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“Non sarà un Sinodo dei Vescovi, ma un’assemblea ecclesiale”

Oltre Tevere - Vaticano

di Claudio Gentile

La XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” in programma nel 2023 “non sarà un Sinodo dei Vescovi” come finora è stato conosciuto, ma “un’assemblea ecclesiale”. A dirlo il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, presentando questa mattina in Vaticano il Documento Preparatorio ed il Vademecum per il Sinodo sulla Sinodalità.

I due documenti sono stati elaborati dalla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi per animare la “prima fase dell’itinerario sinodale”.

Secondo le indicazioni di Papa Francesco, infatti, il Sinodo sarà un processo per tappe.

La prima sarà il 10 ottobre prossimo quando il Papa aprirà il “processo” con una celebrazione eucaristica in Vaticano e la settimana successiva faranno lo stesso i singoli vescovi nelle cattedrali delle proprie diocesi.

Il percorso si snoderà poi in tre fasi (diocesana, nazionale e continentale), che daranno vita a due differenti “Instrumentum Laboris”, e si concluderà nel 2023 con il Sinodo dei Vescovi vero e proprio in Vaticano.

Il documento presentato oggi alla stampa specifica che la sinodalità deve essere intesa “come forma, come stile e come struttura della Chiesa”. Ciò deve permettere ad ogni fedele “di vivere un processo ecclesiale partecipato e inclusivo, che offra a ciascuno – in particolare a quanti per diverse ragioni si trovano ai margini – l’opportunità di esprimersi e di essere ascoltato per contribuire alla costruzione del Popolo di Dio”.

“La sinodalità – continua il testo – rappresenta la strada maestra per la Chiesa, chiamata a rinnovarsi sotto l’azione dello Spirito e grazie all’ascolto della Parola. La capacità di immaginare un futuro diverso per la Chiesa e per le sue istituzioni all’altezza della missione ricevuta dipende in larga parte dalla scelta di avviare processi di ascolto, dialogo e discernimento comunitario, a cui tutti e ciascuno possano partecipare e contribuire”. A tal fine i Vescovi “abbiano cura di raggiungere tutti. Il senso del cammino a cui tutti siamo chiamati è anzitutto quello di scoprire il volto e la forma di una Chiesa sinodale, in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l’uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo. Il Vescovo di Roma richiede a tutti i Vescovi e a tutte le Chiese particolari, nelle quali e a partire dalle quali esiste l’una e unica Chiesa cattolica di entrare con fiducia e coraggio nel cammino della sinodalità”.


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