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Orfani di genitore vivente. La sottrazione internazionale di minori

Attualità & Cronaca

Redazione Corriere Nazionale

Riceviamo e pubblichiamo

Si è tenuta venerdì 9 luglio nella Sala Consiliare del comune di Pesaro la conferenza stampa sulla sottrazione internazionale di minori.

Tra i relatori principali Giorgia Isidori presidente dell’Associazione Penelope Marche, Antonella Andreoli avvocato e rappresentante regionale dell’Osservatorio Nazionale Diritti Negati, Veronica Sansuini consigliere della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche e vice presidente dell’Osservatorio Nazionale Diritti Negati che ha portato il saluto della Presidente della Commissione Pari Opportunità Maria Lina Vitturini, l’avvocato Irene Margherita Gonnelli esperta nel diritto di famiglia, nella sottrazione internazionale di minori e nel diritto di famiglia internazionale ed Emilio Vincioni diventato l’emblema della lotta contro la sottrazione dei minori.

Il suo è un caso paradossale: la moglie, tornata nel paese d’origine per partorire, non è più rientrata e per la peculiarità della nascita temporanea della figlioletta in Grecia, le corti attenzionate (da quelle italiane e quelle estere, anche ai più alti livelli) hanno incredibilmente considerato essere appunto in terra ellenica e non in Italia il “centro degli interessi”, la “residenza abituale” di una neonata, senza tenere in minima considerazione lo Stato membro dove la coppia (sposata) viveva e risiedeva da anni, dov’era chiaramente incardinato il progetto familiare, acclaratamente l’Italia, negando, di fatto, almeno sinora, sia la possibilità di vedere rimpatrata la minore, sia la competenza italiana a decidere sulle sorti della stessa in termini di affidamento e mantenimento, questo non può che lasciare interdetti, creando perdipiù un pericolosissimo precedente in ambito UE.

Il tema è così scomodo che spesso le istituzioni fuggono all’appello. Perfino quelle estere, tra cui ambasciate e consolati, sono inesistenti.

Dal 1974 anno di avvio delle statistiche a dicembre 2020 le persone scomparse in Italia sono circa 60.000 tra minori, adulti e anziani. Nella nostra regione dal 1974 a dicembre 2020 sono scomparse 726 persone di cui 616 minori.

Nel 2020 i minori scomparsi in Italia sono stati circa 8000 e di questi più di 4000 non sono stati ancora ritrovati: un bambino ogni ora.

I dati sono in costante aumento ed implementati dalla sottrazione che si verifica quando il minore che ha la residenza abituale nel nostro paese viene condotto dall’altro genitore nel proprio paese d’origine senza il consenso e facendo spesso perdere le tracce.

Ora provate ad immaginare cosa significa non avere più nessuna notizia di un figlio: non saper come sta, se cresce bene, se è felice. Ma soprattutto se si ricorda di noi. Sono state istituite delle tutele in ambito internazionale con la Convenzione dell’Aia del 1980 alla quale però non hanno aderito tutti gli stati, l’Italia l’ha ratificata e resa esecutiva solo nel 1994.

E se avere notizie di un minore sottratto da un cittadino di un paese che aderisce alla Convenzione non è facile, immaginate cosa succede quando un figlio viene rapito da un cittadino dei paesi che non hanno aderito: sparisce nel nulla.

Ovviamente questo documento non si applica in modo indistinto ma solo con determinati requisiti: il minore deve avere meno di 16 anni, entrambi gli stati devono aver aderito alla convenzione, e cosa fondamentale visto che l’esito positivo del rimpatrio spesso dipende da specifiche azioni giudiziarie, queste vanno intraprese tempestivamente sia in Italia che all’ estero

Occorre stare molto attenti alla tempistica per presentare l’istanza di rimpatrio. Questa deve essere necessariamente inoltrata nell’immediato così che, quando la procedura viene aperta, il giudice ha l’obbligo di ordinare che il minore venga riportato nel paese dove ha la residenza abituale.

Laddove la procedura venga attivata dopo più di un anno dal momento in cui si abbia notizia della sottrazione/trattenimento, purtroppo, si intersecano varie situazioni e in quel caso il giudice può non ordinare il rientro del minore se risulta integrato nel nuovo ambiente. Spesso i tempi della giustizia non coincidono con i tempi affettivi del bambino soprattutto nel nostro paese che ha notoriamente tempi biblici.

Al contrario il nostro paese quando si trova di fronte a richieste di rimpatrio proveniente da altri paesi, procede in maniera celere. Non parliamo poi delle procedure che riguardano l’assegno di mantenimento, anche qui la giustizia segue vie distinte tra le richieste di cittadini italiani ed esteri.

Come provare a tutelarsi? Evitare di concedere l’autorizzazione per il rilascio di documenti validi per l’espatrio, soprattutto del passaporto, eventualmente farsi firmare un impegno al rientro in Italia e vietare, se vi sono cause di separazione, l’espatrio senza l’esplicito consenso da parte di entrambi i genitori.

Nel caso specifico di Emilio Vincioni, che ha raccontato le sua storia difficile e fuori dall’ordinario viene da chiedersi se è normale che ad un bambino nato fuori dall’Italia perché la madre decide di partorire nel paese di origine, in questo caso la Grecia, venga negato il diritto alla bigenitorialità. Un diritto legittimo a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori.

Si fanno progetti di vita: matrimonio, figli, lavoro, casa familiare e questi progetti vengono demoliti da uno dei due che a tutti gli effetti sottrae o trattiene i figli facendogli perdere tutti i riferimenti affettivi ed esistenziali. E’ amore questo o è egoismo?

Come si può cancellare in tutti i modi una figura genitoriale fino a rendere un bambino orfano di genitore vivente? Abbiamo il dovere come società civile di dare una risposta concreta e soprattutto celere a queste tematiche che coinvolgono il benessere dei minori e il loro diritto “a ricevere cure, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.” (Codice Civile)

Si ringraziano le autorità presenti, i consiglieri regionali Nicola Baiocchi e Giacomo Rossi, Angelo Bertoglio Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Pesaro Sara Mengucci, il consigliere comunale Giovanni Dallasta.

Redazione Corriere Nazionale


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