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La Russia mette al bando le organizzazioni di Navalny: “Estremiste”

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Estremista“. Così un tribunale russo ha bollato l’organizzazione politica guidata dal dissidente russo in carcere Alexei Navalny, mettendone al bando ogni attività e rendendo il personale passibile di procedimenti penali. L’accusa è aver “diffuso informazioni che incitavano all’odio e al disprezzo contro i funzionari del governo”.

La sentenza, con effetto immediato, impedisce alle persone legate alla Fondazione per la lotta alla corruzione (FBK), di candidarsi alle elezioni quando molti degli alleati di Navalny speravano di candidarsi al Parlamento in occasione del voto del 19 settembre. L’etichetta dell’estremismo comporta anche lunghe pene detentive per gli attivisti che hanno collaborato con le organizzazioni, e per chiunque le abbia sostenute.

L’esito della sentenza era stato anticipato dall’avvocato Yvan Pavlov: “Credono (le autorità, ndr) che il desiderio della gente comune per un cambio di governo sia di natura estremista. La possibilità di un cambio di governo è un principio costituzionale della moderna Costituzione russa”.

Navalny ha commentato la sentenza chiarendo che “non si tirerà indietro”. “Questo è il nostro Paese e non ne abbiamo altri”, ha scritto il blogger sul suo profilo Instagram.

Navalny è stato arrestato a gennaio dopo il suo rientro in Russia dalla Germania dove ha passato cinque mesi per curarsi dall’avvelenamento da agente nervino di cui considera responsabili gli 007 del Cremlino. Pochi giorni fa un tribunale di Mosca ha respinto il suo reclamo per le condizioni di detenzione che denuncia di subire, definendole di “tortura”.

Redazione Corriere Nazionale


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