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Le Marche devastate dall’alluvione temono una nuova ondata di maltempo

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Lutto e polemiche per la pioggia che si è abbattuta nell’alto Pesarese e su Senigallia e ha ucciso almeno 10 persone. L’angoscia di Mattarella e l’impegno di Draghi ad aiutare le comunità colpite.

AGI – Quello che doveva essere un’allerta gialla, annunciata dalla Protezione civile, giovediì pomeriggio si è trasformata in un nubifragio eccezionale che ha colpito prima l’alto Pesarese e, in particolare tutta l’area intorno al Monte Catria, e in serata Senigallia e i paesi dell’entroterra che vivono intorno ai fiumi Misa e Nevola. E le vittime sono di persone che abitavano in quella zona, 10 alla conta comunicata da Mario Draghi (ma all’appello mancano ancora 2 adulti e 2 bambini).

Così come i 50 feriti e i 100 sfollati vivevano tutti nei trenta chilometri che separano Barbara da Senigallia, dove il Misa sfocia nell’Adriatico. Oltre 2.600 le richieste di soccorso al 112 provenienti dalle due province, quasi mille i vigili del fuoco, gli operatori delle forze dell’ordine e i volontari della Protezione civile impegnati senza tregua dalla notte di giovedì. Hanno salvato tanta gente che aveva trovato rifugio persino in cima agli alberi.

Già giovedì sera erano state recuperati i corpi delle prime vittime e questa mattina, con l’aiuto del sole, i soccorritori hanno proseguito nel loro compito: cercare nel fango e nell’acqua chi mancava all’appello e pulire le strade principali per favorire il transito dei mezzi di soccorso.

Ha funzionato anche la macchina dei sindaci, che hanno scandito ordini e provvedimenti fino all’alba, persino via social, un intervento che ha limitato i danni. A ognuno di loro ha parlato il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha incontrato i vertici della Regione Marche e dei vigili del fuoco in mattinata ad Ancona, per poi spostarsi per un lungo sopralluogo sui luoghi colpiti dall’alluvione: “È caduta una quantità d’acqua straordinaria”, ha detto ai cronisti, anticipando “un approfondimento sul sistema di allertamento”.

Come atto dovuto si è mossa anche la procura di Ancona, che ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando i reati di inondazione colposa e omicidio colposo. Nel pomeriggio è arrivato anche il premier, Mario Draghi, che aveva presieduto un consiglio dei ministri durante il quale erano stati stanziati 5 milioni per i primi aiuti e dichiarato lo stato di emergenza.

“E’ un disastro che bisogna affrontare”, ha detto visitando Ostra, dove ci sono state 4 vittime nella frazione di Pianello, “Faremo tutto il possibile, tutto quello che è necessario. Il Governo ha assicurato i primi fondi. Ci vorrà molto di più”.

In mattinata il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva chiamato il governatore Francesco Acquaroli esprimendogli “solidarietà e gratitudine a tutti quanti stanno instancabilmente lavorando per i soccorsi”.

Il sole in tutta l’area colpita dall’alluvione ha accompagnato venerdì la macchina dei soccorsi, ma per sabato è annunciato un nuovo peggioramento delle condizioni con un nuovo allerta meteo che, questa volta, riguarderà tutta la regione.

 

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