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L’inchiesta della trasmissione Report e le analogie tra il territorio pontino e quello campano. Mazzocchio come Caserta: siamo la terra dei fuochi

Ambiente & Salute

Riceviamo e pubblichiamo

I Comitati: “Chiamiamo le cose con il loro nome, viviamo su una bomba ecologica” 

Cambia l’accento degli intervistati, il paesaggio ma la cronaca di quanto raccontato nell’inchiesta di Report “Terra Felix” di Bernardo Iovene, andata in onda il 17 maggio scorso, è drammaticamente identica a quanto accaduto negli scorsi anni a Mazzocchio (Pontinia) a causa dell’impianto di compostaggio Sep.

Nell’inchiesta si parla proprio di un impianto di compostaggio, producente compost fuori specifica sversato sui campi coltivati della zona. Un compost regalato e non venduto (sulla carta) agli agricoltori complici. Rifiuti sversati su terreni ora inquinati ma coltivati nonostante le analisi dimostrino un livello altissimo di idrocarburi pesanti. I terreni, ripresi dalle telecamere, appaiono cosparsi di resti di tessuti, di plastiche e di altro tipo di materiale non meglio specificato. 

Vedere la trasmissione ci ha reso ancora più consapevoli della tragedia che stiamo vivendo – scrivono i comitati di Mazzocchio, Boschetto Gricilli Macallè, Pontinia Ambiente Salute e il Fontanile – il parallelismo tra il nostro territorio e quello casertano è lampante. Non ci possiamo girare intorno, al di là di cosa può pensare il sindaco di Pontinia e presidente della Provincia di Latina Carlo Medici, la nostra è una nuova terra dei fuochi”.

Anche noi viviamo accanto a terreni inquinati dove sono ancora rintracciabili resti di plastiche e tessuti – spiegano ancora i cittadini – anche noi ci troviamo con il paradosso di terreni prima sequestrati, poi dissequestrati, dove vige un ipotetico ordine di bonifica che però non si intesta nessuno. Rischiamo ogni giorno di immettere nella catena alimentare frutta e verdura coltivata su immondizia mentre si accresce ogni ora il rischio che venga inquinata anche la falda acquifera sottostante”.

Per i comitati il silenzio della politica è imbarazzante. “Il fatto che Comune, Provincia e Regione Lazio restino in silenzio e si trincerino dietro uno scaricabarile formale è inaccettabile e vergognoso. Sulla carta tutto quello che sta avvenendo è forse regolare ma nella realtà dei fatti noi abbiamo delle discariche a cielo aperto utilizzate come basi per coltivazioni e attorno a queste bombe ecologiche facciamo vivere uomini, donne, anziani e bambini. E’ questa la vera emergenza che ci vede da sempre in prima linea e che ci impone di non mollare


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