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Le preoccupazioni

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Ci manca, tutto considerato, ancora una classe politica capace di meritare affidabilità in una situazione tra le meno “equilibrate” dell’UE. Cosa ci riserverà, di conseguenza, il futuro?  Un interrogativo che merita, almeno, franche riflessioni.

Il 2018 potrebbe servire per cambiare “registro”? L’economia, a largo respiro, degli anni ’90 è tramontata all’alba del nuovo Millennio. Ora, cosa ci aspetta? E’, questa, una domanda che, in definitiva, ha bisogno di un’analisi di quanto non si è fatto nel recente passato e sarebbe stato opportuno fare.

Attingere dalle stesse fonti è inquietante. I “pozzi” sono prosciugati. Questa Legislatura, nata anomala, ha da assumersi ancora delle responsabilità senza intaccare le magre risorse nazionali che ancora ci sono. Col “Rosatellum” cosa cambierà nel nostro Potere Esecutivo? Una domanda che caratterizza questa Terza Repubblica ancora in via d’attuazione.

Quale sarà lo spirito del prossimo Potere Legislativo? Non neghiamo, e come lo potremmo, che non sarà sufficiente riconoscere, ovviamente in ritardo, i mali di casa nostra per essere migliori. Almeno, però, auspichiamo che le future posizioni politiche superino gli”opportunismi”.

Insomma, non ci vuole molto per capire la complessità di una situazione che viviamo, con preoccupazione, quotidianamente. Se non ci saranno uomini politici “nuovi”, nelle idee e nei programmi, anche il prossimo Parlamento, dopo le commedie che stiamo vivendo adesso, potrebbe essere meno produttivo di quello che ci stiamo lasciando alle spalle.

Giorgio Brignola


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