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No alla chiusura dell’acqua a tutto il condominio

Non si può chiudere l’acqua a tutto il condominio per un solo condomino moroso.

Noi e il Condominio

Non si può chiudere l’acqua al condominio per un solo moroso. Lo ha stabilito il TAR Lazio con la sentenza n. 7720 del 30 giugno 2021. 

Confermata anche la multa da 2 milioni di euro inflitta dall’Antitrust a Publiacqua, gestore del servizio idrico, per “pratiche commerciali scorrette“.

La pratica scorretta incriminata è il “cassettinaggio”.

Consiste nella minaccia di interruzione della fornitura all’intero condominio in presenza di pagamenti parziali della fattura da parte di uno o più condomini.  Si riempiono le cassette postali dei condomini con lettere in cui si minaccia il distacco della fornitura perché qualcuno dei condomini – non indicato – non ha pagato la bolletta. Una tattica che punta tutto sulla paura degli utenti di rimanere a secco d’acqua, anche se in regola con i pagamenti.

Nel caso di specie, il gestore del servizio idrico, aveva inviato all’amministratore del condominio una diffida ad adempiere con minaccia di distacco della fornitura all’intero condominio. La morosità riguardava solo alcuni condomini, ma la minaccia di distacco era rivolta all’intero condominio. Scaduti i termini indicati nella messa in mora, la società aveva ridotto il flusso di acqua all’intero condominio. A seguire, perdurando l’inadempimento, il gestore aveva disposto la rimozione del contatore e il distacco della fornitura all’intero condominio.

Già nel 2019 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva bollato questa pratica come contraria al Codice del Consumo.

L’intervento dell’Antitrust nasceva proprio dalle segnalazioni dei condomini in regola con i pagamenti. Se ci sono morosi nel condominio, perché Publiacqua non si rivolge solo a loro? La società si era difesa spiegando, tra l’altro, che in molti edifici condominiali vi è un unico: il “cliente” in quel caso è l’intero condominio, non il singolo proprietario.

Una spiegazione che non era stata ritenuta sufficiente dall’Antitrust che, come detto, aveva sanzionato la società con una maxi multa di 2 milioni di euro. Provvedimento confermato dal TAR Lazio con la sentenza in commento.

La condotta di Publiacqua – si legge nella sentenza – “è senz’altro riconducibile alla nozione di pratica aggressiva, in quanto idonea a condizionare in modo indebito la libertà di scelta dei consumatori, i quali si vedono costretti a pagare il residuo importo fatturato, non pagato dai condòmini morosi, al solo fine di evitare la riduzione e infine il distacco della fornitura”.

Si tratta di una condotta contraria agli art. 24 e 26 del Codice del Consumo.

Secondo il TAR (e l’Antitrust) la condotta tenuta dal gestore del servizio idrico ha creato un “indebito condizionamento” del consumatore, che “si manifesta sia nella comunicazione effettuata dal professionista, c.d. cassettinaggio, relativa alla interruzione della fornitura idrica a tutti i condòmini, in caso di insolvenza parziale di una fattura di un’utenza condominiale, sia nelle successive fasi di recupero del credito, quali la riduzione del flusso, fino alla sospensione della fornitura idrica al condominio”.

Beneficio di escussione

Non si può chiudere l’acqua al condominio per un solo moroso. Si configura anche una violazione delle norme del codice civile. Il riferimento è all’articolo 63, comma 2, delle disposizioni attuative del codice civile: i creditori del Condominio non possono agire nei confronti dei singoli condomini in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini.

Secondo tale disposizione, dunque, il creditore del condominio (qualunque sia la somma) deve sempre preliminarmente agire nei confronti del condomino o dei condomini non in regola con il pagamento delle spese condominiali.

Nel caso di specie, invece, Publiacqua non ha esperito alcuna iniziativa volta a conoscere gli utenti morosi. Né ha tentato di sospendere la fornitura ai soli condomini morosi. Si è invece rivolta direttamente a tutti i condomini, sospendendo il servizio all’intero condominio.

Giuseppe Nuzzo

Condominiocaffe.it 

 

 

 


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