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Nucleare – Angoscia e paure in Italia, ma non assumiamo lo iodio!

Attualità & Cronaca

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alle ore: 14:11

Appare condivisa la preoccupazione che, generando angosce e paure, il paese fa una grande fatica ad andare avanti.

Trasparenza e fatti scientificamente riscontrati rappresentano gli ingredienti di ogni sana politica.

Ho ascoltato con un misto d’interesse ma anche con stupore e rammarico alcune affermazioni del Presidente del Consiglio, su una condivisibile accelerazione verso la realizzazione d’infrastrutture energetiche che, generano energia rinnovabile.

In verità dal suo insediamento abbiamo perso esattamente un anno considerato che, le autorizzazioni alle infrastrutture rinnovabili dovevano essere concesse da una commissione speciale nominata dal ministro della transizione ecologica.

Nomina avvenuta nello scorso mese di gennaio. Qualcuno maldestramente ha messo, in bocca al Presidente del Consiglio come altro fonte energetica, il nucleare da fusione a confinamento magnetico.

Si sappia che il progetto internazionale SPERIMENTALE  ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) rappresenta il primo impianto, a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di una centrale elettrica convenzionale, ed ha il compito di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione , come fonte di energia.

Fusione nucleare vuol dire “fondere” due elementi atomici leggeri (deuterio e trizio che sono i “fratelli obesi “, isotopi dell’idrogeno) a temperatura di un centinaio di milioni di gradi centigradi. IL processo avviene, in una struttura chiamata tokamak (in russo vuol dire macchina a corrente) e ha una forma toroidale e in cui, i nuclei leggeri sono confinati usando campi magnetici perché, nulla potrebbe contenere e resistere a temperature di milioni di gradi.

Si pensi che ITER creerà il primo plasma (nuclei di deuterio e trizio fusi) nel 2025. A ITER seguirà DEMO la “centrale elettrica di dimostrazione” che, produrrà elettricità per la rete. IL primo chilowattora commerciale lo otterremo nel 2050.

Si è sentito più volte in questi ultimi tempi che, siamo prossimi alla fusione nucleare senza mai aggiungere due cose: 1) l’energia prodotta anche se per breve tempo è stata maggiore di quella spesa, per raggiungere la temperatura di fusione? 2) è stata raggiunta la temperatura di ignizione della fusione termonucleare, quella cioè in cui l’energia prodotta diviene uguale e poi superiore a quella dissipata?

Hanno messo in bocca al Presidente del Consiglio, come se fosse possibile avere domani il Kwh da fusione!! Altro incubo è quella sorta di messaggio subliminale che, la centrale nucleare esplode.

Nemmeno la rassicurazione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sono prese sul serio.

Utile ripetere che, una centrale nucleare non è una bomba atomica. Non capisco perché si debbano angosciare, terrorizzare milioni di cittadini con un’affermazione che, non ha fondamento scientifico. La bomba che distrusse Hiroshima conteneva 64 Kg di uranio.

Un reattore nucleare può contenere anche 25 mila chilogrammi. La bomba atomica è costruita in maniera da comprimere il combustibile (uranio o plutonio) al massimo, perché non si disgreghi già dall’inizio della reazione a catena incontrollata.

Un reattore invece, è costruito in maniera da impedire una reazione a catena o da limitarla a una lieve ipercritica nel caso si dovesse produrre incidentalmente.

Reazione a catena controllata vuol dire che quei “proiettili” (neutroni) che colpiscono e sono assorbiti dal “bersaglio “(l’atomo dell’uranio), lo spaccano in “pezzi più leggeri “, e generando più energia, più 2 o 3 neutroni realizzando la fissione.

Questi neutroni generati possono a loro volta “spezzare” 2 o 3 nuclei e così via in un processo di moltiplicazione che si chiama reazione a catena.

Nei reattori nucleari il controllo della reazione è ottenuto da barre di controllo fatte di boro o cadmio che hanno un’elevatissima capacità di assorbire i neutroni prodotti dalla fissione.

Reazione controllata nella centrale nucleare e incontrollata nella bomba.

Anche gli effetti delle radiazioni sono diversi

Quando esplode la bomba produce un lampo di raggi gamma che hanno un elevato potere penetrante (è una onda o radiazione elettromagnetica come quella del telefonino, ma dotati di grandissima energia.

I raggi gamma sono usati in radioterapia per la cura dei tumori). E’ il “lampo “della bomba formato da raggi gamma che, irradia la popolazione vicina.

Solo nell’ipotesi che un missile cade sul nocciolo del reattore o sulle piscine di raffreddamento delle barre di uranio già irraggiate si determina una dispersione dei nuclei radioattivi.

La bomba atomica produce, in gran parte esposizione a tutto il corpo (esterna) a raggi gamma e neutroni, esponendo uniformemente tutti i tessuti.

L’esposizione di Chernobyl fu in gran parte esposizione interna, da isotopi radioattivi nella ricaduta (fallout), cosicché i diversi tessuti ricevettero dosi differenti di radiazioni.

Intanto la paura del nucleare sta determinando la corsa alle pillole di iodio che, sono compresse di ioduro di potassio.

Svolgono la funzione di impedire allo iodio 131 radioattivo in caso di fuoriuscita, di depositarsi nella tiroide (saturazione della ghiandola) favorendo lo sviluppo di tumori.

Lo iodio 131 è un prodotto della fissione nucleare e dimezza la sua radioattività, dopo 30 anni e la riduce a un millesimo dopo 300 anni.

Si sappia che le pillole di iodio non vanno assunte preventivamente e servono SOLO, per il cesio 137.

I radionuclidi emessi in caso d’incidente, a reattore nucleare con rilascio di materiale sono almeno una ventina.

In Belgio quasi svuotate le farmacie per le pillole di iodio.

Erasmo Venosi

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