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Nessuno e’ perfetto

Politica

Mentre si dibattere sull’Italia che sarà, gli antagonisti, prese le loro “posizioni”, intendono andare oltre. Sul campo del “dire” e del non “fare”, resta un’economia esanime. Se si escludono le sceneggiate, anche abilmente realizzate, non c’è nulla di veramente nuovo sul fronte politico nazionale. Per governare, occorre un programma che non abbiamo ancora rilevato. Certo è che tutti i partiti, piccoli, grandi, vecchi e nuovi, sembrano avere molto da dire. Ma poco da realizzare nel concreto.

Perché bisogna, essere anche messi nelle condizioni di poter favorire quelle riforme istituzionali che dovrebbero traghettare l’Italia dal vecchio al nuovo. Anche dopo la Pandemia. Il nostro sistema è minato da una patologia compromissoria che, per nostra buona sorte, può essere cambiata. Basta volerlo. Quello che c’indispettisce sono le posizioni di studiata “imparzialità”. O si è “pro” o si è “contro”. Dopo il rinnovo della legge elettorale, meglio tornare al voto.

Resta l’incognita dei milioni di voti dall’estero che avranno un loro peso sugli equilibri politici nazionali. Di fatto, le prospettive politiche ci sembrano “rivissute”. Vale a dire scadenti. A decidere sarà l’affluenza al voto e le preferenze che ne deriveranno. Ritornerà la politica dei piccoli passi? Anche perché la strada da percorrere sarà ancora in salita. Con la teoria che è meglio un “uovo” oggi, che una “gallina” domani, si tirerà avanti. Anche i politici, si sa, non sono immutabili. Non a caso, c’è chi ha deciso di “rinnovare” la sua attività. A quelli che, invece, intendono “lasciare”, offriamo, da subito, il nostro plauso.

Giorgio Brignola

 


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