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Le grandi occasione per far conoscere la tua musica : Sanremo Discovery e Television Song Contest 2022

Eventi, Musica & Spettacolo

Intervista a Ivan Iarrobino

A cura di Daniela Piesco

Non è mai troppo tardi per essere apprezzati. Dopo il successo dell’anno scorso ritornano le vetrine promozionali discografiche e televisive per emergenti, ideate dal chitarrista Mario Greco, che hanno come scopo quello di sostenere la cultura musicale dei giovani impossibilitati ad emergere per mancanza di spazi e strutture.

Il Corriere Nazionale(www.corrierenazionale.net) è lieto di inaugurare un ciclo di interviste a tutti gli emergenti che saranno presenti agli Eventi E.D.M. ‘Sanremo Discovery ‘ e ‘Television Song Contest 2022 sotto la direzione artistica di Mario Greco al fine di dare spazio e voce ai giovani talenti italiani che hanno il coraggio di mettersi in gioco .

L’intervista

1)Partiamo dalla scintilla: quando nasce la tua passione per la musica?Se dovessi descrivere te stesso, cosa diresti?Quando hai cominciato a percepire te stesso come Artista?

La mia passione per la.musica nasce dalla nascita (scusate il gioco di parole), forse perché mia madre aveva il dono e il piacere del canto ed evidentemente me lo ha trasmetto già da quando ero in grembo, le vibrazioni di quando cantava mi arrivavano e mi coinvolgevano. Ho iniziato ad andare all’asilo all’età di un anno e mezzo e fin da piccolissimo rivestivo ruoli da protagonista sopratutto nei canti delle varie recite che si realizzava durante l’anno e così via fino alle medie. All’età di 11/12 anni inizio a studiare pianoforte per poi entrare in conservatorio per iniziare un percorso di studi serio e di forte sviluppo personale a livello musicale, approfondendo e conoscendo la musica entrando dentro per capire la sua architettura, lo sviluppo nel corso dei secoli in ambito classico. Questo fino al quinto anno di conservatorio per poi uscire uscire continuare da privatista con maestri privati per via di insegnamenti accademici sbagliati e dannosi (mi capitò un maestro non all’altezza e data la giovanissima età non ero in grado di percepire il male). All’età di 16 anni inzio ad avvicinarmi alla musica leggera italiana ’60/’70 iniziando anche a suonare dal vivo per le piazze di svariati paesi come tastierista e corista. Un anno più tardi mi avvicinò al panorama rock, soprattutto l’hard rock ’70 come tastierista e cantante e questa diventerà la mia passione per lunghissimi anni, fino ad oggi si può dire per lo più come ascoltatore. Poi é arrivato il progressive rock italiano e straniero, il prog metal, la fusion con i mostri sacri pianisti e tastierista, ma non solo, lì era tutto un insieme in cui non potevi fare distinzioni in una band, erano tutti musicisti eccellenti per la maggiorparte. Il jazz e il blues, ma senza mai abbandonare gli studi pianistici, anzi, tutti i repertori prima citati erano un arricchimento di studio e di tecnica per me e lo sono tutt’ora, non mi é mai piaciuto soffermarmi e fossilizzarmi ad un solo mondo, ma allargare sempre di più i confini per essere quanto più possibile completo, ed il canto mi ha sempre accompagnato sia come corista sia come cantante principale e pianista allo stesso tempo. Negli ultimi anni mi ha molto coinvolto il funky e il funky jazz e tutt’ora porto avanti un repertorio di cover per lo più funky blues oltre ai miei progetti di composizioni inedite. Molte persone mi definiscono un artista eclettico, capace di comporre e di passare da un genere all’altro senza problemi, beh! Sono d’accordo con loro. Infatti, proprio ad ottobre scorso ho conseguito un laurea specialistica in musica applicata ai contesti multimediali, composizione per cinema ed ogni genere di audiovisivo per intenderci, questo mi ha portato a conoscere e spaziare anche nell’elettronica. Tutto questo é evidente nelle mie canzoni, tutte queste contaminazioni che mi hanno accompagnato finora. Diciamo che mi definirei un artista eclettico un po folle, ma che conosce bene la materia da utilizzare che viene dettata dalla mente a volte con istinto e a volte con razionalità.

2)Qual è il tuo sogno o aspirazione, cosa vuoi veramente?

Voglio fare musica e vivere di musica, questo é il mio obiettivo. Vivendo in un paesino di montagna dove non vi sono per niente possibilità di esprimermi la questione é stata sempre.molto difficile ed oggi ancora di più. Non pretendo molto, non pretendo il successo planetario, gradirei semplicemente uscire da questa vita di sacrifici e cominciare a vivere da autore e compositore senza affanni portando in giro le vibrazioni che trasmettono la mia musica strumentale e le mie canzoni. Vorrei sentirmi libero imprigionato nel mio mondo, nella mia passione, morire per amore.

3)Come nasce una tua opera? Cos’è per te l’ispirazione?Qual è il messaggio implicito nelle tue canzoni, cosa vuoi trasmettere?

La mie opere nascono da un dettato tra mente e cognizione e di causa. Può nascere da un’improvvisazione al piano, da un motivo che mi passa per la testa, da una seduta dietro uno spartito bianco pee trasformarlo in musica, dal linguaggio della natura con i suoi infiniti suoni, può nascere da qualsiasi cosa, dipende cosa voglio ottenere da una composizione, che messaggio voglio trasmettere e in che modo e con quali sonorità. Vi sono vari messaggi nelle mie composizioni o canzoni, si trattano vari temi per lo più legati al mondo reale, alla quotidianità, ma con un senso di leggerezza per far sì che l’ascoltatore venga preso dalla fluidità della musica ed inconsciamente percepisce il messaggio serio nascosto nel testo, a volte impersonificato in soggetti o situazioni di rapporti immaginari di amore e desiderio.Per quanto riguarda la musica legata all’audiovisivo, molte volte, viene dettata dall’immagine stessa che si deve descrivere, però bisogna fare delle scelte di strumenti e di stile anche in quel caso.

4)Qual’é secondo te una band emergente che faremmo bene ad ascoltare?

Snurky Puppy di sicuro, ma non so se fa il caso nostro, siamo su un altro pianeta. In ambito pop sicuramente Ivan Iarrobino ha qualcosa di interessante da dire. Scherzi a parte vi sono tante band e singoli molto bravi in giro e che nemmeno conosciamo, molto spesso perché, come attacco al sistema musicale monopolizzato dalle major, non vogliono abbassarsi ad affrontare determinati discorsi, ma il mondo é cambiato e ne dobbiamo avere consapevolezza. Tutto si evolve nel bene e nel male, ma quello che noto ultimamente che é finita l’era della canzoncina sputtanato sputtanato che si é iniziato iniziato dare spazio di nuovo alla diversità, a linguaggi nuovi e diversi anche se radicati al passato in un certo qual modo. La storia ci insegna che avviene sempre un ritorno al passato per trovare un futuro diverso e nuovo, ormai é stato fatto di tutto.

5)Come descriveresti la piazza musicale italiana?

Molto povera. In Italia oramai si é perso il senso del bello e dell’arte, tant’é vero che non si insegna nemmeno più a scuola. Come l’educazione civica che ritengo fosse la materia più importante. La cultura in generale é venuta meno, e così facendo non si ha una proposta adeguata al soddisfacimento di tutti gli adcoltatori, soltanto i fenomeni redditizi e repertori di nicchia. Non é giusto!

6) Qual’é il tuo Cavallo di battaglia o meglio che genere di musica fai?

Non so definirla. É una musica pop rock con tantissime sfaccettature e contaminazioni ed un utilizzo di elettronica lieve là dove ritengo opportuno sia utile. Chiamiamola varia, anzi, eclettica.

7)Qual’é Il libro più bello che hai letto o quello che ti ha cambiato la vita o almeno modo di pensare?

Modo di pensare nessuno. Ho letto svariati libri, tutti molto belli (altrimenti non li avrei proprio inziati), ma quello che mi ha appassionato di più é “Nel nome della rosa” stando ad oggi e per ciò che ricordo al momento.

8)Chi ti ha ispirato nella tua carriera?Quali sono i riferimenti artistici e culturali che ti hanno maggiormente influenzato nel corso del tempo?

J. S. Bach, Beethoven, Chopin, Mozart, Deep Purple, Uriah Heep, Pink Floyd, Supertramp, Ray Charles, Stevie Wonder, Michael Nyman, Morricone, Kaith Jarrett, Chicago Corea, P.F.M., Banco del Mutuo Soccorso, Area, Arti e Mestieri, Dream Teather, Genesis, Yes, Gentle Giant, Jethro Tull, Van Den Plas, etc… L’ispirazione viene da me, non ho un modello specifico da imitare o da seguire.

9)Come pensi che un giovane artista possa oggi “districarsi” un all’interno del panorama musicale contemporaneo?Cosa pensi dei talent?

Un artista oggi giorno deve essere preparato e predisposto a determinati percorsi. Dipende quale percorso voglia seguire naturalmente. Da quello che noto da anni deve districarsi bene con l’immagine e le possibilità. I talent sono un modo di far spettacolo televisivo sulle emozioni indifese dei giovani e meno giovani, possono essere un trampolino di lancio così come un omicidio spirituale. Sono pochi coloro che hanno saputo creare una carriera di tutto rispetto dopo un talent, la maggiorparte sono durati per quel periodo e poi scomparsi nel nulla. Ritengo che sia una strategia dannosa per l’arte io voto da casa, il televisore come lo chiamano. Questo da la possibilità a chi ha polvere di sparare e a chi no ne ha di morire, e che magari merita maggiormente. Uno dei motivi per cui la musica italiana ha subito un appiattimento é proprio questo, si fa musica in base ai gusti del popolo e non musica propria ed essere scelti perché piaci.

10)Progetti in cantiere?

Tanti sono già in cantiere e già quasi pronti, manca la materia prima per realizzarli e portarli alla luce.
Grazie infinite per avermi dato la possibilità di esprimermi, almeno a parole per il momento. A presto! Ci vediamo a Sanremo Discovery con “Arriverà”, brano che ho scelto per l’occasione e che é compreso nell’album “Leggero” che (spero) presto vedrà la luce. Un abbraccio!

Daniela Piesco


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