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Nemesi di Paolo Bertelli

Arte, Cultura & Società

Pubblicato da:

alle ore: 19:03

Con Nemesi di Paolo Bertelli ci ritroviamo immersi durante nella Grande Guerra. Una delle guerre più cruenti che il mondo abbia conosciuto e che di certo non può essere dimenticata. Un romanzo di storia contemporanea con i suoi lati oggettivi, oscuri e crudi, ma possiamo leggere anche di sentimenti e azioni personali. Sicuramente troviamo un‘individuo di fronte alla miseria dell’animo umano e alla cattiveria dello stesso.

Amico e nemico uno di fronte all’altro in una guerra di delirio dove regnano promesse, sentimenti e incertezze. Sicuramente uno scenario percepibile, anche se non vissuto, e un tema che suscita compassione e amore allo stesso tempo. Dramma, tristezza mista a malinconia. Ma cosa sarebbe il mondo senza la ricostruzione del passato? Il libro è anche un invito alla memoria che l’autore ha sapientemente miscelato con un lato fantasy. Paolo Bertelli riesce a scrivere in modo fluido di uomini impauriti che cercano di sopravvivere.

Trama: Londra nei mesi immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale. Erik è un brillante scienziato che insieme ad Amanda, lavora a forme di energia alternative. Erik inizia ad avere strani sintomi, sente delle voci che lo chiamano, immagini dove tenebra e luce sembrano combattere tra loro, rumori di esplosioni, di grida, di morte. Si troverà a dover lottare contro misteriosi personaggi che si fanno chiamare Guardiani, in una realtà che verrà stravolta e a dover sventare una minaccia nucleare. La stessa storia della civiltà umana sarà messa in dubbio da rivelazioni che avrà difficoltà ad accettare. In un crescendo di colpi di scena, in un’Europa devastata dalla guerra, mistero, fedeltà e amore si intrecciano in un finale che lascia in sospeso spalancando le porte al seguito.

Ora incontriamo l’autore con questa intervista

Come nasce l’idea del romanzo?

Era una cosa che avevo in testa da molto tempo, per quanto riguarda la parte diciamo più fantastica della storia. L’ho unita alle mie passioni (sono chimico) e alla voglia e necessità, comunque, di creare un qualcosa che fosse ambientato nella realtà di fatti veramente accaduti. Volevo che in qualche modo si discostasse dalle trame classiche dei fantasy e che facesse riflettere il lettore su alcune tematiche che ritengo, nel mio piccolo, importanti.

Credi che il tema della guerra sia fondamentale oggi nella letteratura?
Credo che nella letteratura sia importante trasmettere qualcosa al lettore. Può essere la guerra, le ingiustizie, il tema ambientale, la tolleranza, l’amore. Certo le guerre hanno segnato da sempre la nostra civiltà, disegnandone il destino politico e umano. Le guerre mondiali sono state gli eventi più devastati mai accaduti e purtroppo han fato vedere tutto il peggio di cui l’uomo è capace. Non ci si può sorprendere adesso della nostra mancanza di rispetto verso ciò che ci circonda e verso la Terra che ci ospita.

Può essere un modo per commemorare e comprendere scenari che a volte ci sfuggono?
Il problema è proprio quello che a volte ci sfuggono, o peggio ancora ce le facciamo scivolare addosso sottovalutandole per egoismo o interesse. Quindi si, la scrittura è sicuramente un modo e un mezzo per commemorare, denunciare o ricordare molti fatti accaduti. Di recente ho scritto una one shot anch’essa fantasy ma dove ho voluto commemorare i fatti realmente accaduti a Sand Creek. Un libro da sempre aiuta il lettore a volare di fantasia, a lavorare di immagine, è una TV dove il regista è si lo scrittore, ma la scenografia la crea chi legge. A maggior ragione può aiutare a far comprendere e riflettere su qualsiasi questione ed evento passato, presente e futuro.

Trattando i sentimenti e il rispetto, la lealtà, gli stati d’animo, hai attinto anche da un tuo bagaglio emozionale? Si, è stata molto spontanea come cosa. Soprattutto per quanto riguarda il protagonista, forse perché questo è il mio primo libro, è venuto naturale trasmettergli il mio carattere e pensare a come avrei reagito io di fronte a certe situazioni o eventi. Penso che se ognuno di noi avesse dei principi di rispetto verso il prossimo, chiunque esso sia, o facesse comunque del suo meglio in questo, aiuterebbe la nostra società a essere migliore. Anche se è difficile, perché la frenesia di tutti i giorni ci assorbe pensieri e forza, sforziamoci di aprire gli occhi e guardare al di là del muro del nostro orticello.

Come ti relazioni a questo libro? Cosa ti ha lasciato? Quando lo guardo spero sia solo un punto di partenza e che lasci qualcosa su cui riflettere ed emozionarsi in chi lo legge. Mi ha lasciato la gioia di aver conosciuto persone bellissime con cui confrontarmi, le ragazze dell’Agenzia Brassotti, la casa editrice Pluriversum e altre che mi hanno aiutato nel viaggio di questa storia. Scrivere aiuta ad aprire la mente e il cuore oltre ad ampliare le proprie conoscenze nella documentazione di tante piccole cose, eventi che vuoi riportare o descrivere.

a cura di Stefania Pittino

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