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Le quotazioni di Lady Gaga: la Universal Music Group sbarca in Borsa ad Amsterdam

Economia e Finanza

L’etichetta che pubblica tra gli altri la cantante italo-americana si è quotata ad Amsterdam: si tratta di una svolta per il colosso dei media 

©  Afp – Universal Music Group

AGI – Giornata importante per il mondo finanziario martedì 21 settembre: debutta alla Borsa di Amsterdam la Universal Music Group (UMG), l’etichetta di star come Lady Gaga e filiale di Vivendi a sua volta azionista del 23,75% di Telecom Italia. La quotazione è una nuova svolta per il gigante dei media, dopo l’assegnazione da parte di Vivendi ai soci del 60% del capitale. 

Gli studi di Abbey Road, i Beatles e Lady Gaga

Il gruppo possiede i famosi studi di Abbey Road, che hanno ospitato i Beatles e Lady Gaga, così come Kanye West e Amy Winehouse, EMI Records (Justin Bieber, Keith Richards, Metallica) e Capitol Records (Katy Perry, Paul McCartney). Ha anche acquisito i diritti dell’intero catalogo di canzoni di Bob Dylan nel 2020, una delle operazioni più importanti nella storia della musica. Grazie al boom dello streaming e delle offerte di abbonamenti illimitati, UMG era diventata la gallina dalle uova d’oro di Vivendi, generando 7,4 miliardi di euro di vendite nel 2020, cioè il 46% delle entrate del gruppo.

Per il management di Vivendi, che possiede il gruppo Canal+, il gigante della comunicazione Havas e l’editore Editis, è arrivato il momento di lasciare andare Universal per la sua strada e di rifocalizzare Vivendi sull’editoria, la pubblicità e i media.

Il valore di UMG è vicino al suo picco

Secondo gli analisti, probabilmente Vivendi considera che con una valutazione di più di 30 miliardi di euro quando ha venduto il 20% a un consorzio guidato dal colosso asiatico Tencent, e poi ha venduto il 10% al finanziere Bill Ackman, il valore di UMG è vicino al suo picco. Le cifre di cui si parla ora sono relative ad una stima di 33 miliardi di euro, o circa 18 euro per azione. L’operazione ha anche un altro obiettivo: distribuendo il 60% di UMG ai suoi azionisti tramite un dividendo eccezionale, Vincent Bollorè, il maggiore azionista di Vivendi con il 27% delle azioni, aiuta prima se stesso recuperando il 18% delle azioni (circa 6 miliardi di euro).

I benefici

Non solo, ne beneficerà anche dal punto di vista dell’imponibile in virtù dell’esenzione fiscale per i dividendi tra un gruppo e la sua filiale all’interno dell’Unione europea. E, grazie al 10% trattenuto da Vivendi e a una gestione concertata annunciata con Tencent, manterrà una certa influenza nella major. Inoltre, Vivendi teme un’operazione ostile in occasione del previsto calo del suo corso azionario, in seguito al distacco di UMG, e intende quindi approfittare dell’entusiasmo dei suoi azionisti per essere autorizzata a riacquistare fino al 50% delle proprie azioni.

Il calendario è favorevole alle transazioni patrimoniali: l’uomo d’affari ha indicato la data del 17 febbraio 2022, il bicentenario della creazione del gruppo che porta il suo nome, per passare la mano ai figli.


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