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L’economia Ue si prepara alla tempesta; stime riviste al ribasso

Economia & Finanza

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Bruxelles aveva già abbassato a maggio la sua stima di crescita del Pil quest’anno al 2,7% sia per l’area dell’euro che per l’Ue, inflazione ‘vista’ al 6,8%.

di Brahim Maraad

© KENZO TRIBOUILLARD / AFP –

AGI – L’economia europea ha una tempesta all’orizzonte. La spinge il taglio della fornitura di gas russo. E, meno gas arriverà, e più “avverso” sarà lo scenario. Questa è la conclusione degli ministri dell’Economia dell’Ue riuniti oggi a Bruxelles per l’Eurogruppo.

“Questo non ci deve portare però a dipingere un quadro errato sullo stato odierno della nostra economia: è un quadro di crescita limitata in relazione alle previsioni ma la crescita continua. La disoccupazione è molto bassa, i risparmi alti, con riaperture e ripresa del turismo. Tutto questo con le acque agitate e le tempeste all’orizzonte. Siamo al corrente del quadro ma non la dobbiamo descrivere come economia in tempesta”, ha evidenziato Gentiloni.

ualche elemento in più, per dipingere questo quadro, si avrà giovedì quando lo stesso Gentiloni presenterà le previsioni economiche estive. “La crescita economica si sta dimostrando abbastanza resiliente quest’anno ma ci dobbiamo aspettare qualche revisione al ribasso. E lo stesso vale per il prossimo anno a causa dei tanti rischi e incertezze. L’inflazione invece continua a salire per questo sarà rivista al rialzo”, ha anticipato il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. L’esecutivo di Bruxelles aveva già abbassato a maggio la sua stima di crescita del Pil quest’anno al 2,7% sia per l’area dell’euro che per l’Ue, mentre ha alzato la sua stima di inflazione rispettivamente al 6,1% e al 6,8%.

La maggior parte dei ministri si aspetta che le carenze di fornitura energetica tenderanno solo ad aggravarsi. “Dobbiamo essere pronti a ogni scenario. Non possiamo escludere un taglio totale della fornitura”, ha sottolineato Dombrovskis. Ma come lui anche altri, tra cui la vicepremier spagnola Nadia Calvino e l’omologa olandese, Sigrid Kaag.

In questo scenario, i ministri dell’Eurogruppo ritengono che sia giunto il momento di abbandonare la strategia di ampio aiuto fiscale con cui hanno risposto alla pandemia a favore di aiuti temporanei alle famiglie e alle imprese più vulnerabili all’aumento dell’inflazione e agli effetti della guerra in Ucraina.

“Nelle condizioni attuali, vi è consenso sul fatto che sostenere la domanda in generale non sia giustificato e che il nostro obiettivo dovrebbe essere la protezione dei più vulnerabili”, ha affermato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe.

L’invasione russa dell’Ucraina ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia e delle materie prime, portando l’inflazione nell’eurozona all’8,6% a giugno e abbassando le prospettive di crescita, aumentando i rischi per un’economia dell’eurozona sulla quale pesa anche la pandemia e la volatilità dei mercati finanziari. In questo contesto di “elevata incertezza”, l’Eurogruppo chiede di mantenere una politica di bilancio “agile” per adattarsi al mutare delle circostanze e che sia finalizzata a “preservare la sostenibilità del debito” e ad “aumentare il potenziale di crescita”, evitando di prendere decisioni che aumentino ulteriormente l’inflazione.

Le misure fiscali, si sottolinea nel comunicato concordato dai ministri, “dovrebbero puntare ad alleviare i problemi di approvvigionamento che frenano le nostre economie” e privilegiare le riforme strutturali e gli investimenti nella transizione verde e digitale, in particolare per ottenere l’indipendenza energetica”. Ma nel capitolo energia avvertono che le riduzioni generalizzate di tasse e tassazioni speciali, adottate per mitigare l’impatto del rapido aumento dei prezzi a livello nazionale, “dovrebbero essere temporanee” e “essere sempre più adeguate vulnerabile”.

“Non possiamo uscire dai prezzi elevati dell’energia spendendo ed è per questo che ci concentriamo sull’importanza di un sostegno specifico e di investire in soluzioni durature in termini di rinnovabili ed efficienza energetica”, ha affermato Donohoe, in linea con quanto espresso da diversi ministri.

“Il messaggio è che i Paesi differenzino le loro politiche fiscali in base al livello di indebitamento e concentrino le misure su quelle specifiche e temporanee. Non possiamo avere misure universali e perenni per affrontare la crisi energetica, questo danneggerebbe anche la nostra transizione climatica”, ha evidenziato Gentiloni.

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