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L’Italia s’è desta e il merito è di Roberto Mancini

Sport & Motori

Solo tre anni e mezzo fa, l’Italia calcistica toccava il punto più basso della propria storia. La Nazionale allora allenata da Gian Piero Ventura in un San Siro gremito in ogni ordine di posto non riusciva ad andare oltre lo 0-0 nella gara di ritorno dei playoff contro la Svezia, dicendo così addio al sogno di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. All’esito di quella disfatta, la Federazione fu chiamata a fare delle scelte forti e l’uomo da cui ripartire fu individuato in Roberto Mancini.

Cosa aspettarsi dagli azzurri in vista degli Europei

Nel giro di pochissimo tempo Roberto Mancini è riuscito nell’impresa di rimettere le cose a posto, ha ridato gioco e fiducia a una squadra che viveva un periodo di profonda crisi e l’ha resa nuovamente una delle selezioni più temute al mondo. Dando uno sguardo alle quote per la squadra vincente agli Euro 2020, ora l’Italia è nuovamente tra le favorite alle spalle di Francia, Germania e Spagna e il merito è tutto del tecnico di Jesi. Mancini ha deciso di puntare sulla linea verde, ha svecchiato un gruppo che era arrivato a fine corsa, ha rimesso nuovamente il bel gioco al centro del progetto e, di colpo, sono iniziati ad arrivare i risultati. Risultati che hanno permesso agli azzurri di vincere a mani basse il proprio girone di qualificazione agli Europei che si giocheranno anche in Italia, di arrivare alla Final Four della Nations League e di risalire brevemente nelle gerarchie del calcio mondiale.

L’Italia ora è al 7° posto del Ranking FIFA

Ora la Nazionale azzurra è al 7° posto del Ranking Fifa, alle spalle di Belgio, Francia, Spagna, Brasile, Inghilterra e Germania ma, soprattutto, sembra solo all’inizio del proprio processo di rinascita. Il gruppo azzurro è composto dal giusto mix di calciatori giovani e di esperienza e si presenta alle prossime competizioni continentali e intercontinentali come una delle squadre da battere. Ma com’è riuscito Mancini a ridare vigore a tutto un movimento che non se la passava benissimo? La risposta a questa domanda è più semplice di quanto si possa immaginare, in quanto l’unico vero segreto dei risultati dell’allenatore marchigiano risiede nel coraggio: il coraggio di dare fiducia ai tanti calciatori giovani che si stavano mettendo in luce in Serie A e di escludere dal progetto quei giocatori che, seppure leader emotivi, erano arrivati alle battute conclusive delle proprie carriere. Chiesa, Barella, Locatelli, Bastoni, Kean, Spinazzola e Donnarumma, in uno con l’infortunato Zaniolo, rappresentano il presente e il futuro di una selezione forte che ha nella coesione e nel gioco di squadra il suo punto di forza.

Certo, magari dal punto di vista squisitamente individuale le altre Nazionali vantano dei calciatori di qualità assoluta che mancano alla squadra di Mancini, ma il calcio resta pur sempre un gioco di squadra e con l’organizzazione e lo spirito giusto è ancora possibile sopperire alle lacune tecniche. Vedremo cosa gli azzurri riusciranno a fare già a partire dal prossimo Europeo, ma l’impressione è che finalmente il vento sia cambiato.


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