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Lasciate perdere quel libro

Arte, Cultura & Società

Nel corso della mia vita, ho conosciuto tanti Artisti Atei. Ciò nonostante ritengo che, il vero artista, nella intimità trascendentale del suo essere, non possa non credere in Dio e/o comunque in una Entità superiore. E che si tratti di intimità trascendentale, è dimostrato da ciò che egli vive durante ogni creazione artistica, tanto da essere trascinato lungo il tunnel dell’estasi e del tormento (rif. Michelangelo Buonarroti: l’Estasi e il Tormento).

LA LOGICA RIGOROSA

Ma questo accade anche nel campo della Scienza, rispetto alla quale, l’Arte, viaggia su un binario parallelo, per arrivare, poi, allo stesso risultato finale: la presenza di Dio nella vita dell’Uomo. Afferma lo scienziato il Prof. Antonino Zichichi: “…..la Ricerca, quella scientifica, non può non  nascere che dalla Cultura, soprattutto da quella Religiosa”.  A proposito di Cultura e di Religione, applicata alla Scienza, penso che si possa affermare con sufficiente certezza, che l’intero “Cosmo” nasca da una logica. Evidenziato questo principio, vediamo come si esprime in merito il Prof. Zichichi: “Dove c’è la logica rigorosa che regge l’Universo, dalle strutture più piccole a quelle più grandi, c’è un regista, un autore. Dunque, la “Logica” non può nascere dal nulla”. 

CREDERE O NON CREDERE

“L’uomo che ha Fede, è un uomo che segue il percorso tracciato da Dio.

Chi non ha Fede, è una persona cui manca qualcosa nel profondo della sua esistenza.”

Credere in Dio, diversamente, è più logico e più scientifico che credere nel nulla.”

L’uomo, è alla ricerca della luce, che non può risiedere nell’ateismo.

Pensate un po’ che, a questo proposito, così si esprimeva una tale  di nome Petr Alekseevic

Kropotkin, filosofo, geografo, zoologo, militante e teorico dell’anarchia russa:

L’unica Chiesa che illumina, è quella che brucia.”

LASCIATE PERDERE QUEL LIBRO!

Dalle parole del Prof. Zichichi, la presenza di una Entità superiore, appare scontata. Per non incorrere in errori di interpretazione, a causa di chi, diversamente, dovesse negare l’esistenza di Dio (pur avendo comunque il diritto di sostenere la propria tesi e noi difenderemo sempre quel diritto), vale la pena citare il concetto di un grande Scienziato del 900’, quando, questi, a proposito della Ricerca Scientifica, così sollecitava alla massima cautela i suoi allievi.:”…se doveste prendere un libro da leggere, fate attenzione a chi ha scritto quel libro. Lasciate perdere quel libro, se il suo autore non abbia mai scoperto, creato e/o inventato nulla. Se quel Libro fondi i suoi principi sul materialismo escludendo l’aspetto trascendentale, lasciate perdere quel libro! 

PENSIERO CREATIVO E CONTENUTI TECNICI

Ed io aggiungo: …”questo concetto, vale tanto più in Arte”.

L’Arte, è, anche e soprattutto, “logica” (quindi, è Scienza allo stato puro), che ogni Artista concorre a sviluppare con il proprio impegno quotidiano, fatto di studio, di ricerca e di creatività, contribuendo a determinare, così, il potenziamento e la evoluzione del linguaggio delle Arti Visive, nel più ampio contesto della rappresentazione funzionale, caratterizzata dallo stretto rapporto di esecuzione che si formula attraverso la fusione del pensiero intellettuale con i contenuti tecnici. 

CERCARE LE IMPRONTE DI DIO

I postulati, la ricerca, la conoscenza della pittura e della evoluzione tecnica degli impianti compositivi, sono fondamentali per comprendere le leggi dell’Arte e della sua Storia. Proprio come per la Scienza. Basti pensare che le leggi fondamentali della Scienza, sono state scoperte da un uomo, mentre cercava nelle pietre le impronte del “Creatore”: Galileo Galilei.  

Galilei, lo scienziato pisano, fu il primo a scrutare la nostra galassia con il cannocchiale, per leggere meglio il “Libro di Dio”.

SCIENZA E CULTURA

La Scienza si dovrebbe presentare alla Cultura del nostro tempo, come il baluardo più potente per corroborare di Verità, quella Fede galileiana nella natura, all’interno della quale, vi sono le impronte del Creatore.”

Sostiene ancora il prof. Zichichi: “Galilei, invitava a studiare le pietre (considerate al suo tempo materia ‘volgare’), al pari delle stelle, materia ‘nobile’, per cercare in ogni cosa le impronte del creatore, attraverso le leggi fondamentali della natura”.

L’Artista, diversamente, le cerca ancora oggi, nel profondo delle tessiture delle sue tele.

ABBATTERE LE BARRIERE DELL’IGNOTO

L’Uomo e tutto ciò che l’Uomo stesso crea, si sa, ha un Destino scontato, che non di rado si presenta con il suo volto peggiore, coperto da una crudele maschera di ironia, per via della sua spietata componente di erosione corruttiva, trascendentale e materiale, strettamente funzionale al tempo che passa. Ma lo Scienziato e l’Artista, hanno il “dovere” di abbattere le barriere dell’ignoto, attraverso la Ricerca individuale e quotidiana, non solo per cercare Dio, quanto per comprendere il significato della presenza dell’Uomo nel contesto dell’Universo.

LE FIABE NELLA LETTERATURA

Tutte le Fiabe che abbiano come sfondo l’Etica e la Morale, cominciano con : “C’era una Volta”… e finiscono tutte con : “e… vissero felici e contenti”.

Purtroppo così non è. Tutte le fiabe, possono pure cominciare con “c’era una volta”… tutte le fiabe,  possono pure descrivere i protagonisti di quel racconto come individui vissuti “Felici e contenti” ma, purtroppo, diversamente, tutte le Fiabe della vita, anche quelle più belle, finiscono sempre allo stesso modo: con la tragedia della morte.

L’EQUIVOCO CULTURALE

Faccio questa riflessione chiamandomi fuori da ciò che rappresento e ritengo che si sia reso assolutamente necessario chiarire questo aspetto, per ristabilire la verità contro l’equivoco culturale e le falsità intellettuali, che inquinano tanto il mondo della Scienza, quanto quello dell’Arte poiché, entrambe, fondano sul mistero della vita e della morte, della Trascendenza e della Immanenza, ed una cosa non può escludere l’altra.

PER COLORO CHE SONO DESTI

A tal proposito, mi torna in mente il dipinto di Raffaello Sanzio da Urbino, ne “La Scuola di Atene” (1509-1511), che ritrae nel bel mezzo del suo impianto compositivo, il Filosofo Eraclito (335 a.c. 475 a.c), il quale così scrisse nel suo tempo:…..“Unico e comune è il mondo per coloro che sono desti, mentre nel sonno ciascuno si rinchiude in un mondo suo proprio e particolare”.

Ecco perché, è necessario lasciar perdere quel libro.

ROBERTO CHIAVARINI                                                                                                                                                            Opinionista di Arte e Politica

 


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