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Le tre regioni italiane più competitive sul mercato del vino

Economia & Finanza

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alle ore: 06:21

Sono Veneto, Toscana e Trentino Alto Adige. A seguire Piemonte, Sicilia ed Emilia Romagna. I risultati del rapporto Unicredit-Nomisma-

© AGF – Vino

AGI – Veneto, Toscana e Trentino Alto Adige sono le regioni più competititive della filiera vitivinicola italiana, davanti a Piemonte, Sicilia ed Emilia Romagna. Queste sei regioni hanno un punteggio superiore alla media, secondo quanto emerge dall’analisi di Unicredit e Nomisma presentata oggi a Vinitaly.

L’analisi di oltre 60 indicatori (produttivi, strutturali, economici e di mercato) necessari alla formulazione dello scoring, afferma una nota, ha messo in luce vocazione e specificità delle regioni vinicole italiane che rappresentano un patrimonio di valori socio-economici in grado di generare benessere per le comunità locali e nello stesso tempo rappresentare fattori di competitività e distintività nel mercato globale.

Più nel dettaglio si può rilevare che, se il Veneto primeggia nelle dimensioni strutturali e produttive (prima regione per estensione del vigneto, produzione di vino, numero di viticoltori) oltre che nel contributo al fatturato complessivo del settore (36%), la Toscana presenta la percentuale di valore aggiunto su fatturato più alta (31%) tra le regioni, indicatore che esprime una maggior integrazione verticale delle imprese vinicole (produzione sia di uva che di vino).

Ancora, rispetto ai modelli imprenditoriali e organizzativi, l’Emilia Romagna esprime il fatturato medio per cooperativa vinicola più elevato (circa 37 Milioni di euro per cooperativa) mentre va alle Marche il primato per le aziende viticole specializzate con l’estensione media più rilevante (17 ettari di vigneto) e restando in ambito agricolo, Veneto e Liguria rappresentano invece le regioni con l’incidenza più alta di aziende viticole condotte da giovani (rispettivamente 17% e 13% del totale). (

Le regioni dell’arco alpino (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Piemonte) sono quelle con la percentuale più alta di produzione di vini Dop sul totale regionale (oltre l’80%), mentre spetta a Calabria e Marche l’incidenza più elevata del vigneto bio su quello regionale (39% e 36%).

Sul fronte delle performance di mercato, il Veneto si conferma prima regione esportatrice con 2,5 miliardi di euro di vino venduto all’estero (il 35% del totale Italia), ma sono Lazio e Puglia (tra le regioni con almeno 50 Milioni di valore all’export) a registrare l’incremento più significativo nel corso degli ultimi cinque anni (rispettivamente +53% e +46%).

Nel mercato nazionale, invece, la Toscana primeggia per incidenza nelle vendite di vini fermi Dop in GDO (16% del valore totale) anche se e’ la Valle d’Aosta ad evidenziare il prezzo medio piu’ elevato a scaffale (12,3 euro/litro contro una media nazionale di 5,65 euro).

Dichiara Niccolò Ubertalli, Responsabile UniCredit Italia: “Il settore vitivinicolo italiano si trova oggi ad affrontare nuove, e imprevedibili sfide, come testimoniato dagli imprenditori con cui ci siamo confrontati in 8 tavoli regionali in un percorso di avvicinamento al Vinitaly. Penso al contesto geopolitco, che ha prodotto un impatto per l’export di vino di oltre 400 milioni di euro per le imprese del nostro Paese, o all’impennata dei prezzi delle commodity. Per questo UniCredit ha deciso di intensificare il proprio sforzo a supporto del mondo del vino italiano che già oggi sosteniamo con impieghi per 900 milioni di euro. In questa logica rientra il plafond straordinario di 1 miliardo di euro da noi stanziato per aiutare le imprese agricole a far fronte alle crescenti spese correnti. Oltre a cio’, abbiamo elaborato soluzioni specifiche per il settore e per le singole realtà territoriali, come il programma ‘Basket Bond di filiera’, che ha portato UniCredit nei mesi scorsi a sottoscrivere, come prima tranche di un piano da 200 milioni di euro, obbligazioni emesse da imprese vitivinicole”.

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