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Morning bell: Cosa si aspettano i mercati

Economia & Finanza

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alle ore: 02:34

Le borse provano a rimbalzare dopo una settimana molto difficile per Wall Street.

© DYCJ / IMAGINECHINA / IMAGINECHINA VIA AFP – La Borsa di Shanghai

AGI – I mercati provano a rimbalzare dopo una settimana molto difficile per Wall Street. A New York i listini chiudono misti al termine di una seduta volatile e incerta. L’indice Dow Jones segna -0,33%, l’S&P 500 cede lo 0,12%, entrando in bear market, e il Nasdaq guadagna lo 0,06%. I tre principali indici si apprestano a chiudere l’ottava in ribasso del 3,5%.

Tuttavia in Asia le Borse salgono e i future a Wall Stret e in Europa avanzano, dopo che Jerome Powell, appena riconfermato alla guida della Fed dal Senato Usa, fa sapere che a giugno e luglio la banca centrale Usa rialzera’ i tassi di mezzo punto, escludendo così, per ora, il temuto aumento dello 0,75%. In Asia Tokyo avanza di oltre il 2,5%, Hong Kong del 2% e Shanghai di oltre mezzo punto percentuale.

A Wall Street i future avanzano intorno all’1% dopo una sessione contrastata, in cui gli indici hanno recuperato un po’ nel finale dopo essere arrivati a perdere oltre il 2%. Giù i big tecnologici, con Apple in calo del 2,69% e Microsoft a -2%, mentre Meta e’ salita dell’1,32%. Nel complesso, il settore tech ha perso il 2,31%, mentre le utility hanno ceduto l’1,33%. Resta volatile l’obbligazionario Usa. I T-Bond a 10 anni hanno scambiato in ribasso al 2,59% e ora sono risaliti al 2,88%, comunque in calo rispetto al 3,2% di inizio settimana.

Il rendimento del due anni, che è più sensibile alle prospettive della politica monetaria, è sceso al 2,58%. “Quello che stiamo vedendo è che l’inflazione sta iniziando a rallentare, ma meno di quanto avessimo sperato. Quindi penso che i mercati siano ancora spaventati da questo”, commenta Gene Goldman, chief investment officer di Cetera Investment Management.

“Il problema è che se ora la Fed sarà troppo aggressiva, danneggerà la crescita e se invece sarà troppo ‘colomba’ favorirà l’alta inflazione e danneggerà i consumi, e quindi anche la crescita”. Di qui le dichiarazioni, né troppo ‘falco’, né troppo ‘colomba’ di Powell, il quale ha comunque assicurato che la lotta all’inflazione non sarà indolore.

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