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Le pagelle del quarto live di X Factor

Arte, Cultura & Società

 

Anche la nuova puntata ha previsto una doppia eliminazione ma l’impressione è che vogliano chiudere la faccenda il prima possibile. È VERSAILLES, stasera in versione Taribo West, a dover abbandonare per primo dalla gara. Scontro fratricida all’ultimo ballottaggio tra Erio e i Mutonia della squadra di Manuel Agnelli; e alla fine escono i secondi

i giudici di X Factor

 

 

Anche il quarto live di X-Factor prevede una doppia eliminazione, l’impressione è che vogliano chiudere la faccenda il prima possibile o complicare così tanto il meccanismo del format da costringere Tersigni alla rinuncia.

La prima manche infatti consiste in una carrellata sugli inediti, un minuto a testa, il meno votato per punizione, se abbiamo capito bene, finirà nel crew di ballo che accompagna Erio. I concorrenti dunque ripropongono i loro inediti e noi tutto sommato ne siamo felici, prima di tutto perché, Nika Paris a parte, li avevamo felicemente dimenticati e poi perché è un ottimo momento per distrarsi e commentare “Quattro matrimoni”.

Prima dell’eliminazione Mika ed Emma, smanacciandosi a vicenda come in una commedia scollacciata anni ’70, omaggiano Lucio Dalla cantando “Anna e Marco”, alla fine con Tersigni i tre decretano che si, “è un pezzo bellissimo”; Dalla starà tirando un sospiro di sollievo.

È VERSAILLES, stasera in versione Taribo West, ad essere eliminato per primo dalla gara, il voto del suo barbiere non è sufficiente. Scontro fratricida all’ultimo ballottaggio tra Erio e i Mutonia della squadra di Manuel Agnelli; e alla fine, forte forse anche dell’impegno della comunità Hare Krishna, escono i Mutonia. Ci mancheranno molto la loro musica e gli occhiali a cuore del frontman; no dai, solo gli occhiali a forma di cuore.

Erio – Voto 6: L’abito che indossa durante la prima manche è un evidente omaggio ai Ferrero Rocher. Dopo aver incassato in settimana il benestare di Maria Grazia Cucinotta può anche pensare al ritiro. Manuel Agnelli lo invita a cantare “London Calling” dei The Clash e quello che viene fuori è una sperimentazione riuscita, si, ma anche noiosissima. Poi lui canta praticamente in vestaglia da notte, è proprio un invito a guardare l’orologio pensando a tutto quello che abbiamo da fare domani. A pensarci bene, non è poi sta gran sorpresa se va al ballottaggio finale, in fondo chi dorme non può votare.

Nika Paris – Voto 7: Una ragazza che ha i numeri veri, quando lascerà il KGB per dedicarsi esclusivamente alla musica farà parlare di sé. Canta “Dernière danse” di Indila ed è subito effetto “Non è la Rai”.

Le Endrigo – Voto 7: La migliore interpretazione da quando sono a X-Factor, suonano “MALAMENTE (Cap.1: Augurio)” di Rosalìa in una versione punk che in realtà però ci confonde ancora di più sulla reale matrice di questo progetto. E siccome il nuovo mercato musicale è diventato un incrocio senza semafori in un’autostrada del centro di Nuova Delhi, non è che ci sia tutto questo tempo per schiarirci le idee; e non è nemmeno che ci vada poi così tanto. Come dice lo strepitoso Jack Nicholson/Melvin Udall di “Qualcosa è cambiato”: potete anche andare, “Non è che ci stiamo poi così simpatici”.

Baltimora – Voto 8: La versione ripulita e deprimente di Calcutta la prima manche se la canta vestito come l’ispettore Gadget alla settimana della moda di Milano, questo probabilmente per distogliere l’attenzione da un inedito che suona pochino. In seconda manche invece ci lascia a bocca aperta con una versione elettronica, moderna, ma estremamente efficace e rispettosa di “Un uomo che ti ama” di Lucio Battisti; pardon, di uno dei migliori Lucio Battisti. Continua ad avere meno carisma dello sgabello giallo accanto alla Tv, nel senso che, pistola alla testa, se dovessimo scegliere se stare a guardare Baltimora o lo sgabello, un attimo ci pensiamo; ma è uno che mastica musica.

Mutonia – Voto 7: Anche loro confermano l’ottimo trend della serata suonando decisamente meglio delle altre volte, sarà che questa “Gigantic” dei Pixies tiene un po’ a bada quella invereconda voglia di urlare, ma l’esibizione è stata molto divertente. Vengono eliminati e non è che questa cosa ci smonti la mascella dallo stupore, sono una band che di televisivo hanno giusto gli occhiali a forma di cuore del frontman.

gIANMARIA – Voto 6,5: Rino Gaetano, poi Vasco Rossi, stasera Dalla, alla prossima Pertini, poi Leonardo Da Vinci e l’attacco alle fondamenta della nostra cultura sarà definitivamente concluso. Scherzi a parte, anzi, nonostante sia perennemente vestito come il ripieno del Kinder Fetta al Latte, se la sta cavando messo a confronto con questi mostri sacri del cantautorato italiano, riesce a riportare anche questa “Stella di mare” alla propria personale essenza, bisogna solo capire se a noi frega qualcosa di esplorare l’essenza di gIANMARIA. Ad occhio e croce giureremmo di no.

Bengala Fire – Voto 7: “Evil” degli Interpol è un pezzo di una bellezza assurda che ricongiunge al rock, alla vita, a tutto ciò che di più bello esiste al mondo, e loro lo reintepretano bene; ma il vero merito dei Bengala Fire stasera è soprattutto l’aver creato, finalmente, un dibattito al tavolo dei giudici.

Fellow – Voto 6: Esibizione che definiremmo “sanremese”, e in fondo Sanremo è un po’ terra dove fioriscono (e appassiscono, ahilui, spesso) i Fellow. Canta bene “Anche Fragile” di Elisa, pezzo meraviglioso, mortificato esclusivamente da lui vestito come Sub-Zero di Mortal Kombat.

I GIUDICI

Manuel Agnelli – Voto 6,5: Stasera indossa una di quelle coperte della nonna dalla fantasia indefinita, ma è l’unico che prova a stuzzicare gli altri giudici per creare, non necessariamente una guerra, ma perlomeno un tamponamento al semaforo. Chiede agli altri giudici di andare al tilt quando al ballottaggio finale si ritrovano Erio e i Mutonia, loro rispondono picche votando in massa per mandare a casa la band.

Mika – Voto 5: Vestito come zia Henrietta de’ “La tata”, non si accende mai. Quando Agnelli lo punta dritto per dritto, lui si limita a rispondere con una smorfietta, salvo poi sul finale, quando Agnelli, forse in forma di protesta, lascia il palco appresso ai Mutonia, si lancia in un “Menomale”, catturato però dai microfoni. Insomma non c’è e quando manca si sente.

Emma – Voto 5: Più si arrabbia e più comincia a parlare come Carlo Verdone, ad un certo punto rimprovera anche Agnelli per “Due battute fuori luogo”, che in realtà sono gli unici punti in cui il programma è risultato particolarmente interessante; quindi no, salvate il soldato Agnelli.

Hell Raton – Voto 6: Stasera appare più vivo, è l’unico che risponde, seppur con garbo, alle frecciate di Agnelli. Azzecca anche le assegnazioni. Bravo.

Ludovico Tersigni – Voto 4: Interviene a spiccioli e con poca verve. Per tutta la puntata non fa altro che mettere le mani avanti sull’inglese che utilizzerà nell’intervista della prossima settimana ad Ed Sheeran, giusto per ricordarci che Cattelan invece intervista in inglese da quando aveva 16 anni. Al ballottaggio finale, quando Agnelli vota per il tilt, cosa non prevista dal regolamento, lui incassa senza riuscire a controbattere, ad imporsi, a fare il conduttore, il padrone di casa. Nonostante la simpatia, indubbia, e anche, perché no, l’ammirazione come attore, l’esperimento Tersigni possiamo considerarlo fallito. Spiace.

 

agi live
 

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