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Rapporto di sostenibilità unione italiana Food: n 7 anni risparmiati 69 milioni di kg di co2 e 270 mila metri cubi di acqua

Agroalimentare & Enogastronomia

Sette anni dopo il primo Rapporto di Sostenibilità (2013), Unione Italiana Food fa il punto sui progressi compiuti dai settori del dolce e della pasta: 69.000.000 Kg di emissioni di CO2 risparmiati, 270.000 m3 di acqua non sprecati, 19.500.000 Kg di rifiuti recuperati in più.

  • Tra il 2013 e il 2019 il settore dei prodotti da forno ha ridotto di circa il 42,7% le emissioni di CO2, il settore della confetteria ha risparmiato 14,51 m3 di acqua per ogni tonnellata di prodotto, il settore del cacao e del cioccolato utilizza oggi il 100% di energia elettrica rinnovabile, quando nel 2013 ne usava il 7%.
  • Mario Piccialuti, DG Unione Italiana Food: “La sostenibilità è ormai, assieme a qualità e sicurezza, uno dei fattori di competitività del nostro sistema alimentare. Nel mostrare l’impegno concreto dei nostri associati, il Report mostra come la sostenibilità non sia una promessa ma un fatto”.

ROMA Immaginate di riempire il Colosseo di acqua e poi immaginate, accanto alla monumentale cisterna, un secondo Colosseo e di riempire anche quello fino all’orlo. Avrete ottenuto una mole di acqua di 270.000 m3. A tanto equivale il risparmio idrico che sono riuscite a guadagnare le aziende del settore dolciario e pastario italiano tra il 2013 e il 2019. E ancora, 69.000.000 Kg di emissioni di CO2 risparmiate, pari al consumo di circa 36.300 autovetture; 19.500.000 Kg di rifiuti recuperati in più, quasi quanto la produzione annuale di scarti di un comune di 39.000 abitanti.

A rivelarlo è Unione Italiana Food, la più grande associazione di categorie alimentari in Europa, che riunisce 450 aziende dell’agroalimentare, con 20 settori merceologici rappresentati, e pubblica, sette anni dopo la prima edizione, il suo nuovo Rapporto di Sostenibilità.

L’atteggiamento pionieristico e innovativo di Unione Italiana Food aveva portato l’associazione a intraprendere già oltre 20 anni fa un percorso dedicato alla sostenibilità, creando un modello che, grazie alle competenze delle aziende che ne fanno parte, ha permesso di organizzare, tra le altre cose, workshop formativi e linee guida tecniche informative specifiche sui temi della sostenibilità (come, ad esempio, le Linee Guida sui Sottoprodotti Alimentari).

In questo ambito si inserisce il primo Report di Sostenibilità di Unione Italiana Food che risale al 2013, quando ancora in pochissimi se ne occupavano concretamente che rimane il primo esempio di report di sostenibilità a cura di un’associazione di categoria.

Oggi il numero di aziende che presentano il proprio rapporto di sostenibilità è aumentato esponenzialmente e il modello di Unionfood è stato anche d’ispirazione per altre realtà associative, che hanno deciso di intraprendere esperienze simili.

Questo a dimostrazione della natura stessa di Unione Italiana Food e delle sue ambizioni, della volontà di rappresentare un punto di riferimento e un think tank per il mondo del food e non solo, uno spazio di confronto e condivisione di best practice capaci di far progredire l’economia e la società.

Il report 2020 nasce dunque in continuità con il passato e compie uno step in avanti, analizzando i trend e i risultati concreti raggiunti in questi 7 anni da cinque diverse categorie merceologiche simbolo del Made in Italy che fa qualità e la porta nel mondo: pasta, prodotti da forno, cacao e cioccolato, gelati, confetteria. Settori produttivi, questi, capaci di generare nel nostro Paese un valore complessivo di circa 20 miliardi di euro l’anno.

I dati contenuti nel report[i], raccolti ed elaborati da Unionfood, provengono da 36 stabilimenti produttivi situati su tutto il territorio nazionale che fanno capo a 10 delle principali aziende dell’alimentare in Italia: Barilla G. e R. Fratelli S.p.A., Bauli S.p.A., Ferrero S.p.A., Froneri S.R.L., Nestlé Italiana S.p.A., Pastificio Lucio Garofalo S.p.A., Perfetti Van Melle S.p.A., Sammontana S.p.A., Sperlari S.R.L., Unilever Italia Mkt. Operations S.R.L. Realtà, queste, fortemente rappresentative della produzione Made in Italy, con punte del 90% e del 70% nel settore dei gelati e in quello del cacao e cioccolato.

Questo rapporto – ha dichiarato Mario Piccialuti, Direttore Generale di Unione Italiana Food– racchiude tutto ciò di cui oggi il mondo discute, dalla lotta all’emergenza climatica, alla stretta correlazione tra sistemi alimentari globali e salute umana e ambientale, alla necessità di mettere in atto la sostenibilità e non lasciare che resti solo una promessa non mantenuta alle nuove generazioni. Le realtà presentate in questo Rapporto sono fortemente radicate nei propri territori di origine e al contempo capaci di portare nel mondo lo stile di vita italiano, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg del settore alimentare italiano, per il quale la sostenibilità si è ormai affiancata a qualità e sicurezza come uno dei fattori di crescita e competitività”.

 Il calcolo degli indicatori ambientali analizzati (EnergiaacquarifiutiCO2SottoprodottiProduzione) mostra che il percorso di miglioramento sia trasversale a tutti i settori analizzati. Se, per esempio, la produzione di prodotti da forno – e da ricorrenza, come Pandoro e Panettone – spicca per gli importanti risparmi nelle emissioni di anidride carbonica (circa il 42,7%, dal 2013 al 2019) e il settore della confetteria per quelli di acqua (si calcolano almeno 14,51 m3 di acqua risparmiati per ogni tonnellata di prodotto), il settore del cacao e cioccolato eccelle in materia di utilizzo di energia elettrica rinnovabile, tanto da essere passato dal 7% nel 2013 al 100% nel 2019. 

Dietro ai numeri ci sono anche storie e soluzioni eterogenee che in questi anni le associate di Unione Italiana Food hanno adottato per creare valore sostenibiledalle innovazioni tecnologiche per contenere consumi ed emissioni, a progetti locali per la tutela dei territori e delle comunità d’origine delle materie prime di cui si servono, fino alle esperienze di food innovation, in linea con i modelli più virtuosi di economia circolare (v. focus).

È anche in virtù di questa condivisione valoriale che le aziende si riconoscono in Unione Italiana Food, che a livello associativo si occupa di crescita sostenibile da oltre 20 anni, come conferma Piccialuti“La creazione di valore sostenibile per tutti gli stakeholder è la principale mission strategica di Unionfood e questo report ne è la dimostrazione. Continueremo a ispirare i nostri associati, affinché possano realizzarsi sinergie tali da imprimere un cambiamento concreto e duraturo in materia di sostenibilità”.

 L’Associazione ha condotto un’intensa attività tesa al raggiungimento degli obiettivi strategici delineati nel primo Rapporto di Sostenibilità promuovendo, tra le aziende consociate, il progetto Life Magis sul Made Green in Italy (lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti[ii]), dando vita a nuove Linee Guida, tra cui quelle relative all’efficientamento energetico, in collaborazione con ENEA, e quelle sulla valorizzazione dei sottoprodotti alimentari per l’economia circolare. Tutto questo con l’intento di supportare le aziende, fare in modo che producano non solo alimenti buoni, ma anche sicuri per il consumatore e sostenibili per l’ambiente.


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