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Poli, il borgo che rinasce tra cucina del territorio, sport e relax grazie a giovani imprenditori

Attualità & Cronaca

Basta una sola giornata, anche poche ore,  per scoprire il borgo antico di Poli e ammirarlo in tutta la sua originaria bellezza, perdendosi fra i trentacinque vicoli radiali in comunicazione tra loro. D’altronde, come dice il geografo Franco Michieli, “accettare un mondo in cui ci si può perdere, e dove si può finire su una strada imprevista e sconosciuta, è un buon modo per rinnovarsi”.

Camminando a passo lento e corto lungo le antiche vie, tra fiori e rampicanti che incorniciano portoni d’altri tempi, è facile imbattersi in un’icona del 1700, una fontana scenografica del tardo Seicento in cardellino, quasi un ninfeo verticale, o rimanere senza fiato di fronte al maestoso campanile “a lanterna” della barocca arcipretale di San Pietro, che ti appare all’improvviso non appena si imbocca la strada principale mediana dorsale sul colmo, in un suggestivo susseguirsi di scorci, archi, chiese e palazzi gentilizi.

Passeggiate dello “stupore”, intendendo con questo la capacità di “stupirsi” e di “meravigliarsi” ancora, riscoprendo la nostra dimensione in armonia con il mondo attraverso l’ambiente naturale. Una vallata quella di Poli unica nel suo genere, ricca di boschi, uliveti, querce e castagni. Una “Valle dell’Eden”, è stato scritto, in quanto a tutela ambientale, e connotazioni naturalistiche e paesaggistiche di assoluto pregio, a due passi da Roma.

“Stiamo assistendo – interviene il sindaco Federico Mariani – a una sorta di rinascita del nostro territorio grazie a importanti iniziative di giovani e brillanti imprenditori locali”. Oggi a Poli c’è tutto. C’è l’antico e c’è il moderno. Nel piccolo centro, cioè, puoi fare la spesa con prodotti a chilometro zero (salumi, formaggi, carne, ortaggi, miele) o puoi assaggiare le tipicità nella graziosa trattoria e pinseria locale “Maiuri”. Qui, Fabio Turchi, un dinamico e coraggioso imprenditore di soli 23 anni, ha deciso di riavviare l’antica trattoria di famiglia.

“E’ stata una scommessa, soprattutto in questa fase così difficile – racconta – ma, anche grazie all’aiuto concreto del sindaco, e dell’Amministrazione comunale, che mi ha sempre sostenuto e al quale sono molto grato, ho deciso di riaprire la trattoria creata da mia nonna. Quella che desidero proporre è una cucina stagionale, inevitabilmente legata al territorio, alle nostre tradizioni contadine e popolari, ma allo stesso tempo aperta all’innovazione. In pratica, recuperare i sapori antichi, quei piatti che tutti abbiamo mangiato da piccoli, preparati dalla mamma o dalla nonna, ma rinnovati nel gusto contemporaneo, sempre utilizzando prodotti genuini”.

E, dunque, ai “Maiuri”, che prende il nome dalla località in cui sorge la trattoria, e dove un tempo si coltivavano ceci e lupini, potrai assaggiare per esempio le sagne di tritello, il baccalà alla brace, la pizza azzima con le verdure, gli gnocchi lunghi col sugo di lumache, i dolci della tradizione come la pizza cresciuta, le ciambelle al vino o i tozzetti. Piatti preparati con la verdura dell’orto, le uova delle loro galline, l’olio fatto in casa, così come la pasta, e poi vini, formaggi e carni a chilometro zero, ma anche meno… Per non dire della pinza impastata con un mix di farina di mais, riso, soia e frumento, che piace moltissimo ai ragazzi perché leggera, sana e saporita.

E poi? Poi, a Poli, i bambini possono giocare serenamente nel parco comunale, oppure fare calcio, karatè, judo, pallavolo, rugby… E i grandi? Gli adulti possono impiegare il tempo libero con delle belle escursioni scegliendo tra i molti percorsi a difficoltà progressiva, facilmente individuabili scaricando l’app gratuita “Sentieri in tasca”, oppure frequentare i corsi di pilates, o quelli di ginnastica dolce, posturale ecc. organizzati dalla neonata palestra, attrezzata per fare fitness, “soft gym bodybuilding” e guidata dalla giovanissima imprenditrice Jalisse Cascioli.

Se, poi, a una certa, sei stanco, puoi sempre rilassarti e goderti un buon aperitivo o un drink originale al “Cocktail bar” in Piazza Monsignor Cascioli, locale rinnovato da poco e anche questo diretto da Guido e Alessandro Scacco, i due giovani comproprietari, attenti alle nuove tendenze dei consumatori ed esperti di vini e liquori.

Insomma Poli da vivere, da visitare, il meglio dell’Agro Romano Antico e di tutta l’antica Comarca dello Stato Pontificio, dove puoi ancora goderti la luna, a picco sul maestoso campanile barocco, ascoltare l’ululato del lupo, il bubolare del gufo o le fusa di un gatto in amore.

POLI, IL BORGO CHE RINASCE tra cibo genuino, arte, sport e trekking

Basta una sola giornata, anche poche ore,  per scoprire il borgo primigenio e ammirarlo in tutta la sua originaria bellezza, perdendosi fra i trentacinque vicoli radiali in comunicazione tra loro. D’altronde, come scrive il geografo Franco Michieli, “accettare un mondo in cui ci si può perdere, e dove si può finire su una strada imprevista e sconosciuta, è un buon modo per rinnovarsi”.

Passeggiando lentamente lungo le antiche vie, tra fiori e rampicanti che incorniciano portoni d’altri tempi, è facile imbattersi in un’icona del 1700, una fontana scenografica del tardo Seicento in cardellino, sospesa quasi come un ninfeo verticale, o rimanere senza fiato di fronte al maestoso campanile “a lanterna” della barocca Arcipretale di San Pietro, che ti appare all’improvviso non appena si imbocca la strada principale mediana dorsale sul colmo, in un suggestivo susseguirsi di scorci, archi, chiese e palazzi gentilizi.

Passeggiate dello “stupore”, intendendo con questo la capacità di “stupirsi” e di “meravigliarsi” ancora, riscoprendo la nostra dimensione in armonia con il mondo attraverso l’ambiente naturale. Una vallata quella di Poli unica nel suo genere, piena di boschi, uliveti, querce e castagni. Insomma una piccola svizzera a due passi da Roma, una “Valle dell’Eden” in quanto a tutela ambientale, purezza dell’aria e bontà del suo clima, che dicono salutare. Tanto salubre che durante la peste del 1600 non registrò neppure un caso mentre tutto il mondo intorno era infettato dal morbo nero. Persino Maria Graham, la grande scrittrice inglese di libri di viaggi e per bambini, aveva annotato nel suo diario, redatto nei tre mesi di soggiorno nell’estate del 1819, che la gente qui non si ammalava e non moriva di febbri malariche.

Oggi a Poli c’è tutto. C’è l’antico e c’è il moderno. Nel piccolo centro, cioè, puoi fare la spesa con prodotti a chilometro zero (salumi, formaggi, carne, ortaggi, miele) o puoi assaggiare le tipicità nella graziosa trattoria e pinseria locale “Maiuri”. Qui, Fabio Turchi, un giovanissimo, dinamico e coraggioso imprenditore di appena 23 anni, ha deciso di riavviare l’antica trattoria di famiglia, “collegandosi al passato, ma proiettandosi al futuro”, proponendo cioè i piatti della tradizione contadina e popolare (le sagne di tritello, il baccalà alla brace, la pizza azzima con le verdure, gli gnocchi lunghi col sugo di lumache, i dolci della tradizione come la pizza crisciuta, le ciambelle al vino o i tozzetti), rivisitati in chiave moderna. Piatti preparati con la verdura dell’orto, le uova delle loro galline, l’olio fatto in casa, così come la pasta, e poi formaggi e carni a chilometro zero, ma anche meno… Per non dire della pinza preparata con un mix di farina di mais, riso, soia e frumento.

I bambini possono giocare serenamente nel parco comunale, mentre i genitori possono fare delle belle escursioni scegliendo tra i molti percorsi a difficoltà progressiva. Per esempio quello del bosco comunale, nel declivio che conduce alla Grotta del Mortale, mentre a sud svetta Monte San Filippo e, in fondo, si profila la campagna romana fino a Fiumicino.

Se, poi, a una certa, sei stanco di tutta questa modernità, fai pochi passi e raggiungi Piazza Conti e ti ritrovi in pieno medioevo, magari nel vicolo abitato più stretto d’Europa, dove puoi ancora goderti la luna, a picco sul maestoso campanile barocco dell’arcipretale di San Pietro, e senti l’ululato del lupo, il bubolare del gufo o le fusa di un gatto in amore…

Insomma Poli da vivere, da visitare, da respirare, il meglio dell’Agro Romano Antico e di tutta l’antica Comarca dello Stato Pontificio, col quale eravamo legati con un patto di fratellanza, data la Fedeltà nei secoli dei Conti duchi di Poli. A Poli nacque il papa Innocenzo XIII, della famiglia Conti, nacque Giacinto Brandi, noto pittore del XVII secolo ed altri grandi artisti, pittori, filosofi, scrittori e avvocati tra cui mi piace ricordare Ferruccio Cascioli per la sua immensa cultura, noto a livello mondiale.

Ecco questo è Poli,

Giovanni Ierfone

 


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