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Premio giornalistico Amerigo 2020

Arte, Cultura & Società

Ad aggiudicarsi il Premio Speciale di questa XII edizione è stato Marino de Medici, decano dei giornalisti italiani negli Stati Uniti, corrispondente da Washington dell’agenzia ANSA e dagli Stati Uniti per il quotidiano Il Tempo. Nella sua lunga carriera, de Medici ha intervistato Presidenti, Segretari di Stato e della Difesa americani.

Giornalista appassionato e scrupoloso, ha firmato importanti pezzi sulla guerra nel Vietnam e sui colpi di stato in Cile e in Argentina. Durante la cerimonia, tenutasi in modalità online e Patrocinata dal Consolato degli Stati Uniti d’America a Firenze, è stata premiata – per la prima volta – anche una giornalista americana. A Patricia K.Thomas, Presidente dell’Associazione Stampa Estera a Roma, è stato infatti conferito il “Premio Agenzie giornalistiche”.Altri importanti riconoscimenti sono stati poi assegnati a: Paola Peduzzi per la categoria “Quotidiani”, Enrico Rotelli per i “Periodici”, Riccardo Barlaam per la “Radio”, Dario Laruffa per la “Televisione”, Fabio Bucciarelli per la “Fotografia”, Michele Ciro Pierri per i “Siti Web”, Francesco Costa per i “Social Network”, Valerio Ciriaci per gli “Under 35”.

Ad aver ottenuto il “Premio Europa 2020” – assegnato da The European American Alumni Associations (ENMA) – è stato il giornalista belga Florian Eder.All’evento di premiazione hanno preso parte: Andrea Gumina, Presidente Nazionale Amerigo; Ragini Gupta, Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze; il Rappresentante per l’Italia di ENAM, Massimo Cugusi, assieme ai Vicepresidenti Edoardo Imperiale e Silvia Minardi. Alla Cerimonia erano presenti anche i Coordinatori Territoriali ENAM Michele Ricceri (Firenze), Edoardo Croci (Milano), Diego Guida (Napoli) ed Ernesto di Giovanni (Roma).

 

TORINO – L’utilizzo di fonti rinnovabili crescerà velocemente nei prossimi 30 anni e avrà notevoli impatti positivi sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone, determinando una riduzione dei costi energetici e della spesa sanitaria grazie al minor inquinamento dell’aria. Questi i principali risultati dello studio “Electrify Italy – Un triangolo elettrico per la transizione energetica”, realizzato da Fondazione Enel, Politecnico di Torino e Massachusetts Institute of Technology (MIT) Laboratory for Information and Decision Systems con l’obiettivo di valutare e quantificare i benefici ambientali, economici e sociali per il Paese derivanti dalla transizione energetica e dal processo di graduale elettrificazione dei consumi.
La ricerca è stata presentata nel corso del webinar “Il ruolo dell’energia elettrica nella transizione energetica: il caso di studio del Paese Italia e delle sfide europee”, a cui hanno preso parte, tra gli altri, Michele Crisostomo, Presidente del Gruppo Enel e del Comitato Scientifico di Enel Foundation, Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, Ettore Bompard, Direttore dell’EST@Energy Center del Politecnico di Torino e Audun Botterud, Principal Research Scientist presso il “Laboratory for Information and Decision Systems”, del MIT.
“È convinzione comune – ha detto Ettore Bompard, docente del Politecnico di Torino e coordinatore scientifico del progetto – che una transizione energetica sia ineludibile. Una commodity tradizionale come l’energia elettrica può giocare un nuovo, cruciale ruolo attraverso il cosiddetto triangolo elettrico (generazione da rinnovabile, trasporto e distribuzione, elettrificazione degli usi finali). Politecnico di Torino, Massachusetts Institute of Technology ed Enel Foundation hanno studiato insieme come questo possa essere declinato nella realtà italiana evidenziandone i benefici energetici, ambientali ed economici in uno scenario proiettato al 2050”.
I risultati mostrano come il “triangolo dell’elettricità”, ovvero un paradigma basato su generazione di energia da fonti rinnovabili, elettrificazione dei consumi finali e reti elettriche efficienti e digitalizzate, sia lo schema che consente di coniugare produzione di energia pulita e consumo efficiente, con conseguenti sensibili miglioramenti delle prestazioni non solo energetiche, ma anche ambientali, economiche e sociali.
Secondo lo studio, nei prossimi due anni le energie rinnovabili rappresenteranno circa il 48% del totale delle fonti di approvvigionamento energetico, superando quota 85% nel 2050. Questo cambiamento favorirà il processo di elettrificazione dei consumi che raggiungerà percentuali rilevanti in diversi settori nei prossimi trent’anni: dall’industria (42%) ai trasporti (41%) passando per il residenziale (53%). La transizione energica comporterà una serie di vantaggi per il Paese in termini ambientali, economici e sanitari. In base alle stime, le emissioni di CO2 dovrebbero, infatti, più che dimezzarsi nei prossimi 30 anni, con le più significative riduzioni previste già nei 20 anni a venire.
La transizione energetica avrà, inoltre, impatti rilevanti sulle finanze pubbliche e private, con effetti come la riduzione del 17% del costo delle bollette e della spesa sanitaria quantificabile in circa 692 miliardi di euro al 2050, in virtù del miglioramento della qualità dell’aria e della riduzione dell’inquinamento atmosferico.
La ricerca realizzata propone un metodo di valutazione che utilizza input provenienti da analisi settoriali di scenari futuri, come i consumi di diverse materie prime energetiche e l’efficienza media delle tecnologie correlate. Rispetto ad altri metodi di valutazione, quello proposto, oltre a fornire la percentuale di energia elettrica sul consumo finale totale, è in grado di calcolare il contributo specifico dell’elettrificazione agli scenari di transizione energetica, misurato in termini di parametri economici, sociali e ambientali.  


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