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Prove tecniche di ripartenza nell’Italia quasi tutta in giallo

Attualità & Cronaca

Da lunedì soltanto Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta in arancione. Resta il coprifuoco dalle 22 e la parola d’ordine è prudenza, per scongiurare un nuovo aumento dei contagi

Numerose le attività riaperte nelle città italiane

Tre regioni in arancione e tutte le altre, comprese le province autonome di Trento e Bolzano, in giallo. La nuova Italia a colori, da lunedì 10 maggio, è senza regioni in rosse, e nemmeno bianche. In zona gialla si trovano, quindi, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, le province autonome di Bolzano e di Trento (Trentino Alto Adige), a cui si aggiungono Puglia, Basilicata e Calabria. In fascia arancione, invece, restano le due isole, Sicilia e Sardegna (con proteste in diverse zone delle due regioni), e si aggiunge la Valle d’Aosta, ultima regione a lasciare la zona rossa.

Cosa cambia

Nei territori in zona gialla si devono rispettare le norme del decreto Covid approvato a fine aprile dal governo Draghi. Le regole riguardano soprattutto gli spostamenti e la riapertura di bar, ristoranti, cinema, teatri, mostre, attività sportive. Va sempre rispettato il coprifuoco, dalle 22 alle 5, che non cambia rispetto al passato, e sul quale sono in corso da settimane accese polemiche. Una revisione dell’orario potrebbe arrivare da metà maggio.

Zona gialla

In zona gialla è possibile spostarsi all’interno del comune, tra comuni diversi e tra regioni dello stesso colore. Si può fare visita ad amici e parenti in non più di quattro persone, più i minorenni e le persone con disabilità o non autosufficienti. Dal 26 aprile riaprono i ristoranti a pranzo a cena, ma solo le attività che hanno la possibilità di servire la clientela all’aperto. Riaprono anche teatri, cinema e musei, ancora chiuse, invece, palestre e piscine. E anche in questo caso non sono poche le proteste per chiedere una ripresa nel più breve tempo possibile.

Zona arancione

In zona arancione, invece, bar e ristoranti possono lavorare solamente con l’asporto e le altre attività sono ancora costrette al fermo. Ci si può spostare solo all’interno del proprio comune, mentre per gli altri spostamenti è necessaria l’autodichiarazione, che consente di muoversi solo per alcuni motivi (lavoro, salute, necessità).

Per quanto riguarda il mondo della scuola, dal 26 aprile scorso, e fino alla fine dell’anno scolastico, si va in classe, anche nelle scuole superiori (le secondarie di secondo grado). La presenza è garantita in zona rossa, invece, dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Per quanto riguarda l’università, fino al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse, invece, viene raccomandato di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

Prove di ripartenza

Con l’Italia quasi tutta in giallo, e con la curva dei contagi che, seppur lentamente, continua a scendere, in questi ultimi giorni sono in corso delle vere e proprie prove tecniche di ripartenza. Molti bar e ristoranti, prima quasi del tutto fermi, hanno riaperto i battenti; in molte sale cinematografiche sono tornate le emozioni, i ragazzi sono tornati a sfidarsi a calcetto. Un lento ritorno verso la normalità. Con la speranza, tra vaccini e rispetto delle regole per evitare un nuovo aumento dei contagi, di poter vedere presto la luce alla fine del tunnel. E, soprattutto, di non dover mai più tornare indietro.


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