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Morning Bell: mercati procedono contrastati, riemergono le incertezze legate alla guerra

Economia & Finanza

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alle ore: 03:31

Il rally a Wall Street si offusca nell’after hour, quando Apple, dopo un inizio di anno smagliante, rivela problemi nei rifornimenti e nella tenuta della domanda in Cina. Risale il prezzo del petrolio, con il Wti sopra quota 106 dollari al barile e il Brent che avanza a 108 dollari-

© WANG SHEN / XINHUA / AFP
– Borsa di Hong Kong

AGI – I mercati procedono contrastati. Il rally di ieri a Wall Street si offusca nell’after hour, quando Apple, dopo un inizio di anno smagliante, rivela problemi nei rifornimenti e nella tenuta della domanda in Cina.

Riemergono così le incertezze legate alla guerra, ai futuri aggressivi rialzi dei tassi della Fed, ai lockdown in Cina e al rallentamento dell’economia globale.

In Asia, i listini sono in rialzo, anche se i focolai di pandemia, soprattutto a Shanghai, continuano a destare preoccupazione e Pechino mantiene alta la guardia della sua politica di ‘zero Covid’.

Tokyo è chiusa per festività e salgono le Borse di Shanghai e soprattutto quella di Hong Kong. I future a Wall Street sono deboli e misti, dopo la chiusura in rally di ieri, che ha visto il Dow Jones salire del 2,01%, il Nasdaq del 3,30% e lo S&P 500 del 2,66%.

A frenare l’euforia nell’after hour è la delusione per i risultati di Amazon e soprattutto per Apple, la quale, dopo aver annunciato ricavi e utili record e sopra le le stime nel secondo trimestre fiscale ha mostrato preoccupazione per i prossimi mesi, specie riguardo alle vendite in Russia e ai rifornimenti e alla tenuta della domanda in Cina.

Gli investitori guardano già a mercoledì prossimo quando la Fed annuncerà un aumento di almeno 50 punti base dei tassi Usa. Un po’ di ottimismo arriva dai consumi, il motore della locomotiva a stelle e strisce, che sono saliti dello 0,7%, nonostante la variante Omicron abbia inciso sulle spese di ristoranti, viaggi e servizi.

Sul fronte valutario l’euro resta debole sotto 1,06 dollari ma risalendo dai minimi toccati ieri sotto 1,05 dollari, il calo più forte dal 2015.Lo yuan perde terreno, scivolando ai minimi degli ultimi 18 mesi sul biglietto verde.

Risale il prezzo del petrolio, con il Wti sopra quota 106 dollari al barile e il Brent che avanza a 108 dollari. A scaldare il mercato le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal secondo cui la Germania non sarebbe più contraria a un embargo sul petrolio russo, aprendo così la strada a una decisione in questo senso a Bruxelles questa la prossima settimana. Intanto il Congresso Usa approva la Lend-Lease Act del 1941, che ha permesso a Washington di rifornire l’esercito britannico contro Hitler.

Il presidente Usa ha chiesto per l’Ucraina a Capitol Hill uno stanziamento di altri 33 miliardi di dollari (di cui 20 in armi), che si sommerebbero ai 13,6 miliardi approvati il mese scorso. Il segretario generale dell’Onu, Guterres, che ieri ha incontrato il presidente ucraino, si è detto “sconvolto” per le bombe lanciate dai russi durante la sua visita a Kiev. “Dobbiamo fare di tutto per rendere impossibile un conflitto atomico” ha dichiarato. Oggi occhi puntati sui prezzi al consumo di Italia, Francia e Eurozona, che usciranno contestualmente a quelli sul Pil di Germania, Italia, Spagna ed Eurozona.

“Tutti questi dati – spiega Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte – vanno valutati contestualmente e per i mercati possono diventare un test per valutare i rischi di stagflazione. In altre parole, se effettivamente l’inflazione europea dovesse continuare a salire ma ad un ritmo decrescente e la crescita economica dovesse frenare, questo per le Borse potrebbe significare lo spettro della stagflazione e cioe’ un pericoloso mix di inflazione in rialzo e di rallentamento della crescita”.

Usa: a sorpresa, Pil cala dell’1,4% nel primo trimestre

L’economia statunitense si è contratta oltre ogni previsione nel primo trimestre dell’anno, scivolando in negativo per la prima volta da metà 2020. Il Pil, aggiustato per l’inflazione, è sceso dello 0,4% nei tre mesi iniziali dell’anno, in che significa che è calato dell’1,4% su base annualizzata.

Una netta frenata rispetto al +6,9% segnato negli ultimi tre mesi del 2021 e anche sorprendente per il mercato, che si attendeva un aumento dell’1,1%. Il declino e’ derivato principalmente dalle due componenti più volatili dell’indice: le scorte e il commercio internazionale. Anche la diminuzione delle spese del governo ha influito negativamente sulla crescita.

Un po’ di ottimismo, per gli analisti, arriva dai consumi, il motore della locomotiva a stelle e strisce, che sono saliti dello 0,7% congiunturale e del 2,7% annualizzato, nonostante la variante Omicron abbia pesantemente inciso sulle spese per ristoranti, viaggi e servizi vari. Inoltre a due anni dall’inizio della pandemia, l’economia Usa si ritrova ad affrontare nuove sfide, tra cui le interruzioni della catena di approvvigionamenti, la guerra in Ucraina, la carenza di manodopera, i lockdown in Cina e l’alta inflazione. E sullo sfondo c’è il rialzo dei tassi, avviato dalla Fed a marzo e che proseguirà a ritmi sostenuti nei prossimi mesi.

Battere l’inflazione resta infatti la sfida più importante per l’economia statunitense, anche a costo di penalizzare un po’ la crescita. L’aspettativa della Fed e del governo di Washington sono che l’economia americana sia in grado di reggere alle strette monetarie, contenendo l’inflazione e tornando a una modesta crescita economica nel secondo semestre. Guardando al futuro, gli economisti del Wall Street Journal stimano un aumento del Pil Usa del 2,6% nel quarto trimestre 2022 rispetto all’anno precedente, pari alla crescita annua del 2019 ma ben al di sotto al +5,5% registrato lo scorso anno.

Apple: ricavi e utili oltre attese ma timori per Russia e Cina

Apple porta a casa utili e ricavi sopra le attese nei primi tre mesi dell’anno ma non nasconde le sue preoccupazioni per le ripercussioni delle vendite in Russia e in Cina nei prossimi mesi e per le carenze negli approvvigionamenti. Il titolo chiude in rialzo del 4,5% a Wall Street ma frena di oltre il 2% nell’after hour, dopo una buona partenza.

La casa di Cupertino, nel secondo trimestre fiscale registra ricavi record nelle vendite complessive, cresciute dell’8,6% a 97,2 miliardi di dollari, sopra le attese di 93,9 miliardi, mentre l’utile è stato di 25 miliardi, contro gli attesi 23,2 miliardi. Il fatturato trimestrale mondiale delle vendite di telefoni è stato di 50,6 miliardi, in aumento del 5,5% rispetto a un anno fa e oltre le attese. Apple ha anche annunciato un aumento del 5% del dividendo e l’ok al riacquisto di ulteriori 90 miliardi di dollari di azioni.

Tuttavia il cfo Luca Maestri ha avvertito che lo stop alle vendite in Russia taglierà profondamente I ricavi del terzo trimestre fiscale, aggiungendo che i problemi nella catena degli approvvigionamenti danneggeranno le vendite dei prossimi tre mesi da 4 a 8 miliardi piu’ che nel secondo trimestre. Inoltre il gruppo risentirà nei rifornimenti per i lockdown a Shanghai e subirà conseguenze per il calo della domanda in Cina.

L’amministratore delegato Tim Cook ha precisato che quasi tutte le fabbriche cinesi di assemblaggio finale dei prodotti Apple hanno ripreso l’attivita’ dopo le recenti chiusure per Covid e ha avvertito che la società non fa previsioni sulla fine della carenza di chip, che interesserà soprattutto i prodotti più vecchi. E ha aggiunto di sperare che i problemi legati al Covid siano “transitori” e “miglioreranno col tempo”.

A questo proposito più di un analista ha commentato che l’outlook di Apple manca si chiarezza. “Eravamo tutti alla ricerca di una guida migliore su ciò che sta realmente accadendo laggiù (in Cina) … ma questo non è venuto fuori”, ha detto Louis Navellier, chief investment officer di Navellier & Associates.

Amazon delude e chiude in rosso di 3,8 miliardi il primo trimestre

Delude Amazon, che chiude i primi tre mesi dell’anno in perdita di 3,8 miliardi di dollari, e prevede per il secondo trimestre vendite tra i 116 e i 121 miliardi, più basse dei 125 miliardi stimate dagli analisti. Il titolo di Amazon, dopo aver chiuso positivo di oltre il 4%, affonda nelle contrattazioni dell’After-hour, dove arriva a perdere il 10%.

A pesare sui conti è soprattutto la perdita da 7,6 miliardi sul suo investimento in Rivian, la società che produce veicoli elettrici, la quale ha perso più della metà del suo valore nei primi tre mesi dell’anno. La società di Jeff Bezos nel primo trimestre ha registrato un calo delle vendite online del 3,3% a 51,13 miliardi, mentre quelle nei negozi fisici sono salite del 17% a 4,59 miliardi.

I ricavi di Amazon Web Service sono saliti del 37% a 18,44 miliardi, sopra le attese degli analisti. Meglio del previsto anche le vendite in Nord America, cresciute del 7,6% a 69,24 miliardi. Amazon ha aumentato i prezzi di Prime, il suo club di fast shopping, che ha raccolto più di 200 milioni di abbonati e ha generato un aumento del 17% delle vendite negli Usa.

La società si aspetta che i suoi risultati operativi questo trimestre oscillino tra una perdita di un miliardo di dollari e un utile di 3 miliardi, contro i 7,7 miliardi di dollari di profitti di un anno prima.

Germania: inflazione sale al 7,4% ad aprile

L’inflazione in Germania è aumentata ad aprile al 7,4%, il massimo dall’autunno del 1981, a causa della guerra mossa dalla Russia contro l’Ucraina e del rincaro dell’energia.

E’ quanto si apprende dai dati preliminari dell’Ufficio federale di statistica. A marzo, l’indicatore era salito al 7,3%. Nel mese che si avvia a conclusione, l’incremento maggiore è stato registrato dai prezzi dell’energia, con un +35,3% su base annua. Tuttavia, il risultato è inferiore al +39,% di marzo. Allo stesso tempo, continua a crescere il costo dei generi alimentari.

Ad aprile, frutta, verdura, carne e bevande erano più care dell’8,5%, mentre a marzo il tasso era del 6,2%. Per i servizi si registra un +2,9% su base annua.

Gli affitti, utenze escluse, sono aumentati dell’1,6%. Per il 2022, il governo federale prevede un’inflazione media del 6,1%, che sarebbe il massimo dal 1981. Nel 2020, l’indicatore era al 3,1%, nel 2020 allo 0,5%.

Germania rinuncia a opporsi a embargo su petrolio russo

La Germania ora è pronta a smettere di acquistare il petrolio russo. Lo rivelano al Wall Street Journal fonti del governo.

Il cambio di rotta di Berlino apre la strada a un divieto dell’Unione europea sulle importazioni di greggio dalla Russia.

Una decisione in questo senso è attesa per la prossima settimana a Bruxelles, pur essendo ancora in fase di negoziazione.

Tutti i 27 Paesi Ue dovranno approvare il divieto all’import petrolifero e alcuni Stati membri, tra cui Ungheria, Italia, Austria e Grecia, restano cauti circa l’impatto economico dell’embargo.

Le mosse di Bruxelles sul petrolio arrivano dopo lo stop di Mosca alle vendite di gas a Polonia e Bulgaria, i quali si sono rifiutati di pagare le importazioni in rubli.

I Paesi europei versano attualmente circa un miliardo di euro al giorno a Mosca per l’acquisto di prodotti energetici. Questi fondi di fatti finanziano la guerra della Russia all’Ucraina.

Gazprom: utili record nel 2021 a 29 miliardi dollari

Il colosso russo deil gas Gazprom resistra guadagni record nel 2021 a 2090 miliardi di rubli (29 miliardi di dollari) dai 135 miliardi di rubli del 2020, grazie all’aumento dei prezzi el greggio e del gas. Il gruppo prevede un calo del 4% dei livelli produttivi quest’anno a causa delle sanzioni occidente.


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