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Parlamento eletto a tavolino: è proprio così?

Politica

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alle ore: 08:30

Ma c’é qualcosa che nessuno può controllare e cioè l’effetto della riduzione dei parlamentari, così come voluto dal Pd in parlamento per subordinazione ai grillini e contrastato al referendum da un pur notevole 30%. Di Beppe Facchetti

Il 25 settembre si voterà, ma in queste ore si sta già definendo la composizione del nuovo Parlamento (seggi e non ancora nomi, ne vedremo presto di tutti i colori). Gli elettori magari ne discutono sotto l’ombrellone, ma c’é chi li anticipa, distribuendo le carte.

Il centrodestra si é portato avanti e – sondaggi alla mano ma vatti a fidare – ha già occupato il 70% dei seggi. Dall’altra parte devono ancora decidere se fare un centrosinistra o un sinistracentro, anche dimenticando il Draghi tanto sostenuto.  I 5S litigano sul terzo mandato, senza sapere se ci sarà un mandato.

Ma é davvero tutto così scontato? Perché sarebbe una ben triste democrazia quella che applica a tavolino – tra quattro litiganti – il tema della sovranità popolare, articolo 1 della Costituzione.

Non stupiamoci che poi anche per questo i cittadini disertino le urne.

E pensare che tutto é cominciato con dei referendum che dovevano ricucire il rapporto tra elettori ed eletti con la mistica salvifica del maggioritario. Fu in realtà l’inizio ancora nobile, almeno senza insulti, del populismo, nella sua versione elettorale e anti partitica, perche dire antipolitica suonava ancora male.

Anno dopo anno, il declino é stato inesorabile: dalla preferenza unica si é passati alla non preferenza (orrore: c’era gente che veniva eletta perché centinaia di migliaia di persone, usavano la matita per scrivere il loro nome!, ma forse erano tutti mafiosi) e si é approdati infine alle liste bloccate. Il concetto di “collegio sicuro” (pur inventato dalla legge meno peggio, il Mattareum), una specie di ossimoro democratico, ha dominato le scelte, e via via si é affinato l’uso del paracadute. Candidati fatti scendere dall’alto su elettori che non li avrebbero visti né prima nė dopo, possibilità di essere recuperati nel proporzionale se bocciati nella quota uninominale. Col Rosatellum, oggi vigente, si é arrivati alla sublime regola che se il tuo partito non ha raggiunto il 3%, il tuo voto viene ‘redistribuito’ tra gli altri partiti, magari proprio a quello che piu detesti. E sempre a proposito di paracadute, se sei seduto al magico tavolo che distribuisce i seggi, puoi candidarti in ben 6 collegi diversi (prima erano addirittura 10!) così che se qualcosa non torna, un posto ci sarà sempre. Con le elezioni plurime, puoi decidere la vita o la morte politica di un collega di lista, e la presenza di un territorio.

Ripetiamo: andrà davvero così? Certamente sara più facile se la gente diserterà le urne. Se passa il messaggio di mandare tutti a quel paese, simile al tragico messaggio del 2018 quando 1 un italiano su 3 votò 5S per far dispetto a tutti gli altri, il risultato sarà quello del tavolino.

Ma c’é qualcosa che nessuno può controllare e cioè l’effetto della riduzione dei parlamentari, così come voluto dal Pd in parlamento per subordinazione ai grillini  e contrastato al referendum da un pur notevole 30%. Gente preoccupata dal crollo della rappresentanza, che in una democrazia parlamentare é quasi tutto. Ci sono 5 Regioni che rischiano ora  di non avere eletti a Roma. Ma anche nella popolosa Lombardia ci sono collegi sterminati in cui la riconoscibilità del candidato é affidata al caso. Lombardia 3 nominerà 4 senatori per 4 collegi – Bergamo, Treviglio, Brescia, Cremona – e chi garantisce che le scelte dei partiti consentano almeno la conoscenza?

Ma soprattutto, con collegi così grandi e squilibrati (quartieri milanesi come Buenos Aires e Venezia insieme a Sesto San Giovanni e i paesini del Pavese) forse ci saranno sorprese anche per i satrapi del tavolino.

C’é insomma un terreno sconosciuto che potrebbe rivelarsi una trappola per i giocatori di Monopoli.

La politica, intesa come espressione della volontà popolare, potrebbe vendicarsi e tagliare teste che non se lo aspettano, che potrebbero tardivamente pentirsi di non aver cambiato una legge sciagurata.

Con tutto quel che é successo anche nel grottesco draghicidio, nulla é scontato. La Meloni stessa non é più sola all’opposizione.

Ma nulla è ineluttabile, se si partecipa e soprattutto si giudica con cuore e cervello.

Beppe Facchetti

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