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Quale Sicurezza senza integrazione reale? Fra migranti e transitanti

Arte, Cultura & Società

Sicurezza a rischio senza integrazione autentica.

L’mmigrazione, ormai diventata centrale nella politica regionale nazionale e europea, non dovrebbe dar luogo a problemi non risolvibili se considerata e attuata sotto un aspetto legalitario, di vera e dignitosa accoglienza, di rispetto delle regole,  di tolleranza reciproca.

La legge attuale, nella sua applicazione pratica, ha rivelato e messo in evidenza parecchie incongruenze che sarebbe opportuno rivedere e correggere .  Qualsiasi legge  infatti non è perfetta ma perfettibile nel tempo, in relazione a cambiamenti fisiologici e/o contingenti inerenti a complicanze  di tipo sociale e economico.

Dunque il dibattito è ancora in atto.  Occorre  dare spazio e voce a opinioni varie di ogni schieramente attinente  anche se non totalmente  in linea con il nostro pensiero politico, dato che l’ intento primario è quello di migliorare davvero lo “status” dell’immigrato, ovviamente  regolare, e per se stesso e per i nostri connazionali che hanno il diritto/dovere di affermare e difendere la propria cultura e le proprie tradizioni, i propri usi e costumi. Almeno  quanto quelli degli immigrati, che, ancorché  rispettabili e rispettati,  non possono  e non devono entrare in contrasto con le leggi del Paese che li ospita.

Secondo il principio liberale e cristiano delle pari dignità di ciascun individuo, si auspica dunque una corretta integrazione fondata sul rispetto delle  regole, dei diritti e dei doveri e, in ultima analisi, sulla certezza della pena nei confronti di coloro che, anziché far tesoro di questi principi che sono il fondamento di qualsiasi società civile e democratica, li disattendono.

Anche il principio morale di tolleranza va inteso non come superiorità dell’uno nei confronti dell’altro,  concepito, erroneamente,   ancora così da alcuni. Bensì come reciprocità di intenti e di azioni, nel pieno rispetto delle libertà, equidistanti, come recita la carta dei diritti dell’uomo.

Alle leggi devono seguire “azioni positive”, necessarie all’applicazione migliore possibile della lagge stessa e che ne  promuovano l’attuazione.

Una legge, infatti,  non deve costituire la fine di un processo, ma una fase intermedia dalla quale ripartire per raggiungere le finalità che si propone.

Testo unico sull’mmigrazione 2021

Diritti e doveri dello straniero.

art 2 comma 5

5. Allo straniero è riconosciuta parità di trattamento con il cittadino relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi, nei rapporti con la pubblica amministrazione e nell’accesso ai pubblici servizi, nei limiti e nei modi previsti dalla legge.

Peccato che i doveri  spesso passino  in seconda linea.

E si lascia che agli stranieri siano consentite azioni per le quali   gli italiani  vengono sonoramente sanzionati. Non sempre e non  tutti,  ma spesso. Troppo spesso.

Un esempio di questi giorni.

Un uomo di anni 86 del quartiere Don Bosco a Roma  rientrato da accertamenti medici ospedalieri ha trovato la casa occupata da una   donna rom che ha cambiato la serratura e ha messo il proprio nome sul campanello. Solo dopo una ventina di giorni è rientrato nella sua abitazione. Tuttavia, come riporta Il Messaggero, l’uomo ha trovato la casa distrutta: “Piango per i miei ricordi andati in fumo. Ma ringrazio chi alla fine mi ha aiutato a riavere almeno le mura”. Pare anche che dovrà a spese proprie rimettere in ordine la propria abitazione.

Ma è esemplare che la signora abbia detto che non ha problemi a rifare un’azione simile.

Ah, dimenticavo. La signora è Italiana.

Carla Ceretelli


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