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Le botteghe storiche del Lazio verranno salvaguardate dalla legge

Economia e Finanza

Paolo Ciani, consigliere regionale Demos e della Commissione Sanità alla Regione Lazio, spiega come “da anni in Italia si sta facendo strada il ‘modello Venezia’ che priva il centro storico delle sue peculiarità trasformandolo in un insieme di B&B e minimarket e svuotandolo di residenti. La proposta di legge punta proprio a mettere un freno a questo trend”.

Gli affitti alti sono tra le cause per cui una bottega storica è spinta a chiudere i battenti. Marta Leonori, consigliera e capogruppo del Pd in Consiglio regionale, tra i promotori della legge spiega come “contro una società che cambia abitudini c’è poco da fare, ma molto si può contro il caro-affitti e la burocrazia. Secondo l’ultimo censimento 2002-2012, nel centro di Roma si è passati da oltre 5.000  botteghe storiche a meno di 2.000 nel 2012. E parliamo di quasi 10 anni fa”. 

Tra le chiusure che hanno fatto clamore vi è quella del laboratorio del plissé delle sorelle Antonini, in via Quintino Sella, famoso per la scena del film “Quando la moglie è in vacanza” che mostrava l’abito svolazzante di una seducente Marilyn Monroe, icona di bellezza.

Giulio Anticoli, presidente dell’Associazione botteghe storiche Roma, spiega come “la bottega storica nasce in spazi che erano popolari e che ora sono diventati di lusso. E proprio questo aspetto “è una delle maggiori cause di chiusure. Questa legge mette a posto un po’ di mancanze che c’erano e contro le quali noi abbiamo sempre lottato”.

Le botteghe storiche verranno tutelate dall’articolo 4 della normativa che “elenca gli interventi per la salvaguardia e la valorizzazione delle botteghe storiche, a partire dalla possibilità, da parte dei comuni, di ridurre i canoni di locazione o gli altri oneri sugli immobili di loro proprietà, con la copertura finanziaria dei contributi della Regione.

Contributi che sono previsti anche per i proprietari e i gestori delle botteghe storiche, secondo le priorità indicate al comma 2 dell’articolo quattro (collocazione all’interno di un edificio storico classificato; presenza di una architettura d’autore o di elementi architettonici di pregio; presenza di una riconosciuta tradizione familiare; esercizio di un’attività storica o tradizionale regionale; riconoscimento dello specifico valore storico, artistico culturale e ambientale di botteghe e locali o delle attività tradizionali ovvero del particolare pregio dei prodotti offerti; presenza di strumenti, apparecchiature, arredi e suppellettili di specifico interesse artistico e storico)”.

Ciani spiega che “essendo questa una legge quadro non contiene indicazioni specifiche sui ristori, ma all’interno di un ripensamento di un commercio soprattutto nella città di Roma c’è il tema di come sostenere questa parte del commercio. Un segnale che la Regione vuole dare a tutto il territorio, a tutte le famiglie che non hanno mollato. E anche una prospettiva sulle città del futuro che immaginiamo”. 

redazione@corrierenazionale.net


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