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Mediocri di tutto il mondo vi siete uniti. E avete vinto

Attualità & Cronaca

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Editoriale di Daniela Piesco Co-direttore Radici

L’indifferenza è la vendetta che il mondo si prende sui mediocri.” Oscar Wilde.

Di poche cose ho certezza. La prima è che non basterebbero 100 vite in fila per apprendere solo lo stretto necessario per poter argomentare con competenza.

Un altra certezza è quella di vivere in un momento storico di forte innovazione che, purtroppo, non riesce ad esprimere un valore culturale nemmeno paragonabile a quelli del passato.

È impressionante l’ignoranza della società di oggi. Una mediocrità diffusa che alimenta il convincimento di essere tutti belli, forti, capaci di capire tutto, di sapere tutto, di poter mettere lingua su tutto.

Lo specchio della bassezza del mondo in cui viviamo sono le nostre città

Le strade sono sporche, ma siamo noi che le sporchiamo; gli amministratori non le fanno pulire, ma siamo noi che abbiamo scelto quegli amministratori e quando cambiamo il nostro voto, scegliamo sempre l’amico dell’amico perché forse ci può aiutare…

La donna deve essere bella perché si deve esibire agli amici e non importa poi se non la si conosce realmente e se l’uomo,sotto sotto non è più ‘uomo’ ..

Vale non ciò che è ma ciò che appare.

Vale molto di più un trafficante di droga che ha sulla coscienza tante vite spezzate, ma che vive in ville sfarzose, cammina in Ferrari e da’ stupende feste e festini a base di sballo di vario genere, di un oscuro ricercatore che passa la sua vita in strane ricerche che forse domani potranno salvare tante vite, ma che nel migliore dei casi può permettersi un monolocale ed un’utilitaria di quarta mano.

Vale molto di più una prostituta d’alto bordo vestita all’ultima moda con addosso capi tutti firmati e che è sempre al centro degli interessi dello spacciatore di cui sopra, di una mamma che dedica la propria vita a crescere i figli che ha messo al mondo cercando di educarli ai valori fondanti di una società a dimensione umana.

Mai arrendersi alla mediocrità

Che follia ancora penso ai valori umani!

Sono proprio ridicola !

La velina televisiva o Grazia Deledda? Che domanda banale!

C’è una frase che è rimasta aggrappata alla memoria di Rita Levi Montalcini, la “signora delle scienze”, l’unica donna italiana ad aver mai vinto un Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia. Una frase che in due righe riassume perfettamente la grandiosità del suo personaggio. Ovvero: “Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”.

Cosa spinge a considerare perifericamente il mondo della cultura? Forse che un popolo abituato a fruire del sapere con coscienza e curiosità, può costituire un pericolo di costante destituzione per una classe politica depauperata di ogni afflato costruttivo?

Asinocrazia

“Asinocrazia”, diceva Giovanni Sartori, grande maestro di studi politici Definiva così le classi dirigenti della politica italiana, nella lunga stagione della crisi dei partiti. Non per disprezzo della politica, ma proprio perché ne aveva un’alta opinione e ne soffriva il degrado, di relazioni, competenze, capacità d’ascolto, indirizzo e governo

Ma oggi proprio la parola è in crisi, perché banalizzata o inquinata dall’uso delle fake news, delle falsificazioni, da una propaganda sbrigativa che fa perno sulle emozioni più radicali e viene velocemente amplificata, senza critica competente, dai media digitali.

Rivolgo un appello ai ragazzi che domani ritorneranno a scuola

Studiate !

La scuola ha tra i suoi fondamentali compiti quello di fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia e, infine, formare alla cittadinanza e alla vita democratica

Il ruolo della scuola è di educare, e di formare i ragazzi in modo che siano pronti per affrontare la vita,insegnando la libertà di pensiero e l’indipendenza.

L’istruzione è un dovere anche verso la società: imparare a stare con gli altri, creando un rapporto costruttivo; acquisendo gli strumenti adatti per partecipare attivamente alla vita sociale, politica e culturale del nostro paese, offendo un contributo alla società stessa.

Perchè l’istruzione è uno strumento potentissimo: senza di questa, senza cultura si è ignoranti, ovvero si ignorano le cose, anche quelle basilari, non si conoscono i propri diritti e si può essere più facilmente sottomessi.

Lo studio, la cultura e l’istruzione rendono liberi, aprono la mente, fanno ragionare

Ma la scuola deve saper ascoltare, prima di agire. La scuola, oggi, deve formare persone che sappiano affrontare positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, presenti e futuri, persone resilienti, quindi capaci di adattarsi e reinventarsi in ogni momento della propria esistenza.

Un futuro senza scuola significa innanzitutto analfabetismo, Questo vuol dire impedire alla gente di conoscere le proprie origini, di sapere come siamo arrivati fin qui, di essere autonomi nelle scelte e nelle decisioni, di poter contare su se stessi.

Anche perché, diciamola tutta, un mediocre che cerca di imparare sempre qualcosa è pur sempre meglio di uno che crede di non aver bisogno di imparare.

E mi torna alla mente una frase del libro ‘ Chi c’è in quel film? : ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood’ di Peter Bogdanovich

A un certo punto Bogdnovich chiede a Lewis cosa ha imparato dai registi non tanto bravi con cui ha lavorato e lui risponde così:

Ho imparato la psicologia dei non tanto bravi.
I non tanto bravi non sanno di essere non tanto bravi. Anzi, anzi: pensano di essere bravi, ed è lì che io comincio a tenerli d’occhio molto ma molto attentamente. E’ più forte di me, mi attraggono come una calamita. Ricordo che una volta, a un regista che resterà innominato, dissi: “Ma quando dici ‘Buona’, tu ce l’hai un’idea di quello che stai facendo?”

Daniela Piesco 

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Stampa Parlamento 

pH Paolo Barbera 

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