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Papa Francesco ha dato il via all’Incontro mondiale sulla Famiglia: “ La Famiglia è scuola di civiltà e di amore”

Oltre Tevere - Vaticano

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In piazza San Pietro, gremita sino all’inverosimile da famiglie provenienti da tutti i continenti e dagli angoli più sconosciuti del globo, come accade di solito nelle grandi occasioni della Chiesa, papa Francesco ha dato il via all’l’Incontro mondiale sulla Famiglia che egli ha subito con sincera convinzione ed umiltà definito “scuola di libertà» Di seguito l’appello a viverla con partecipazione e sincera convinzione per amare le persone che Dio ci ha messo accanto. No ai veleni dell’egoismo e dello scarto. Occorre guardare sempre avanti, la vita si fossilizza quando non accoglie la novità della chiamata. Ed è proprio quando affermiamo la bellezza della famiglia che sentiamo più che mai la necessità di difenderla, di proteggerla.  “Quindi, sottolinea papa Francesco, non lasciamo che venga inquinata dai veleni dell’egoismo, dell’individualismo, dalla cultura dell’indifferenza e dello scarto, e perda così il suo “d.n.a”, che è l’accoglienza e lo spirito di servizio».

E’ il pensiero dominante che nasce dal più profondo del cuore e che papa Francesco ha esplicitato durante la Messa del X Incontro Mondiale delle Famiglie che quest’anno ha come tema: “L’amore familiare: vocazione e via di santità”. E parlando a braccio il papa invita ad avere il «coraggio di sposarsi». Il Pontefice, causa i dolori al ginocchio che continuano a tormentarlo, non presiede il rito; a farlo è il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Francesco tiene l’omelia e commenta le letture del giorno.

Dall’epistola di San Paolo ai Galati riprende il concetto di libertà. E sottolinea come l’Apostolo delle genti ci avverta che «la libertà donataci da Dio non è la falsa e vuota libertà del mondo, che in realtà è “un pretesto per la carne. No, «la libertà che Cristo ci ha acquistato a prezzo del suo sangue è tutta orientata all’amore», affinché «”mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri”». «Tutti voi coniugi, – continua il Papa – formando la vostra famiglia, con la grazia di Cristo avete fatto questa scelta coraggiosa: non usate la vostra libertà per voi stessi, ma per amare le persone che Dio vi ha messo accanto». Così in famiglia «non ci sono “pianeti” o “satelliti” che viaggiano ognuno sulla propria orbita». La famiglia è «il luogo dell’incontro, della condivisione, dell’uscire da sé stessi per accogliere l’altro e stargli vicino». La famiglia è «il primo luogo dove si impara ad amare».

Commentando la prima lettura che presenta il passaggio di testimone tra i profeti Elia e Eliseo, Francesco parla del «rapporto tra le generazioni». Con l’invito ai genitori a non essere «ansiosi» o «iperprotettivi», a «non preservare i figli da ogni minimo disagio e sofferenza», ma «cercare di trasmettere loro la passione per la vita, di accendere in essi il desiderio di trovare la loro vocazione e di abbracciare la missione grande che Dio ha pensato per loro». Non c’è cosa più incoraggiante per i figli che vedere i propri genitori vivere il matrimonio e la famiglia come una missione, con fedeltà e pazienza, nonostante le difficoltà, i momenti tristi e le prove». Infatti «vengono i momenti in cui bisogna prendere su di sé le resistenze, le chiusure, le incomprensioni che provengono dal cuore umano e, con la grazia di Cristo, trasformarli in accoglienza dell’altro, in amore gratuito».

Seguendo il Vangelo Francesco invita le famiglie «a non volgervi indietro”», cioè «a non rimpiangere la vita di prima, la libertà di prima, con le sue ingannevoli illusioni», perché «la vita si fossilizza quando non accoglie la novità della chiamata di Dio, rimpiangendo il passato». Infine il Papa ribadisce che le Letture del giorno «tutte, provvidenzialmente, parlano di vocazione», e questo «è proprio il tema» di questo Incontro Mondiale. «Con la forza di questa Parola di vita, – prosegue – vi incoraggio a riprendere con decisione il cammino dell’amore familiare.L’amore che vivete tra voi sia sempre aperto, estroverso, capace di “toccare” i più deboli e i feriti che incontrate lungo la strada». Sempre a braccio Francesco infine esorta a superare i «momenti difficili» della vita matrimoniale: «Per favore, non prendere la strada facile, “torno da mamma”, no, andate avanti, con questa scommessa coraggiosa».

L’Incontro mondiale delle Famiglie, quest’anno  presenta una formula inedita, è infatti  caratterizzata da una diversa e più ampia articolazione territoriale:   Roma è la sede principale ma negli stessi giorni ogni diocesi potrà promuovere un incontro locale per le proprie famiglie e per le comunità. A questo appuntamento, in programma nel sesto anniversario di Amoris Laetitia e a quattro anni da Gaudete et Exsultate, può partecipare dunque ogni famiglia del mondo. Lo aveva già sottolineato papa Francesco nel video messaggio in occasione della presentazione della forma straordinaria di questo evento. “Questa volta sarà un’opportunità della Provvidenza per realizzare un evento mondiale capace di coinvolgere tutte le famiglie che vorranno sentirsi parte della comunità ecclesiale”. Oltre alla preghiera e al logo, il terzo strumento pastorale pensato per l’Incontro mondiale delle famiglie è rappresentato dall’immagine ufficiale, un’icona dipinta da padre Marko Ivan Rupnik, artista, teologo e direttore del Centro Aletti.

Si intitola “Questo mistero è grande”, e come per tutte le icone, non si fa solo ammirare per la sua bellezza, ma sollecita preghiera e meditazione. In apertura è previsto un collegamento, molto atteso e particolarmente toccante, con una parrocchia di Kiev, per ascoltare la testimonianza preziosa di un sacerdote che durante la guerra è rimasto accanto alla sua comunità rischiando ogni giorno la sua vita: un autentico eroe e fedele interprete della mission della chiesa cattolica.

Giacomo Marcario

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