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L’inesorabile declino della “pax americana”

Mondo

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alle ore: 08:48

E’ fine della “pax americana”: se La Russia, con il suo più grande arsenale nucleare del mondo, sfida apertamente gli USA, abbiamo lasciato il vecchio mondo in cui l’economia dominava la politica?

Qual è l’impatto del conflitto in Ucraina sulla geopolitica globale? Siamo verosimilmente al canto del cigno della “pax americana”.

Dalla caduta dell’URSS nel 1991, gli Stati Uniti si sono imposti come garanti dell’ordine internazionale, senza però raggiungere la totale pacificazione delle relazioni internazionali. Una tendenza segnata da crisi periodiche come la Jugoslavia, l’Iraq, o la Siria, che andava comunque nella direzione di una globalizzazione degli scambi commerciali e della diffusione (o meglio esportazione) del modello democratico. L’egemonia americana era diventata militare, politica, economica e ideologica.

Ma, a poco a poco, questo trend ha perso l’impulso iniziale. Dal punto di vista geopolitico, ad un certo punto l’Iraq ha deteriorato la legittimità degli Stati Uniti a esercitare tale potere. Anche la crisi economica del 2008 ha influito sul prestigio internazionale statunitense. E ora, per la prima volta dalla guerra fredda, una grande potenza, la Russia, il paese con il maggiore arsenale nucleare del mondo, sfida l’America frontalmente.

Lasciando da parte la teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale (in italiano indicata più semplicemente come nuovo ordine mondiale, in latino novus ordo mundi, anche con la sigla inglese NWO corrispondente a new world order), di sicuro il preesistente assetto geopolitico è caduto, la globalizzazione vacilla: cosa possiamo ci attende nell’imminente futuro?

La reazione occidentale all’aggressione voluta dal presidente russo Vladimir Putin è stata altrettanto frontale e ha comportato l’isolamento dell’economia russa, al punto che sarà difficile tornare allo status quo ante. Abbiamo lasciato il vecchio mondo in cui l’economia ha dominato la politica per trent’anni. D’ora in poi, la politica è una priorità.

Il declino della “pax americana” significa entrare in un mondo multipolare, dove la competizione tra un crescente numero di nazioni sarà costante. Ciò significa che si moltiplica il rischio di sbagliare, aumenta il pericolo che scoppi un conflitto generalizzato. Una fase di ridefinizione degli equilibri internazionali costituisce sempre un momento molto pericoloso, perché le regole generali non sono ancora stabilite.

A lungo termine, si potrebbe stabilire una forma di bipolarismo tra Stati Uniti e Cina. Ma nulla è ancora deciso e l’Europa che fine farà?

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