivo numero di prescrizioni, ma dovrebbero essere considerati irricevibili o determinare una Valutazione negativa”.

Questa sorta di lungo preambolo per commentare il DM 165 del 1° agosto 2022 del Ministero della Transizione Ecologica. Riguarda la VIA sul 1 lotto Battipaglia/Romagnano.

Quattordici prescrizioni delle quali quella, che più colpisce è la n 2

“Deve essere condotto un approfondimento in merito ai possibili impatti cumulati di progetti che potrebbero essere realizzati nell’area in esame contestualmente ai lavori del presente progetto, definendo, se necessario, i necessari adattamenti al Piano di cantierizzazione”.

Impatto cumulato omesso di valutare benché sia interferente con il tracciato av, la realizzazione del progetto definitivo di spostamento del casello autostradale da parte di ANAS incorporata in RFI.

Oltre alla VIA sul progetto c’è contestualmente la valutazione di incidenza dei siti di salvaguardia della biodiversità e sul Piano Terre e Rocca da Scavo.

Riferimenti all’art 4 del Codice Ambiente riguardo alle finalità della VIA al comma 4 “La valutazione ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalità di assicurare che l‟attività antropica sia compatibile con le condizioni di uno sviluppo sostenibile (…) Per mezzo della stessa si affronta la determinazione della valutazione preventiva integrata degli impatti ambientali (..)”; comma 4 “In tale ambito b) la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana con un migliore ambiente alla qualità della vita (..).

A questo scopo essa individua, descrive e valuta in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impatti diretti e indiretti, di un progetto “.

Finalità che avrebbero richiesto un parere della Regione Campania, che scandalosamente non è stato espresso. Regione che è dotata per la gestione del territorio di potestà legislativa concorrente.

Le prerogative della Regione

Avrebbe potuto la Regione intervenire per esercitare le prerogative, che possiede invitando RFI a valutare gli impatti prodotti su 130 espulsi dalle loro case e con indennità di esproprio inidonea ad acquistare alcunché!

Una Regione forte delle prerogative costituzionali dovrebbe intervenire secondo obiettivi di sviluppo sostenibile, consumo di suolo, applicazione rigorosa delle norme ambientali.

Colpita da afasia grave la regione Campania non ha espresso alcun parere su un’opera infrastrutturale ad elevatissimo impatto sociale ed ambientale.

Sarebbe ragionevole ipotizzare, che la imminente consultazione elettorale l’abbia indotta pilatescamente a non assumere posizioni.

Dove andrà la Regione Campania rispetto a obiettivi quali la sostenibilità ambientale, la riduzione del consumo di suolo, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la rigenerazione del territorio?

Nessuna ragione e men che meno quella elettorale può giustificare l’assenza del parere regionale sul progetto av Battipaglia/Romagnano.

Erasmo Venosi

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