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Lazzaro Siciliano, deportato a Dachau

Arte, Cultura & Società

foto di copertina: forno crematorio

Un mio caro Amico, allora sottufficiale della Guardia di Finanza, fu deportato a Dachau e riuscì a salvarsi insieme ad un compagno conosciuto nel campo di concentramento. Era un profondo credente cattolico ed un bravo disegnatore. Finita la guerra venne a Roma a lavorare nello studio del famoso Prof. Ing. Pier Luigi Nervi, il quale gli fornì i primi pennelli, colori e tele avviandolo anche alla tecnica pittorica.

Da giovane studente di Architettura (1977-79) praticai lo studio di Ingegneria del Prof. Nervi per apprendere dal vivo le tecniche di costruzione di edifici antisismici con i modelli allora in uso e, contemporaneamente, per caso il disegnatore e pittore Lazzaro Siciliano venne ad abitare nell’edificio in cui vivevo fin dalla fine degli anni ’50… lo conobbi subito e, appassionato dalla sua pittura a spatola, trascorrevo con lui intere giornate… dipingeva spesso scene di guerra, deportazioni, impiccagioni, sempre con il segno del crocifisso….per me quelle scene erano le più significative tra quelle dipinte e i suoi quadri si trovano anche a Francoforte…desideravo acquistare quei quadri con scene di guerra, ma lui preferiva donarmi dipinti con campi di fiori, uomini con la bisaccia che, soli e di spalle si avviavano lungo strade senza fine, architetture irrorate di luce di fede, scene un po’ più allegre diciamo… comunicava molto bene quei ricordi indelebili della vita del periodo bellico, ma anche la Speranza che aveva ritrovato prima che Dachau fosse liberata nel 1945, mettendosi in salvo per miracolo!

Ha avuto quelle scene tremende avanti gli occhi tutta la Vita, proprio per questo è riuscito a comunicarmi il vero senso della Vita ed indirizzarmi verso la costruzione di un percorso di Pace che, da circa 50 anni perseguo con un lavoro di studio e di insegnamento quotidiano con passione, proprio perché grandi uomini e donne come Lui mi hanno guidato in un percorso inizialmente per me molto buio. Grazie Lazzaro, grazie Marisa, grazie a tutte quelle persone che ancora mi guidano e mi illuminano ogni giorno da Lassù! 

Umberto Puato


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