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Orologio biologico e moscerino della frutta. Nobel per la Medicina a tre genetisti USA

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Lavorare di notte non fa tanto bene alla salute

Di Riccardo Guglielmi

Nobel a tre cronobiologi genetisti che hanno scoperto il meccanismo molecolare del ritmo circadiano . La ricerca è stata condotta sul moscerino della frutta che da decenni è insostituibile per la ricerca. Uno degli animali più piccoli ha i cromosomi più grandi. La Drosophila melanogaster.

Per ritmo circadiano s’intende quel “ticchettio” interno al nostro organismo che regola per esempio i ritmi di sonno e veglia, metabolismo, temperatura corporea, rilascio di ormoni, comportamento alimentare nell’arco delle 24 ore. La cronobiologia è la scienza che studia questi meccanismi. Questo è il tema che è valso il Premio Nobel 2017 per la Medicina a Jeffrey Hall, Michael Rosbash Michael W. Young. Rispettivamente classe 1945, 1944 e 1949, i tre ricercatori americani hanno dimostrato, dagli anni ’80, quali sono i meccanismi alla base del ritmo circadiano, il nostro orologio biologico interno, partendo da un piccolo esserino, il moscerino della frutta.

Il primo a intuire l’esistenza di un orologio biologico fu l’astronomo francese Jean Jacques d’Ortous de Mairan, nel XVIII Secolo, attraverso l’osservazione delle piante di mimosa. Si accorse, infatti, che le foglie della pianta si aprivano di giorno e si chiudevano di notte ma, tramite un esperimento, scoprì che lo facevano anche in assenza di luce diretta, segno questo della presenza di un meccanismo interno alle cellule che regolava questo processo.

I tre scienziati neopremiati, nel corso dei loro studi, sono riusciti a isolare il gene, soprannominato poi period, scoperto da Benzer e Konopka negli anni ’70 e responsabile dello scandire del tempo nel nostro orologio interno, dimostrando che questo codifica una proteina che si accumula nelle cellule durante la notte e si degrada di giorno. Da qui poi l’intuizione che piante, animali ed esseri umani sottendono tutti alle stesse regole di base che governano i ritmi vitali sincronizzandoli quindi con la rotazione della Terra.

Grazie a queste ricerche, gli studiosi di cronobiologia stanno oggi esplorando nuovi approcci a trattamenti basati sui ritmi circadiani che consentono di individuare i momenti migliori della giornata per assumere determinate terapie, per mangiare, bere, fare attività fisica e, naturalmente, dormire.

All’inizio i lavori pionieristici dei tre Nobel furono accolti con scetticismo dalla comunità scientifica. Un altro ricercatore, Satchidananda Panda, anch’egli non preso troppo sul serio dal National Institutes of Health American, dimostrò l’esistenza di legami tra metabolismo e orologio interno arrivando a dimostrare che se non si rispettano i normali ritmi biologici ne è compromessa la nostra salute, a volte anche in modo irreparabile. Quando il nostro orologio biologico va fuori fase, infatti, le ripercussioni possono essere di vario tipo, da semplice stanchezza e spossatezza, come ad esempio accade con il classico jet leg, a disturbi di ben altro calibro come depressione, malattie cardiache, obesità e diabete. Dobbiamo dire grazie a chi lavora di notte per la nostra salute e sicurezza. La prossima volta che incontrate un moscerino della frutta non uccidetelo; un giorno potreste dovergli la vostra vita.

redazione@corrierenazionale.net

 

 

 


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