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Nonni perdonateci

Arte, Cultura & Società

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alle ore: 10:10

Oggi è la giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani istituita da Papa Francesco. Siamo troppo presi dal dinamismo di un mondo che da circa tre decenni ha cominciato a andare troppo veloce travolgendo innanzi a sé anche quanto di buono trovava.

È la cosiddetta globalizzazione che con gli intenti di inclusione sociale e contrasto delle discriminazioni non ha tenuto conto nel suo programma degli anziani, dei nonni, non di rado relegandoli ad uno scarto come quando un vecchio capo di abbigliamento non lo mettiamo più perché pur piacendoci non si usa più. Non lo buttiamo, ma rimane per anni lì in fondo a un cassetto che non riapriremo quasi mai.

È una cultura mortificante e inesorabile quella a cui assistiamo ove non bastano gli appelli della Comunità Internazionale, neppure quelli del mondo religioso di qualsiasi orientamento e non è bastata neppure la strage causata dalla Pandemia, tutt’ora in corso, a consentire la protezione della nostra vera ricchezza che è rappresentata dall’esperienza, dalla saggezza, dalla memoria, DAI NONNI E DAGLI ANZIANI.

Con drammatica facilità si è associata la fragilità di un mondo di persone, non di rado di eroi, che hanno affrontato i sacrifici e le guerre che oggi ci fanno respirare il senso di libertà che ci venne sottratto, mentre è la condanna del fragile che appare in tutta la sua imperdonabile impostazione etica di una globalizzazione miope e irriconoscente verso la base del benessere che viviamo oggi.

Ma dobbiamo chiederci: questo è il benessere? Cosa è il benessere senza la considerazione della storia e della memoria che lo ha creato?

Ora più che mai occorrono politiche urgenti e inclusive in favore della protezione degli anziani ove i tavoli di lavoro, le relazioni e i congressi non bastano. Servono i fatti.

Dobbiamo prendere atto dell’impatto socio economico che comporta la nostra società ove per ogni 4 persone viventi ve ne è una anziana. L’Italia, dopo il Giappone ha l’indice di vecchiaia più elevato del mondo ma nonostante questo dato ben noto da anni, non si vede l’attuazione di politiche efficaci in favore dei nonni e degli anziani a cominciare dalla misura delle pensioni e dalla rete dell’assistenza. Ascoltiamo solo annunci, speriamo ancora per poco.

Solo dopo la strage causata dalla Pandemia e l’impreparazione organizzativa dei territori nel far fronte alle richieste di assistenza, L’Europa ha assegnato all’assistenza domiciliare una vagonata di miliardi. All’Italia ne sono andati una parte importante attraverso il PNRR ma non si vede alcuna evoluzione organizzativa e soprattutto culturale, di visione.

Ogni giorno che passa senza adottare provvedimenti efficaci di contrasto alle fragilità rappresenta una oggettiva inadempienza delle regioni che invece hanno l’obbligo di assicurare l’adeguata programmazione delle risorse e tempestiva attivazione di servizi efficaci come pure la telemedicina, solo per fare un esempio.

Occorre un rinnovato impegno, il coinvolgimento delle migliori competenze in favore della tutela dei Nonni e degli Anziani senza però mai dimenticare che è l’Umanizzazione che deve essere sempre posta all’apice di ogni programma. L’umanizzazione rivolta verso i servizi alla persona è un principio sostanziale che mostra l’identità di un governo e ci fa capire se alla pur necessaria valutazione statistica dei fabbisogni viene associata una nuova visione verso un fenomeno, quello dell’invecchiamento, che va sostenuto ad ogni costo per rispetto verso chi vive una fragilità, verso chi non la vive e verso noi stessi che non dobbiamo essere “complici” dell’inefficienza.

Non bisogna perdere neppure un attimo, dobbiamo mettere in pratica ogni intento. Chi ha responsabilità politiche e di governo deve attuare le soluzioni programmate, chi non ce le ha può fare al tempo stesso anche molto, abbracciando una persona anziana, donandogli del tempo per un dialogo o la soddisfazione anche di una semplice necessità, dandogli una carezza.

Facciamo questo e anche se non riusciremo a ascoltare l’esplosione di gioia che consegue da questi nobili comportamenti potremo gioire della ricchezza di un ritrovato sorriso, quello dei nonni e degli anziani che è quello di tutti noi perennemente in debito con loro.

Antonio Perruggini

foto https://digilander.libero.it/

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