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Nel Giardino di Boboli trova casa uno sciame di api

Arte, Cultura & Società

Gli insetti si sono sistemati in una feritoia dell’antico muro lungo il viale che porta alla Limonaia. Per Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, questa presenza è un dono inaspettato e generoso della natura 

© Garry Ridsdale / Robert Harding Premium / AFP 
– Il Giardino di Boboli a Firenze 

AGI Questa estate la già folta fauna del Giardino di Boboli è cresciuta grazie a nuove, inaspettate residenti: uno sciame di api mellifere formato da alcune decine di migliaia di esemplari ha scelto di insediarsi in una feritoia dell’antico muro lungo il viale che porta alla Limonaia.

Arrivate nei giorni scorsi, per costruire il loro alveare le api hanno individuato un luogo assolutamente strategico nell’ecosistema del parco mediceo: il punto dove si sono installate dista infatti poche decine di metri da una fonte pressoché inesauribile di nutrimento, il bellissimo giardino della stessa Limonaia, lussureggiante di diverse decine di tipologie di fiori colorati, dove ora ogni giorno le api bottinatrici e i bombi impollinatori possono essere notati mentre ‘pascolano’.

Per giunta, la profondità della feritoia garantisce un sicuro rifugio per la regina dello sciame.
Per assicurare a questi preziosi insetti un’esistenza tranquilla (e per garantire la sicurezza dei visitatori che si trovano a passare nella zona), nell’aiuola antistante il muro dove si trova l’alveare è stata subito installata una protezione in legno verde.

Nei prossimi giorni verrà anche posizionata in loco una segnaletica che informa della sua presenza, invitando a non disturbare le api. In base alle stime degli esperti, le api dovrebbero rimanere nella loro residenza in Boboli almeno per alcuni anni, prima di volare verso nuove destinazioni.
Intanto, sulla pagina Facebook delle Gallerie degli Uffizi nella vigilia di Ferragosto sarà pubblicato un video che racconta la vita quotidiana dello sciame di api di Boboli.

Per la coordinatrice del Giardino di Boboli, Bianca Maria Landi “anche per il Giardino di Boboli le api sono una presenza preziosa. Abbiamo costruito una protezione in legno per loro nel punto esatto dove hanno deciso di mettere su casa, nella feritoia di un antico muro. Una protezione a tutela dell’ingresso del loro alveare e dei nostri visitatori che si troveranno a passeggiare lungo il viale della Meridiana.

Vi chiediamo di aiutarci e di avere la massima attenzione e rispetto per le nostre api, perché possano continuare indisturbate il loro insostituibile servizio nei confronti di Madre Natura. Le api infatti provvedono all’impollinazione di oltre il 70% delle specie vegetali viventi, contribuendo alla produzione di oltre il 35% del cibo. Dalla loro sopravvivenza dipende quella del nostro stesso pianeta”.


“In un periodo in cui la moria delle api in Italia e nel mondo preoccupa gli specialisti per l’equilibrio e la sopravvivenza del nostro ecosistema- -spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – l’arrivo di questo sciame a Boboli è un dono inaspettato e generoso della Natura, che garantirà ancora più rigoglio al giardino. La zona interessata è stata protetta e non vi è pericolo che i visitatori vengano punti: alle api interessano piante e fiori, sui quali lavorano con grande impegno”.

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