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PNRR – Piano di ripresa e resilienza “Rinascimento Bergamo”

Economia & Finanza

Pubblicato da:

alle ore: 16:13

La sinergia virtuosa tra pubblico, privato e non profit.

Da Bergamo un modello per far ripartire il paese dopo la pandemia

Oltre 17 milioni di euro erogati per sostenere circa 4.400 tra microimprese, commercianti, artigiani e liberi professionisti durate l’emergenza Covid-19. Tutti i numeri del programma lanciato nel 2020 dal Comune di Bergamo insieme a Fondazione Cesvi e Intesa Sanpaolo

MILANO – Circa 4.400 tra piccoli imprenditori e professionisti finanziati, oltre 17 milioni di euro erogati, pagamenti in media entro nove giorni. Sono solo alcuni dei numeri del programma Rinascimento Bergamo, lanciato nell’aprile del 2020 da Comune di Bergamo, gruppo Intesa Sanpaolo e Fondazione Cesvi per sostenere il tessuto economico e sociale della città così duramente colpita dall’emergenza Covid-19. Uno strumento concreto e un modello virtuoso di sinergia tra pubblico, privato e non profit che può essere replicato a livello nazionale per aiutare il Paese a ripartire dopo due anni di pandemia. I promotori dell’iniziativa ne hanno parlato questa mattina al Palazzo delle Stelline di Milano insieme al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, in occasione di un incontro moderato dal vicedirettore di Radio 24 Sebastiano Barisoni.

“Il PNRR è un’occasione unica per il rilancio dei territori e delle comunità locali”, ha affermato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. “La città di Bergamo ha dimostrato di essere pronta a raccogliere questa sfida. Con le risorse PNRR del MIMS, infatti, verranno realizzati, tra l’altro, due progetti per l’edilizia sociale all’interno del programma PINQuA, interventi per lo sviluppo del Trasporto Rapido di Massa, delle ciclovie urbane e per il rinnovo in chiave green degli autobus del trasporto pubblico locale. “Investire nella resilienza delle città – ha aggiunto il Ministro – significa saper immaginare un nuovo modello per vivere la comunità locale, basato su principi di inclusione e sostenibilità, tutti elementi che aumentano il benessere dei cittadini e al tempo stesso migliorano l’attrattività e la competitività dei territori dove l’attenzione agli impatti generati rappresenta un paradigma strategico a cui ispirarsi”.

L’incontro è servito innanzitutto a fare il punto sulle ricadute positive che Rinascimento Bergamo ha avuto sull’economia della città lombarda. Attraverso otto bandi , indetti dal Comune nell’ambito del Fondo di mutuo soccorso, il programma ha erogato 9,5 milioni di euro in contributi a fondo perduto e 7,5 in prestiti d’impatto a tasso agevolato a favore delle micro e piccole imprese, dei professionisti e delle organizzazioni non profit che compongono il tessuto economico e sociale della città.

 

Il principio ispiratore del programma è stato quello della finanza di impatto, un modo innovativo, sostenibile e inclusivo che ha permesso a soggetti pubblici, privati e del non profit di realizzare progetti al servizio della collettività con un impatto misurabile su economia reale e coesione sociale.

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, ha dichiarato “Il Programma Rinascimento è stato decisivo in un momento così difficile e delicato per la città di Bergamo. Abbiamo sempre sostenuto che si trattasse di un’occasione importante per sostenere le attività commerciali e le piccolissime imprese della nostra città, ora possiamo dire con certezza, a circa un anno dalla conclusione dell’iniziativa, che è stato proprio così.

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I risultati chiariscono, infatti, che non solo le attività che hanno usufruito dei fondi di Rinascimento hanno tenuto meglio di quelle che hanno deciso – o non erano titolate – di non accedere ai bandi istruiti da Comune, Fondazione Cesvi e Intesa Sanpaolo, ma anche che hanno saputo dare più lavoro e potersi permettere più personale dipendente. Si tratta dei due obiettivi che avevamo stabilito di voler centrare all’inizio del percorso di questa iniziativa: riuscendoci, potranno scattare i due “bonus” per la città, ovvero l’azzeramento degli interessi a carico delle 4000 imprese che hanno ricevuto i finanziamenti e gli aiuti di Rinascimento, ma anche l’impegno da parte di Intesa Sanpaolo a reinvestire tra 4 anni la stessa cifra in un progetto analogo di sostegno delle piccole attività imprenditoriali e artigiane di Bergamo. Potrebbe quindi concretizzarsi una notizia molto importante per tutta la nostra città e che dimostra la lungimiranza sottesa a questo Programma”.

Dal Palazzo delle Stelline è arrivata anche una proposta concreta al Governo alle prese con la gestione di fondi senza precedenti provenienti dall’Unione Europea per l’attuazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pari a oltre 191 miliardi di euro.

«Programma Rinascimento ci ha permesso di sostenere, sin dalle fasi più complesse dell’emergenza sanitaria, Bergamo e il suo territorio. Grazie a una preziosissima collaborazione con l’Amministrazione Comunale, Fondazione Cesvi, Deloitte e gli esponenti della comunità locale – ha commentato Raffaello Ruggieri, Group Chief Lending Officer di Intesa Sanpaolo – un team esteso e coeso è stato in grado generare impatto, concedendo fiducia a micro e piccole attività d’impresa, ai piccoli esercizi commerciali e artigianali, a start-up e a organizzazioni del terzo settore di Bergamo che, in condizioni di vita e lavorative difficili e nuove, hanno lavorato su nuovi progetti per ridisegnare il futuro della loro attività».

«Il programma Rinascimento Bergamo, che ha stimolato virtuosi meccanismi di collaborazione tra investitori ad impatto, attori pubblici e imprese sociali innovative, può rappresentare uno modello di riferimento utile per il successo del Pnrr. Rinascimento Bergamo” ha aggiunto Maria Rosaria Caputo, Head of Group Rating Desk Intesa Sanpaolo, “ha dimostrato come è possibile attrarre investimenti al servizio di un interesse generale, se inquadrati in una logica di partenariato pubblico-privato, capace da un lato di accrescere il capitale a disposizione dei progetti e dall’altro di garantirne l’effettiva “messa a terra”, condizionando l’erogazione dei fondi pubblici al raggiungimento degli obiettivi».

Nell’ambito del programma, Intesa Sanpaolo ha per la prima volta introdotto uno strumento sostenibile e innovativo anche a livello internazionale: il prestito d’impatto. Uno strumento caratterizzato da lunghe scadenze e risorse dedicate ad attività a elevato impatto per l’ecosistema delle imprese del contesto territoriale bergamasco, la cui operosità ha rappresentato una marcia in più per la ripartenza del Paese.

Un bilancio positivo certificato dall’analisi d’impatto curata dalla società Deloitte. «Rinascimento Bergamo rappresenta sicuramente un intervento sperimentale e innovativo di straordinario successo e di grande valore sociale. Lo confermano due indicatori fondamentali: il tasso di mortalità delle imprese e la crescita nel numero degli addetti», spiega Elena Vistarini, Partner Corporate Finance Advisory di Deloitte “I circa 700 beneficiari, dall’avvio di Rinascimento Bergamo, hanno infatti riportato un tasso di mortalità pari all’1% e una crescita del numero di addetti impiegati pari al +18%, entrambi significativamente migliori rispetto alla popolazione di riferimento – composta da 5.400 microimprese e studi professionali – che ha registrato valori rispettivamente del 4,5% e del +9,4%. Deloitte, grazie alla partnership con Rinascimento Bergamo, ha avuto l’opportunità di mettere a terra tempestivamente la sua nuova filosofia “Impact for Italy” – lanciata nel 2020 – per contribuire ad una Italia sempre più competitiva, resiliente e sostenibile”.

Rinascimento Bergamo si è rivelato dunque un modello efficace e efficiente capace di sostenere il territorio durante la crisi e favorire lo sviluppo locale, rispondendo in modo mirato e in tempi rapidi ai bisogni della città.
Un risultato a cui ha contribuito l’esperienza nella risposta alle emergenze maturata da Cesvi in oltre 35 anni di attività in tutto il mondo. L’organizzazione umanitaria si è fatta carico in particolare della gestione, dell’erogazione dei contributi a fondo perduto e delle attività di monitoraggio e rendicontazione.

«Abbiamo messo in campo le nostre competenze operative e gestionali per assicurare tempestivamente alle piccole e medie imprese bergamasche i fondi necessari per ripartire. Decisivo in questo senso è stato il dialogo continuo e diretto mantenuto con i beneficiari dei contributi attraverso un servizio di consulenza, assistenza e vicinanza” ha dichiarato Maurizio Carrara, Presidente Onorario di Fondazione Cesvi. «Il programma, rappresentando uno schema di intervento in grado coinvolgere il capitale privato in una logica di vero partenariato pubblico-privato-non profit tra investitori di impatto, attori pubblici e imprese sociali innovative, è stato in grado di stimolare meccanismi virtuosi di collaborazione a favore di un interesse generale e di fornire una risposta tempestiva a una situazione straordinaria, per tutelare diritti fondamentali quali salute e sicurezza sociale. Tutto questo riassunto in uno slogan che spesso noi di Cesvi usiamo è – l’importanza del FARE BENE il BENE, ovvero siamo professionisti di un settore specifico, che è quello del non profit, in grado di generare valore sociale con un impatto misurabile, come ha dimostrato Rinascimento Bergamo».

Il programma, rappresentando uno schema di intervento in grado coinvolgere il capitale privato in una logica di vero partenariato pubblico-privato- no profit, tra investitori di impatto, attori pubblici e imprese sociali innovative, è stato in grado di stimolare meccanismi virtuosi di collaborazione a favore di un interesse generale e di fornire una risposta tempestiva a una situazione straordinaria, per tutelare diritti fondamentali quali salute e sicurezza sociale. Otto in tutto i bandi indetti dal Comune di Bergamo nell’ambito del Fondo di mutuo soccorso a favore delle micro e piccole imprese, dei professionisti e delle organizzazioni non profit che compongono il tessuto economico e sociale della città. Cesvi si è fatta carico della gestione dei bandi,
della valutazione delle richieste di finanziamento, dell’erogazione dei contributi a fondo perduto e delle attività di monitoraggio e rendicontazione.

Fondazione Cesvi è un’organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, nata a Bergamo nel 1985. Presente in 23 Paesi, Cesvi opera in tutto il mondo per trasformare l’intervento umanitario in una occasione per costruire progetti di lungo periodo in grado di promuovere l’autosviluppo e il protagonismo dei beneficiari. Cesvi lavora per garantire la sicurezza alimentare, promuove lo sviluppo sostenibile e agisce per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Nel mondo protegge i bambini più vulnerabili attraverso le Case del Sorriso e in Italia è impegnata per la prevenzione e il contrasto del maltrattamento infantile e nell’integrazione di minori stranieri non accompagnati. Realizza campagne di sensibilizzazione per incoraggiare tutti a diventare cittadini attivi e responsabili. Nel 2020, Cesvi ha aiutato più di 1,7 milioni di persone, investendo il 92% delle proprie risorse sul campo. Premiata tre volte con l’Oscar di Bilancio per la trasparenza, Cesvi è parte del network europeo Alliance2015. Per info: www.cesvi.org

Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia – punto di riferimento di famiglie, imprese e dell’economia reale – con una significativa presenza internazionale. Il business model distintivo di Intesa Sanpaolo la rende leader a livello europeo nel Wealth Management, Protection & Advisory e ne caratterizza il forte orientamento al digitale e al fintech. Una banca efficiente e resiliente, è capogruppo di fabbriche prodotto nell’asset management e nell’assicurazione. Il forte impegno in ambito ESG prevede, entro il 2025, 115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Intesa Sanpaolo ha assunto impegni Net Zero per le proprie emissioni entro il 2030 ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, l’asset management e l’attività assicurativa. Convinta sostenitrice della cultura italiana, ha sviluppato una rete museale, le Gallerie d’Italia, sede espositiva del patrimonio artistico della banca e di progetti artistici di riconosciuto valore.

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