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Migranti. Papa Francesco, “non chiudere porte alla loro speranza”. Inaugurato l’ “Angel Unwares”

Attualità & Cronaca

“Non chiudiamo le porte alla loro speranza. Camminare insieme senza pregiudizi e senza paure, ponendosi accanto a chi è più vulnerabile. Migranti, rifugiati, sfollati, vittime della tratta e abbandonati. Siamo chiamati a costruire un mondo sempre più inclusivo che non escluda nessuno”,

Nella 107.ma Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, Papa Francesco invita ancora una volta l’umanità intera – non solo quella credente – a tendere la mano verso questa gente che soffre. Il cammino da proseguire è quello “Verso un Noi sempre più grande”, che è proprio il tema della ricorrenza odierna.

Si rivolge a loro, ai migranti che affrontano viaggi sorretti solo da speranza, Papa Francesco all’Angelus in Piazza San Pietro.   Dobbiamo camminare insieme, continua Francesco, liberandoci dei pregiudizi, delle paure per metterci accanto a chi “è più vulnerabile, migranti, rifugiati, sfollati, vittime della tratta e abbandonati. Siamo chiamati a costruire un mondo sempre più inclusivo che non escluda nessuno”.

Il Papa ha parlato anche alla chiesa che non deve escludere:” La parola ‘diavolo’ – ricorda con parole ferme- insinua sempre sospetti per dividere ed escludere la gente”.

E ai cristiani dice: “A volte anche noi, invece di essere comunità umili e aperte, possiamo dare l’impressione di essere ‘i primi della classe’ e tenere gli altri a distanza”.

Francesco ha poi salutato e ringraziato le diverse comunità etniche presenti in Piazza San Pietro con bandiere di diversi formati e colori. Un saluto va pure all’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma, al Centro Astalli ed ai rappresentanti di “APRI”, il progetto della Caritas Italiana (il nome è l’acronimo dei quattro verbi indicati dal Papa “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”), che prevede l’accoglienza di migranti e rifugiati nelle diocesi italiane che offrono la loro disponibilità.  “Grazie a tutti per il vostro impegno generoso!”, dice Francesco.

Infine il Papa chiede a tutti i presenti, prima di lasciare Piazza San Pietro, di avvicinarsi al monumento “Angel Unwares” (Angeli inconsapevoli), scultura in marmo nero realizzata dall’artista canadese Timothy Schmalz, ispirata dal cardinale Michael Czerny, sottosegretario della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale, inaugurata nel 2019 dallo stesso Pontefice.

Realizzata a grandezza naturale, raffigura un gruppo di migranti e rifugiati provenienti da diversi contesti culturali e periodi storici, tutti insieme su una zattera. Una copia è stata esposta negli Stati Uniti. In piazza San Pietro è collocata sul colonnato di destra, guardando la Basilica, quale monito e messaggio sul dramma delle migrazioni, con un chiaro rimando alle parole dell’apostolo Paolo nella Lettera agli Ebrei: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli”.

“Soffermatevi sullo sguardo di quelle persone e cogliete in quello sguardo la speranza che oggi ha ogni migrante di ricominciare a vivere. Andate là, vedete quel monumento. Non chiudiamo le porte alla loro speranza”.   La chiusura è uno dei grandi mali della storia. Francesco sottolinea che crea distanze anche da chi non la pensa come noi. Dobbiamo ascoltare:” l’assolutismo spesso ha generato dittature e  tante violenze nei confronti di chi è diverso”.AgenPress


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