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La storia di Giuseppe Calanni italiano in Germania

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alle ore: 11:37

Pubblichiamo intergralmente e senza correzione, la meravigliosa e toccante storia di Giuseppe Calanni, un nostro caro connazionale di Bronte, Sicilia, emigrato in Germania, a Monaco Di Baviera. Nonostante tutte le difficoltà, non si è mai arreso e ha lottato per farcela a tutti i costi: una storia toccante e speciale, esempio del coraggio, della tenacia e della speranza di noi italiani all’estero!
Leggetela, molto molto bella e merita assolutamente di essere pubblicata e letta!

La mia storia a l’estero… Iniziò tanti anni fa, nel lontano 1991 quando parti all’età di 15 anni, dicendo ai miei genitori che un mio amico aveva trovato lavoro per me, ma invece non era vero, però arrivati lì ( cosa non molto semplice) trovai lavoro dopo mezz’ ora, come cameriere, ma quella non fu altro che una splendida esperienza di un paio di mesi come previsto. Dopo sette anni, finito di fare gli studi ad il militare, progettai di ritornare nello stesso posto per due tre anni accumulare un po’ di esperienza e trasferirmi a Parma dove già ero stato in quanto ci viveva mia sorella,( la mia idea era quella di aprire un piccolo bar). In realtà sono trascorsi 3 anni in Germania (dal 98 al 2001) sempre nello stesso locale Italiano e posso dire di essere stato bene e non mi sono sentito sfruttato come tanti dicono oggi, alche mi si presenta l’opportunità di prendere un bar in gestione a Parma la quale accettai, quindi lasciai la Germania, l’idea era quella di avvicinarmi alla famiglia di tornare in patria.

Nel frattempo dopo quasi un anno lasciai il bar che avevo preso in gestione e cominciai a costruirmi il mio avvenire, lavoravo bene comprai un piccolo appartamento ho conosciuto mia moglie ci sposiamo e nel frattempo comprai il bar che tanto avevo sognato e proprio come desideravo io, nel frattempo mia moglie si laurea ( farmacia)fa l’esame di stato ma comunque nessuno la prende a lavoro, costretta a lavorare con me al bar. Il locale lavorava bene eravamo contenti del lavoro ma i sacrifici erano tanti e a conti fatti lavoravamo solo per pagare il nostro caro socio che era lo stato, per cui abbiamo pensato di vendere l’attività ed emigrare all’estero che sicuramente avremmo avuto più soddisfazione. Venduto il bar a giugno del 2017 abbiamo fatto una piccola ricerca dove fosse possibile il riconoscimento della laurea in farmacia e cosa occorreva fare, visto che nel Bayer non era così difficile, occorreva avere un attestato di B2, e così pensammo che con qualche sacrificio c’è l’avemmo potuto fare.

Una sera dopo averne parlato, dissi a mia moglie domani vado a fare un giro a monaco di Baviera per vedere come e se si trova lavoro, parti il 10/10/2014 era un venerdì prenotai una pensione, e andai a trovare un amico che si trova già a monaco, con lui feci un giro a sentire qualche ristorante che cercava cameriere, e trovai subito, ma senza alloggio, cominciai la prova lunedì ma non ero partito con la divisa da lavoro in quanto credevo di dover tornare in Italia prima di cominciare ed invece no corro in centro compro pantaloni camicia scarpe e comincio la prova che sarebbe dovuta durare 3 giorni, superata la prova provo a sentire di trovare un appartamento per far si che venga su anche mia moglie, ma mi rendo conto che trovare casa a monaco è un’ impresa, quando all’improvviso un amico di famiglia tramite conoscenze chiama ad una signora che aveva un piccolo appartamento che aveva appena ristrutturato, e gli chiese se poteva darmelo, nonostante avesse molte richieste lo diede a noi, e li inizio la nostra avventura, ci trasferimmo subito lei iniziò un corso intensivo di tedesco e neanche dopo sei mesi è stata assunta in farmacia come operaia generica in quanto non aveva ancora l’approvazione, raggiunta l’approvazione dopo circa un anno è stata assunta come farmacista. Io invece dopo tre mesi cambiai lavoro e andai a lavorare in un altro locale italiano, e anche li non posso dire di essere stato sfruttato o male.

Adesso sono 18 mesi che lavoro in gastronomia tedesca e posso dire che sto veramente bene. A tutti i coloro che si lamentano voglio dire che le buone opportunità esistono, ma bisogna essere un po’ in grado, conoscere la lingua, avere un mestiere, insomma nessuno regala niente, se si finisce ad essere sfruttati è perché in parte non si è in grado di andare in posti migliori, credo che anche in Germania sono cambiate le cose, la Germania non è più quella di una volta, perciò non diamo tutta la colpa ai nostri connazionali radicati da anni. Se uno ha un mestiere una qualifica, in Germania c’è ancora posto e ne vale la pena, ma bisogna essere pronti ad accettare dei cambiamenti, in ogni paese in cui si va ci sono regole ed usi diversi, dobbiamo essere in grado di accettarle… Spero che la mia storia possa essere utile a qualcuno. Per qualsiasi cosa contattatemi pure..

Saluti, Giuseppe Calanni

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