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Pnrr: audizione della Commissione Bilancio della Camera di una delegazione della Conferenza delle Regioni

Politica

 

ROMA –  “Coinvolgere le Regioni perché la battaglia per la realizzazione degli obiettivi non è prerogativa dello Stato centrale ma impegno complessivo, di sistema, della Repubblica in tutte le sue componenti istituzionali” è questo l’appello delle istituzioni regionali, sintetizzato dalle parole del Vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, Coordinatore della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel corso dell’audizione odierna con la commissione Bilancio della Camera sul DL 152/2021, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (C. 3354 Governo).

Hanno fatto parte della delegazione della Conferenza delle Regioni anche Elly Schlein, Coordinatrice vicaria della Commissione affari europei e internazionali, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Regione Campania, Coordinatore della Commissione Infrastrutture e trasporti, Marco Scajola, Coordinatore vicario della Commissione Infrastrutture, Mobilità Governo del Territorio, Assessore della Regione Liguria, Gianni Lampis, Coordinatore della Commissione Ambiente, Assessore della Regione Sardegna, Roberta Lombardi, Coordinatrice vicaria della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità, Assessore della Regione Lazio, Claudio di Berardino, Coordinatore della Commissione Istruzione, Università e ricerca, Assessore della Regione Lazio, Sebastiano Callari, Coordinatore vicario della Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia; Daniele D’Amario, Coordinatore della Commissione Politiche per il Turismo, Assessore della Regione Abruzzo.

“Occorre partire dalla Costituzione – ha spiegato Armao – che riconosce alle Regioni competenze legislative in molti dei settori su cui interverrà il PNRR, anche perché decidere interventi da parte dello Stato senza un adeguato coinvolgimento, strutturale e procedimentale, delle Regioni, espone il sistema ad un possibile conflitto di competenze.

Oltre alla recente istituzione del nucleo Stato-Regioni, occorre una vera e propria inversione di tendenza che tenga conto del fatto che la programmazione degli interventi per lo sviluppo dei territori è una delle funzioni fondamentali delle Regioni.

Del resto – ha ricordato Armao – la necessità di far leva sulle Regioni e sulle istituzioni territoriali per la realizzazione del PNRR è stata ribadita in posizioni ed interventi pubblici dal Comitato europeo delle Regioni, dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e recentemente dallo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Sarà fondamentale che la programmazione dei fondi SIE e quella del PNRR siano a livello regionale e nazionale connesse e adattate l’una all’altra in modo da evitare duplicazioni, distorsioni o effetti spiazzamento di interventi non coordinati. Ma il coinvolgimento deve essere reale e non formale, a cominciare dalle disposizioni concernenti la Cabina di regia del PNRR e che dovrebbe dettare le linee guida per l’attuazione degli interventi previsti dal Piano.  Così come occorre – ha ricordato Armao – un coinvolgimento delle Regioni ed una presenza nei Comitati interministeriali per la transizione ecologica e per la transizione digitale”.

Infine il Vicepresidente della regione siciliana ha sottolineato la necessità di raccordare gli interventi del Piano con la programmazione europea dei Fondi SIE 2021-2027 rispetto a cui esiste un problema di ordine finanziario in molte Regioni, e dove occorre prevedere l’uso di altre risorse dedicate allo sviluppo in funzione di copertura della quota di cofinanziamento, ad esempio le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Sebastiano Callari – Coordinatore vicario della Commissione Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia – ha posto l’accento sulla necessità di una condivisione Governo-Regioni delle scelte relative alla digitalizzazione, settore strategico per lo sviluppo del Paese. Molte Regioni – ha spiegato Callari – hanno già fatto considerevoli investimenti per la transizione digitale. Se non realizzeremo insieme un efficace coordinamento c’è il rischio che alcuni territori vivano situazioni di difficoltà ed altri vedano attribuiti fondi in eccesso rispetto alle loro effettive capacità di spesa. Per questo abbiamo proposto emendamenti che assicurano una più efficace programmazione. Non è pensabile di gestire la transizione digitale solo dal centro.

Elly Schlein, Coordinatrice vicaria della Commissione affari europei e internazionali, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, condividendo le sottolineature di Armao per un’efficace Governance del Pnrr ha sottolineato che si deve discutere la conversione di un decreto importante senza che la Conferenza delle Regioni abbia potuto esprimersi appieno. L’articolato è molto composito e tocca molte misure. Avremmo bisogno di più tempo per esprimerci su tutta una normativa così organica e approfondita.

Un più efficace coinvolgimento delle Regioni anche nelle politiche ambientali è stato sottolineato da Gianni Lampis, Coordinatore della Commissione Ambiente, Assessore della Regione Sardegna, che ha ricordato in particolare lo stallo del piano per la transizione ecologica che sta scontando il fatto di essere frutto solo di elaborazioni ministeriali senza un reale ed approfondito confronto con le Regioni.

C’è il rischio che il PNRR finisca per configurarsi come la sommatoria di piani ministeriali – ha ribadito Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Regione Campania, Coordinatore della Commissione Infrastrutture e trasporti – con la possibilità di ritrovarsi a dover affrontare fra un anno ciò che non si è stato in grado di decidere oggi. A partire dalle semplificazioni. Non si capisce perché alcune scelte di semplificazione, snellimento procedurale e sburocratizzazione intraprese con il PNRR non possano essere adottate tal quali anche per il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) o per la programmazione dei Fondi SIE.

Infine Claudio Di Berardino, Coordinatore della Commissione Istruzione, Università e ricerca, Assessore della Regione Lazio – a margine dell’audizione – ha ricordato il tema delle borse di studio per l’accesso all’università e il progetto di scuole innovative per i quali c’è la necessità di un forte coinvolgimento delle Regioni viste le specifiche competenze in materia.

(2021- 158sm)


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