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Paesi baltici chiedono all’UE “una barriera fisica contro i migranti” 

Mondo

Di euronews
 
Diritti d’autore  Leonid Shcheglov/BelTA  

I rappresentanti delle tre repubbliche ex sovietiche considerano il presidente Lukashenko il solo responsabile della cirisi al confine polacco, ma al contempo chiedono all’UE di irrigidire le politiche di asilo per rendere più difficile l’ingresso ai migranti.

Per il presidente lituano Gitanas Sauseda “la situazione al confine della Lituania si sta deteriorando e richiede azioni immediate a livello europeo e internazionale. La crescente minaccia al confine con la Bielorussia non è solo un problema della Lituania e della Polonia. Sono in discussione le frontiere esterne dell’Unione europea e della NATO”.

Mentre la politica di diversi paesi tenta di volgere a proprio vantaggio la crisi umanitaria, sul terreno le migliaia di profughi bloccati nella terra di nessuno continuano ad attendere una soluzione, che però non arriva. I ministri degli Esteri dell’Unione europea studiano ulteriori sanzioni contro Minsk, ma poco fanno per alleviare le sofferenze dei migranti che sono le uniche vittime di questo braccio di ferro.

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che ha minacciato ritorsioni per le nuove sanzioni, sostiene di stare programmando i rimpatrio dei migranti bloccati nei loro paesi d’origine, ma molti si rifiuterebbero di partire.


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