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Nell’afa di Frosinone il Bari perde ma non sfigura

Sport & Motori

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alle ore: 20:17

Foto SSC Bari

Novanta minuti sotto il caldo asfissiante ma il Bari ce l’ha messa tutta per non sfigurare pur non rendendosi mai pericoloso sotto porta. Il Frosinone ha ottimizzato l’unica occasione con Moro che di testa ha beffato Frattali nel primo tempo, poi solo noia, col Bari che ha preso il pallino del gioco costruendo molto ma fermandosi quando c’era da entrare in area di rigore.

Dorval così così, primo tempo con qualche pecca che ha confermato la sua difficoltà nel gestire la fase difensiva, secondo tempo meglio sulla fascia sinistra come ala, anche perché in difesa non c’è stato bisogno del suo apporto vista l’inconsistenza del Frosinone da quelle parti. Anche D’Errico ci ha messo del suo con qualche errore di troppo come purtroppo ci ha abituato spesso nel corso del campionato scorso, poi normale amministrazione in campo, del resto il senso di queste gare è collaudare certi meccanicismi possibilmente con una temperatura accettabile, ma oggi non c’è stato verso di accelerare e di far vedere qualcosa di più, troppo evidenti i carichi di lavoro nei rispettivi ritiri oltre al suddetto caldo. Poi nel secondo tempo son cambiati gli uomini per entrambe le squadre e la gara non ha raccontato più nulla dal punto di vista tattico se non che il Bari ha continuato nel possesso palla sterile.

Impossibile pretendere brillantezza di 23 luglio con quasi 40 gradi, non è questo il momento, ci vogliono altre gare ma soprattutto ci vuole ancora tempo.

Certo, perdere non fa mai bene a nessuno, tutti vorrebbero non perdere anche in certe gare amichevoli come questa, però al di là di qualche giocata, possiamo dire che il Bari non ha sfigurato al cospetto di un Frosinone esperto, pronto per il campionato a venire, un Frosinone che ha rivoluzionato la squadra con tanti nuovi innesti, a differenza del Bari che, al di là di Vicari e Dorval, ha mantenuto la stessa intelaiatura dello scorso anno.

Sono entrati Cangiano e Benedetti ma la sostanza non è cambiata. Una volta si parlava di “calcio d’agosto” nell’accezione della valenza di certe gare vicina allo zero, non ne parliamo di quelle di luglio, allora.

I 37 gol contro gli adolescenti molisani e abruzzesi siglati a Roccaraso non hanno fatto testo come era nella logica, ma anche la sconfitta in Ciociaria non deve far suonare alcun campanello d’allarme se non quello che occorre prendere atto che all’attualità Mignani ha la stessa rosa di quella dello scorso anno al netto di Vicari e qualche giovanotto che sicuramente partirà dalla panchina e pertanto occorre lavorare in questa direzione quanto prima.

Massimo Longo

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