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Lettera al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

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Riceviam

o e pubblichiamo

Egregio Presidente Vincenzo De Luca,

Voglio credere che il Suo Ufficio Stampa svolga il proprio lavoro nel migliore dei modi, e dunque, da 6 anni a questa parte, Le abbiano sempre consegnato la Rassegna Stampa quotidiana, nella quale (lo so per mestiere) vengono fotocopiati anche i trafiletti; basta che compaia il Suo nome e cognome.

Due sono le cose: o il Suo Ufficio Stampa non svolge correttamente il proprio lavoro, o Lei ha sistematicamente ignorato gli appelli che Le vado rivolgendo, ripeto, da 6 anni a questa parte.

Stessa cosa dicasi per le sue Segretarie, con le quali ho avuto molto spesso il piacere di interloquire e alle quali, in buona fede, ho raccontato perfino i dettagli della mia vicenda personale.

Per questo non starò qui a ripetermi.

Ho però alcune cose da dirle, in modo spassionato.

Se lei, nella Sua lunga carriera politica ha concesso il suo ascolto solamente a parenti, conoscenti, figli di, amici di, dovrà riconoscere che ha un limite: la cerchia dei privilegiati che possono sedersi di fronte a Lei costituisce una visuale ristretta delle problematiche e delle dinamiche sociali che riguardano milioni di cittadini.

Vede Presidente, Le dico questo, perché mi appare inconcepibile che una cittadina, sì una, dopo aver coinvolto l’Universo Mondo delle Istituzioni locali, nazionali ed europee (non si meravigli; ho scritto perfino a David Sassoli), non sia riuscita ad essere ricevuta nel suo Ufficio di Palazzo Santa Lucia.

Ora sa Presidente, accuso una certa stanchezza. Molte volte ho pensato di gettare la spugna e di dire a me stessa “adesso basta”.

Ma se Lei è una persona tenace, perseverante, pertinace, caparbia, ostinata, cocciuta, come mostra di essere, non farà fatica a comprendere che queste caratteristiche ti VIETANO di arrenderti e di rinunciare ad un intento.

Questa è la ragione per cui Lei può capirmi.

Invece c’è qualcosa che io non comprendo di Lei.

Dopo tutti questi appelli che Le ho rivolto, ma dico, non Le è venuta una semplice curiosità che l’abbia spinta a ricevermi?

Non ha mai pensato, dopo tutta questa mole di richieste che Le ho inviato: Ma fammi vedere chi è questa persona, e cosa vuole dirmi?

Ecco Presidente. Sono una Sua cittadina. Una cittadina onesta, civile, che lavora e paga le tasse fino al centesimo.

Mi auguro che il Suo Ufficio Stampa faccia il proprio dovere, consegnandole questa lettera. Mi auguro che Lei risponda, come mi aspetto da una Persona dotata di valore Etico.

Cordiali saluti

Giovanna Galasso

Redazione Corriere Nazionale


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