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L’amore tra una nonna e una nipote. Intervista a Benedetta Gargano

Arte, Cultura & Società

Per essere felici bisogna avere coraggio” è uno dei tanti insegnamenti che una nonna può trasmettere ad una nipote. Nonni e nipoti sono due generazioni che possono apprendere tanto l’una dall’altra. Ce lo conferma “L’invenzione della felicità” (Solferino Editore) di Benedetta Gargano, sceneggiatrice e autrice televisiva di serie famose come “Un posto al sole” e “Il paradiso delle donne”.

Questo romanzo è il racconto di un amore incondizionato tra una nipote e una nonna. Questo rapporto si fa più intenso quando si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto. Comincia così una convivenza divertente in un piccolo appartamento   in cui con tanta dedizione e impegno Benedetta trova una sistemazione per sua nonna di novantotto anni evitandole di andare a trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza in una casa di riposo.

Durante il periodo trascorso insieme, la nonna dalla forte personalità e dal carattere allegro e resiliente, diventa un personaggio molto amato sui social. Il suo spirito di adattamento e la sua voglia di stare al passo coi tempi contagiano Benedetta. Così quest’ultima, incoraggiata dalla nonna, si ritrova a coltivare una delle passioni che per anni aveva messo da parte, ossia quella del mondo della cucina. Comincia così ad organizzare corsi di cucina per principianti.  E questa non sarà l’unica novità e cambiamento che la nonna apporterà nella vita di Benedetta. Di fatti si ritroverà a mettere in discussione l’intera sua esistenza, compresi il suo aspetto fisico e il suo matrimonio.

“L’invenzione della felicità” oltre a parlare del rapporto speciale tra nonna e nipote affronta la tematica del cambiamento e di come è difficile uscire dalla comfort zone nella quale spesso ci rintaniamo perché fondamentalmente abbiamo paura di essere felici.  Questo libro ci insegna che la felicità per concretizzarci necessita di scelte, azioni concrete e tanto coraggio perché non bisogna mai perdere di vista ciò che siamo. La felicità risiede inoltre nelle piccole cose e nelle persone che amiamo e che rendono la nostra quotidianità speciale facendoci “sentire a casa” ovunque. L’invenzione della felicità è un libro in grado di emozionare, sorridere e piangere allo stesso tempo perché scritto col cuore.

Dell’amore di una nipote nei confronti di sua nonna, di amore e felicità conversiamo piacevolmente con Benedetta Gargano in questa intervista.

Come e quando è nata l’idea creativa di scrivere questo romanzo sul suo rapporto speciale con sua nonna?

Non avrei mai immaginato che la nostra storia potesse diventare il nucleo di un romanzo. Durante il periodo in cui mia nonna ha abitato qui in casa, mi è venuto spontaneo raccontare della nostra convivenza su Facebook. È leggendo quei post che alcuni amici – loro sì veri scrittori – mi hanno incoraggiata a trasformarli in una narrazione più articolata e adatta al mercato editoriale.

Come potremmo definire l’amore di una nipote nei confronti di sua nonna?

Credo che il rapporto fra nonni e nipoti sia quasi sempre speciale. A differenza del rapporto con i genitori, che in qualche modo si subisce, quello con i nonni è frutto di una scelta. Mia nonna aveva sette nipoti, ma io ero l’unica che non sapeva fare a meno di lei come lei non sapeva fare a meno di me. Il nostro era un amore incondizionato.

Cosa due generazioni diverse di donne possono imparare l’una dall’altra?

Mi verrebbe da dire: tutto. Le persone anziane sono una risorsa incredibile. Hanno vissuto tanto e sanno tanto. Noi, più giovani, possiamo aiutarle ad apprezzare il presente, cosa che per delle persone che stanno concludendo la loro esistenza è essenziale. Soprattutto, guardando i nostri nonni, dovremmo pensare che sono ciò che diventeremo se saremo fortunati, e averne ancora più rispetto.

Sua nonna è stata l’esempio di come noi donne siamo molto resilienti e capaci di adattarci alle varie fasi dell’esistenza. Per lei cosa significa essere resilienti?

Quella che amo è l’idea che la vita possa ricominciare molte volte, che nessuno di noi abbia un destino segnato fin dalla nascita.

Nel suo romanzo mi ha colpito la seguente frase che non ho potuto fare a meno di evidenziare: “per essere felici bisogna avere coraggio”. Quali sono gli ingredienti di una vita felice secondo lei?

Ascoltarsi e cercare di essere quanto più possibile simili a sé stessi.

Grazie a sua nonna lei è riuscita a credere in una delle sue passioni più grandi, quella nei confronti del mondo della cucina. Un consiglio che darebbe a chi vorrebbe trasformare la propria passione nel suo lavoro?

La passione può essere una molla, ma per ottenere dei risultati bisogna studiare. La conoscenza è la base da cui partire.

Nel suo romanzo scrive che l’amore non finisce di punto in bianco ma rimane dentro di noi per molto tempo. L’amore può essere immortale?

 L’amore ha migliaia di sfumature diverse ma sono convinta che ci siano amori immortali. Mia nonna, per esempio, ha continuato ad amare intensamente mio nonno pure dopo la sua scomparsa, per ventotto lunghissimi anni. Lo ha amato per tutta la sua vita.

Nella società odierna i nonni rivestono un ruolo di fondamentale importanza all’interno delle famiglie italiane. Cosa pensa al riguardo?

La struttura della famiglia è molto cambiata negli ultimi cinquant’anni. Con madri e padri che lavorano, i nonni diventato un aiuto essenziale che colma le carenze dello Stato, come l’assenza di asili nido nei luoghi di lavoro. Si tratta, naturalmente, di nonni ancora giovani. Ma quante famiglie sono disposte a ricambiare facendosi carico dei nonni quando non sono più autosufficienti? Purtroppo non molte ne hanno la possibilità. E anche il questo caso lo Stato non è di grande aiuto.

Il ricordo più bello legato al periodo di convivenza con sua nonna…

Il momento in cui arrivò a casa e si sedette su quella che poi sarebbe diventata la sua poltrona. Aveva il sorriso felice di chi è salvo.

Mariangela Cutrone


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