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L’abbraccio di Francesco ai bambini della Marcia per l’Accoglienza

Oltre Tevere

Il Cortile di San Damaso in Vaticano si è popolato di un centinaio di piccoli partecipanti all’iniziatva legata alla Giornata del migrante e del rifugiato. Il Papa li ha invitati a giocare e li ha benedetti. In precedenza avevano fatto tappa in Piazza San Pietro dov’è approdata la marionetta Amal, simbolo dei profughi in cerca di una nuova patria

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Questa mattina Francesco ha rivolto un breve e affettuoso saluto gli oltre 200 bambini e ragazzi di alcune parrocchie romane, degli scout e della Caritas diocesana di Roma, che hanno preso parte alla Marcia per l’Accoglienza dal titolo “Apri”, organizzata per la Giornata del migrante e del rifugiato, incontrando poi festosamente il Papa all’interno della Città del Vaticano. Con loro anche una una rappresentanza degli Scalabriniani, oltre al cardinale Michael Czerny, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliare delegato per la Carità, per i Migranti e per la pastorale dei Rom e dei Sinti. 

Giochi nel Cortile di San Damaso

Dopo aver assistito all’arrivo in Piazza San Pietro del Festival itinerante “The Walk – partito dal confine turco-siriano e diretto a Manchester, con in testa la marionetta Amal – i bambini sono giunti nel Cortile di San Damaso, dove hanno cantato, giocato e partecipato alla preghiera dell’Angelus di mezzogiorno. Verso le 12.15 è arrivato Francesco, subito circondato dai ragazzi, con i quali il Papa si è intrattenuto per alcuni momenti, invitandoli a restare nel Cortile di San Damaso per giocare e poi benedicendoli e chiedendo preghiere per sè

La partecipazione alla sosta della marionetta Amal – una statua alta 3 metri e mezzo che rappresenta una ragazza in fuga dal confine siro-turco verso il Regno Unito 

simbolo itinerante di quei milioni di minori costretti a rifugiarsi in altri Paesi a causa di guerre e povertà – è stata contrassegnata, come desiderato dalla diocesi di Roma, anche da un momento di festa. L’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo ha organizzato per questi bambini anche un laboratorio con la costruzione di un aquilone. La presenza dei bambini è stata non solo una bella cornice di colore ma una significativa occasione per sensibilizzare fin dall’infanzia al tema doloroso e preoccupante dei bambini migranti, spesso non accompagnati – come è Amal che idealmente rappresenta una ragazza in cerca della madre – e alla necessità di trovare persone e famiglie accoglienti, per non spegnere i sogni, la creatività e la voglia di pace di cui proprio i più piccoli sono portatori.


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