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Putin sempre più in cerca di carne da cannone

Mondo

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alle ore: 09:58

Guerra in Ucraina. La cosiddetta “operazione militare speciale”, sotto la quale si cela una guerra di invasione, si è da tempo rivelata un boomerang per la Russia. Già, perché se di conflitto vero e proprio si tratta, allora non ci si può sottrarre agli esiti che i combattimenti sul campo riflettono sullo stato delle truppe dispiegate. E Putin sotto diversi punti di vista deve correre ai ripari…

Il materiale umano è fondamentale in una guerra condotta come vuole Putin. In un cortocircuito di propaganda e cavilli legali, le forze armate russe, che stanno dando l’assalto nel Donbass orientale, hanno dapprima dovuto fare i conti con anche defezioni e rifiuti, con ignari militari di leva inviati al massacro nella prospettiva di esercitazioni di routine. E a questo punto con il morale della truppa, feriti, caduti e diserzioni. I cui numeri esatti, salvo stime, non è dato di sapere. Si rischia ogni giorno di più lo stallo di una lunga guerra di posizione.

Putin freme. Di quali possano essere le misure attuate da Mosca, sia per compensare il deficit numerico creatosi che per apportare la maggior linfa fresca per stabilire un punto di svolta verso la vittoria agognata, dà conto un articolo passato sul canale online dell’emittente televisiva lituana TV3. La Russia sta cercando di espandere le sue forze armate, presumibilmente per trovare il modo di aumentare ulteriormente la quantità di personale dispiegabile al fronte. Infatti, nella doppiezza del Cremlino non è mai tramontato il concetto di “carne da cannone (in francese chair à canon).

Si evince da qui l’imbarazzante segreto dell’esercito russo: gli abitanti delle periferie – buriati, daghestani, tuvani – sono la carne da cannone di Putin, quei soldati che vengono utilizzati per missioni o compiti in cui c’è un’altissima probabilità di essere uccisi, solitamente con obiettivi di scarso valore strategico, implicando quindi una bassa considerazione da parte delle gerarchie militari per il valore delle vite dei soldati in questione.

In tal senso, fonti legate all’Istituto statunitense per lo studio della guerra (ISW) riferiscono che i vertici militari russi continuano ad espandere il proprio bacino di coscritti modificando i criteri ufficiali per il reclutamento. In tal senso, le autorità russe si starebbero preparando ad aumentare l’età di leva da 40 a 49 anni.

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